La sagra più conosciuta del Garda si prepara a tornare in scena. 35 le aziende vitivinicole presenti in Fiera, per un totale di 82 vini Garda Classico Doc presentati ai concorsi

FIERA DI POLPENAZZE, VETRINA DEL TERRITORIO

13/05/2005 in Fiere
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Di Luca Delpozzo

E’ par­ti­to il con­to alla roves­cia per la più popo­lare delle sagre garde­sane: la fiera del di Polpe­nazze del Gar­da (Bs), in pro­gram­ma dal 27 al 30 mag­gio, si prepara per un ritorno alla tradizione, recu­peran­do la for­mu­la orga­niz­za­ti­va abit­uale archivi­a­ta in via sper­i­men­tale per un paio di edi­zioni. Tor­na quin­di la pro­gram­mazione clas­si­ca nel fine set­ti­mana, dal ven­erdì al lunedì (nelle ultime due edi­zioni la fiera era sta­ta orga­niz­za­ta dal­la domeni­ca al mart­edì), tor­nano gli stand di mesci­ta gesti­ti diret­ta­mente dai pro­dut­tori, e tor­na anche il carat­tere più aut­en­ti­ca­mente popo­lare di uno degli appun­ta­men­ti fieris­ti­ci più conosciu­ti ed amati del­l’in­tera provin­cia bresciana.Come sem­pre, il vino sarà il grande pro­tag­o­nista dei con­cor­si eno­logi­ci del­la fiera, che rap­p­re­sen­tano il pri­mo “ter­mometro” per giu­di­care la qual­ità eno­log­i­ca del­l’an­na­ta: da quel­li uffi­ciali orga­niz­za­ti in col­lab­o­razione con Con­sorzio Gar­da Clas­si­co ed Ente Vini Bres­ciani, che giu­dicher­an­no le tipolo­gie Gar­da Clas­si­co Doc Bian­co, Rosso e Rosso Supe­ri­ore, alle selezioni interne del­la Fiera, che pren­der­an­no in esame le tipolo­gie Gar­da Clas­si­co Doc Grop­pel­lo e . Una selezione ver­rà effet­tua­ta anche per gli extravergi­ni del­la Dop Gar­da Bresciano.In totale, sono 82 i vini iscrit­ti ai con­cor­si, che le com­mis­sioni com­in­cer­an­no a degustare a metà mag­gio; le aziende che parte­ci­pano sono 35, 21 delle quali pre­sen­ti anche nel­l’area degli stand di mesci­ta. Diven­ta uffi­ciale anche il Gran Pre­mio del Salame Doc, nato nel 1994 in via del tut­to ama­to­ri­ale e divenu­to in segui­to una vet­ri­na sem­pre più affol­la­ta ed autorev­ole sul­l’arte norci­na del­l’en­troter­ra garde­sano: quest’an­no, il pre­mio, giun­to alla dodices­i­ma edi­zione, ver­rà quin­di asseg­na­to in con­comi­tan­za con i pre­mi dei con­cor­si eno­logi­ci nel­la tradizionale cer­i­mo­nia del­la domenica.La Fiera sarà orga­niz­za­ta ad isole: i tradizion­ali stand di mesci­ta, dove saran­no anco­ra gli stes­si pro­dut­tori a servire e spie­gare i pro­pri vini, saran­no posizionati nel piaz­za­le ; nel cen­tro stori­co ci saran­no la Corte degli Assag­gi, l’an­go­lo per le degus­tazioni com­para­te dei vini in con­cor­so posizion­a­to nel­la sug­ges­ti­va cor­nice del Castel­lo, lo spazio ded­i­ca­to all’o­lio extravergine di oli­va del­la Dop Gar­da Bres­ciano, ed il Gia­rdi­no dei Sapori, dove un grup­po di aziende agri­cole bres­ciane selezion­ate pro­por­ran­no in degus­tazione e ven­di­ta i pro­pri prodot­ti (for­mag­gi, salu­mi, frut­ti, con­fet­ture, miele, gelati). Al Cen­tro Sporti­vo sarà invece allesti­ta l’area del­la ris­torazione, dove ver­rà servi­to lo spiedo bres­ciano e dove si ter­ran­no le ser­ate dan­zan­ti, nel­la più clas­si­ca tradizione del­la fiera. Nel seg­no del­la con­ti­nu­ità e del­la tradizione, il grup­po fol­cloris­ti­co La Cara­ta alle­stirà nei giorni del­la fiera un “museo con­tadi­no” con attrezzi ed ogget­ti d’e­poca oltre ad una collezione di vec­chi trattori.“Torniamo alla tradizione, ma non rin­un­ci­amo all’in­no­vazione — spie­ga il pres­i­dente del Comi­ta­to Fiera Giuseppe Tur­ri­na -. In ques­ta edi­zione numero 56 infat­ti la Fiera pun­ta al recu­pero del suo spir­i­to più gen­uino, sen­za rin­un­cia­re tut­tavia ad essere vet­ri­na delle tradizioni, dei sapori e dei prodot­ti del ter­ri­to­rio. L’o­bi­et­ti­vo è quel­lo di offrire un’al­ter­na­ti­va sia ai tur­isti del vino in cer­ca di appro­fondi­men­ti sen­so­ri­ali, sia a chi viene a Polpe­nazze per ritrovare l’an­ti­ca atmos­fera delle sagre popo­lari. Quel­la che ha carat­ter­iz­za­to la nos­tra man­i­fes­tazione fin dagli esor­di, nei lon­tani anni del dopoguer­ra, e che oggi la rende anco­ra inimitabile”.

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