Il Comune durante l’inventario del lascito ha trovato soltanto un vassoio, si sospetta un furto

Eredità Pincini, giallo in villa Spariti i gioielli e l’argenteria

20/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Gial­lo sull’eredità mil­iar­daria rice­vu­ta dal Comune: prob­a­bil­mente qual­cuno ha ruba­to l’argenteria e i gioiel­li appartenu­ti a Lil­iana Pinci­ni. Il caso è scop­pi­a­to quan­do il Con­siglio comu­nale è sta­to chiam­a­to ad accettare uffi­cial­mente e in via defin­i­ti­va il con­sis­tente pat­ri­mo­nio las­ci­a­to dal­la sig­no­ra Pinci­ni, mor­ta il 24 novem­bre 1999 all’età di 76 anni. I beni sono con­sid­erevoli: un anti­co palaz­zo in pieno cen­tro stori­co, alcu­ni negozi, titoli azionari e liq­uid­ità. Mil­iar­di, insom­ma. Che non ci fos­sero obiezioni sull’accettazione era scon­ta­to. Il Comune è sta­to nom­i­na­to erede uni­ver­sale: chi avrebbe mai potu­to dire di no a un rega­lo mil­iar­dario? Piut­tosto, è sor­to il dub­bio che qualche manoles­ta abbia potu­to nel frat­tem­po sgraf­fignare gli ogget­ti di val­ore cus­todi­ti nel­la vil­la. A soll­e­vare la ques­tione è sta­to il con­sigliere di mino­ran­za Pier­lui­gi Loren­zi­ni, che ha reso noto come un anno fa, nei giorni che pre­cedet­tero la pri­ma accettazione dell’eredità, anco­ra con ben­efi­cio d’inventario, qual­cuno è prob­a­bil­mente pen­e­tra­to nel­la vil­la Pom­pei Car­lot­ti. C’è sta­ta una denun­cia di effrazione. L’obiettivo dell’intrusione, prob­a­bilem­nte l’argenteria e i gioiel­li del­la defun­ta sig­no­ra Pinci­ni: nell’inventario dei beni las­ciati in ered­ità, redat­to dopo l’effrazione, figu­ra infat­ti soltan­to un vas­soio d’argento. Sec­on­do Loren­zi­ni, i soli­ti ignoti potreb­bero aver «arraffa­to tut­to ciò che era di val­ore e che si pote­va asportare». È sta­to lo stes­so con­sigliere d’opposizione ad ammet­tere che le sue sono solo sup­po­sizioni. Ma Loren­zi­ni sostiene che a dar fon­da­men­to all’ipotesi del fur­to è una con­statazione: «In ogni casa c’è un min­i­mo di argen­te­ria. Mi sem­bra stra­no che non sia sta­to trova­to nul­la in una vil­la del genere. Mi han­no det­to che il vas­soio si era infi­la­to dietro a un mobile, così chi è anda­to ad arraf­fare non l’ha trova­to. È stra­no che ci sia il vas­soio e manchi tut­to il resto». Anche il sin­da­co, Gior­gio Comenci­ni, ha ammes­so di essere rimas­to per­p­lesso leggen­do l’inventario dei beni del­la sig­no­ra Pinci­ni. «Pos­so pen­sare», ha osser­va­to, «che il fat­to di non trovare gioiel­li o ogget­ti di val­ore sia stra­no. È un pen­siero che uno può fare legit­ti­ma­mente. Cer­to non ho prove e non pos­so dire che i ladri abbiano asporta­to alcunché». Quan­to al futuro uti­liz­zo del­la vil­la e degli altri beni las­ciati al Comune, Comenci­ni non ha volu­to fare ipote­si. «Per quan­to riguar­da l’utilizzo dell’immobile», ha det­to il sin­da­co, «oggi non so dare risposte. È sicu­ra­mente un bene prezioso per Gar­da e ci auguri­amo che ven­ga uti­liz­za­to per l’intera comu­nità. Le opere di manuten­zione, ovvi­a­mente, com­in­ciano ad essere pre­viste. Sicu­ra­mente la vil­la ha bisog­no di manuten­zioni. Non è in buono sta­to: ci sono intonaci da sis­temare. Lo stes­so piano che era sta­to abi­ta­to dal­la sig­no­ra Pinci­ni ha bisog­no di manuten­zione. È chiaro che nel momen­to in cui si andrà ad inter­venire si dovrà avere un piano di lavoro. Lo vedremo nei prossi­mi mesi». Intan­to il Comune è diven­ta­to molto più ric­co. Anche sen­za argen­te­ria e gioielli.