Quattro giovani tecnici dell’Enel intervengono sui tralicci di cresta a forte di Naole. Il rifugio Fiori del Baldo senza corrente per la bufera di vento e neve

Elicottero per ridare la luce

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Di Luca Delpozzo
(b.f.)

Solo ieri, e gra­zie a un eli­cot­tero, l’Enel ha potu­to ridare cor­rente al rifu­gio Fiore del , 1850 metri di quo­ta sul­la Costa­bel­la, sot­to le creste di Naole, rimas­to sen­za ener­gia elet­tri­ca da domeni­ca scor­sa, causa la bufera di ven­to e neve che ne ha por­ta­to sul mas­s­ic­cio un altro metro. I gestori, i coni­u­gi Adri­ano Oli­boni e Anna Mon­ta­nari, sono rimasti con la sola stu­fa a leg­na, 10 gra­di la tem­per­atu­ra, niente più luce, pompe dell’acqua ferme, niente frig­oriferi in fun­zione. Ogni giorno il figlio Moreno è sal­i­to da solo, spes­so nel­la tor­men­ta, con gli sci da Pra­da per lib­er­ar­li dal ghi­ac­cio che bloc­ca­va le imposte dell’edificio e dal­la neve accu­mu­la­ta sui varchi d’accesso. Mer­coledì, un pri­mo ten­ta­ti­vo di soc­cor­so dell’elicottero regionale dei vig­ili del fuo­co era sta­to van­i­fi­ca­to dal mal­tem­po. Giovedì un eli­cot­tero pri­va­to di Tren­to ha deposi­ta­to al forte di Naole i quat­tro gio­vani tec­ni­ci Enel inter­venu­ti sui tral­ic­ci di cres­ta a riparare il guas­to, ma poi non ha più potu­to atter­rare per andare ripren­der­li: era cala­ta la neb­bia. Dopo esser­si rifocil­lati al rifu­gio Fiori del Bal­do, in tec­ni­ci accom­pa­g­nati da Moreno Oli­boni han­no dovu­to scen­dere a pie­di a Pra­da con la neve fres­ca che gli arriva­va in vita, trasci­nan­dosi le pesan­ti borse degli attrezzi. I gestori del sovras­tante rifu­gio Chierego del Cai, Mas­si­mo Bertol­di e Nico­let­ta Mod­esti, a 1911 metri di quo­ta, col­pi­ti domeni­ca sera dal­la ste­sa sorte, han­no resis­ti­to fino a mart­edì: la loro stu­fa a pal­lets, tru­ci­o­lare, fun­ziona solo con l’energia elet­tri­ca. «E’ una lin­ea aerea che sale dal ver­sante occi­den­tale, da mal­ga Val­fre­da e scol­li­na pro­prio sul­la cres­ta di Naole, per scen­dere ver­so il lago», spie­ga il respon­s­abile del Soc­cor­so alpino di Verona, Mar­co Vig­no­la, 44 anni, ex dipen­dente Enel «sul­lo spar­ti­acque c’è il pun­to criti­co e la neve umi­da e pesante sui con­dut­tori fa cas­care i fili. Domeni­ca erava­mo in zona Bal­do per un’esercitazione sulle valanghe, la pri­ma per­tur­bazione di saba­to notte ave­va deposi­ta­to 40 cen­timetri di neve, quel­la di domeni­ca 60». «Sono sta­ti ragazzi bravis­si­mi», spie­ga al tele­fono la sig­no­ra Anna «salire sui tral­ic­ci in queste con­dizioni richiede molto sac­ri­fi­cio e un tec­ni­co si è anche fer­i­to a un piede».

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