Giù le mani dal lago di Garda!

22/06/2022 in Attualità
Di Redazione

Ci allineiamo alla pre­oc­cu­pazione del­la per l’attuale situ­azione di sic­c­ità e alle con­sid­er­azioni per il quadro che si sta pre­sen­tan­do cir­ca i cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci. Fed­er­al­berghi Gar­da Vene­to con­di­vide il pen­siero espres­so dal­la Comu­nità del Gar­da e dal Con­sorzio del Min­cio che togliere metri cubi d’acqua al Gar­da per sop­perire ai bassi liv­el­li idri­ci del fiume Po non rap­p­re­sen­ti la soluzione, ma anzi un ulte­ri­ore desta­bi­liz­zazione. Come Asso­ci­azione di cat­e­go­ria siamo disponi­bili alla col­lab­o­razione e a seder­ci a un tavo­lo comune per affrontare questo tema, a tutela del lago di Gar­da. Cre­di­amo sia nec­es­sario non solo lavo­rare in sin­er­gia, ma agire in pro­gram­mazione e con respon­s­abil­ità ver­so il ter­ri­to­rio in cui vivi­amo e lavo­riamo. 

La crisi idri­ca non ha con­seguen­ze solo per il com­par­to agri­co­lo, ma anche per quel­lo tur­is­ti­co-ricetti­vo del Gar­da Vene­to, un set­tore che rap­p­re­sen­ta una parte eco­nom­i­ca impor­tante a liv­el­lo regionale quale sec­on­da des­ti­nazione tur­is­ti­ca in Vene­to, dopo Venezia. Sce­nari che sono des­ti­nati ad essere sem­pre più fre­quen­ti e che por­tano con sé tut­ta una serie di altri dis­a­gi, sia per i res­i­den­ti sul ter­ri­to­rio che per i molti ospi­ti che ogni anno vi soggiornano.

Siamo riconosciu­ti a liv­el­lo inter­nazionale come un lago bel­lo e molto puli­to, con ottime recen­sioni da parte dei vis­i­ta­tori, dimostrate anche dalle numerose bandiere aran­cioni di cui pos­sono fre­gia­r­si i nos­tri Comu­ni, espres­sione di una zona ric­ca di pat­ri­mo­nio stori­co-cul­tur­ale e ambi­en­tale e che offre al tur­ista un’accoglienza di qualità.

Dopo due anni di pan­demia, il 2022 rap­p­re­sen­ta per noi la sta­gione del­la ripresa. La pri­mav­era che ci siamo appe­na las­ciati alle spalle ha reg­is­tra­to buoni numeri. Per pros­eguire su ques­ta stra­da è nec­es­sario non solo lavo­rare in sin­er­gia tra enti, asso­ci­azioni e con­sorzi, ma far­lo agen­do in pro­gram­mazione, con uno sguar­do a più lun­ga git­ta­ta e con respon­s­abil­ità ver­so il ter­ri­to­rio, per ospi­ti e residenti.

«Troppe volte è sta­to toc­ca­to il del­i­ca­to eco­sis­tema lacuale per sop­perire alle man­canze di altri – affer­ma il Pres­i­dente di Fed­er­al­berghi Gar­da Vene­to . Sia come oper­a­tori che come res­i­den­ti, nati e cresciu­ti sulle sponde del Gar­da siamo stu­fi che il lago ven­ga uti­liz­za­to solo nei momen­ti di emer­gen­za e che il baci­no deb­ba cor­rere in soc­cor­so per risol­vere i prob­le­mi: non ci sem­bra gius­to. Sec­on­do gli esper­ti, svuotare il lago per aiutare il Po sarebbe, molto sem­plice­mente, una mossa non riso­lu­ti­va per il fiume e che andrebbe ad aggravare la situ­azione del lago, che già nat­u­ral­mente durante i mesi estivi vede un calo del suo volume».

Il rifer­i­men­to è non solo ai momen­ti di sic­c­ità, in cui si richiede al Gar­da di cedere metri cubi d’acqua ad altri baci­ni, ma anche ai momen­ti di sovrac­cari­co di metri cubi in alcu­ni fiu­mi, in par­ti­co­lare l’Adige. Si veda per esem­pio la ria­per­tu­ra del­lo scol­ma­tore Adi­ge-Gar­da di Tor­bole, recen­te­mente rimes­so in funzione.

«Più di una vol­ta il ha accolto quan­ti­ta­tivi ingen­ti di acqua e altro mate­ri­ale in arri­vo dall’Adige, sal­van­do l’intera cit­tà di Verona – pros­egue il Pres­i­dente De Beni – però questo non ha gio­va­to al suo eco­sis­tema. Sono even­ti che ven­gono effet­tuati in emer­gen­za, ma che dimostra­no la man­can­za di sen­si­bil­ità polit­i­ca nei con­fron­ti del Benaco».

Il Gar­da è scel­to da tut­ta Europa e dal mon­do per la bal­neazione, per gli sport acquati­ci e anche per la nav­igazione. Liv­el­li sem­pre più bassi del baci­no garde­sano sig­ni­fichereb­bero un forte con­dizion­a­men­to, se non la sospen­sione di queste attiv­ità. In par­ti­co­lare, diver­si media esteri stan­no già dif­fonden­do notizie allar­man­ti cir­ca la man­can­za di acqua nel lago, tale da ren­dere meno appetibile il Gar­da come meta per le pro­prie vacanze oltre a gener­are un dan­no d’immagine a tut­ta la comu­nità gardesana.

Alla luce di tut­to ciò, Fed­er­al­berghi Gar­da Vene­to con­di­vide il pen­siero — già espres­so dal­la e dal Con­sorzio del Min­cio — che togliere metri cubi d’acqua al Gar­da per sop­perire ai bassi liv­el­li idri­ci del fiume Po e alle dif­fi­coltà del set­tore pri­mario non rap­p­re­sen­ti la soluzione, ma anzi un ulte­ri­ore desta­bi­liz­zazione, con con­seguen­ze con­sid­erevoli anche per l’ittiofauna e per i com­par­ti ad essa legati (pesca­tori e soci­età coop­er­a­tive ittiche).

Per questo, come Asso­ci­azione di cat­e­go­ria che rap­p­re­sen­ta le 400 strut­ture ricettive del­la spon­da veronese del lago di Gar­da, siamo disponi­bili a seder­ci a un tavo­lo comune per affrontare questo tema a tutela del lago di Gar­da. Cre­di­amo sia nec­es­sario non solo lavo­rare in sin­er­gia con enti, asso­ci­azioni e con­sorzi, ma soprat­tut­to agire in pro­gram­mazione, con respon­s­abil­ità ver­so il territorio.

«Dob­bi­amo lavo­rare – con­clude De Beni – con­sapevoli del fat­to che situ­azioni di questo tipo saran­no purtrop­po sem­pre più la nor­ma e non dob­bi­amo far­ci trovare impreparati. Molto farà, in questo sen­so, una cul­tura comune e con­di­visa fat­ta di com­por­ta­men­ti sosteni­bili. Infat­ti da tem­po sen­si­bi­lizzi­amo i nos­tri ospi­ti a un cor­ret­to uso delle risorse e ad evitare sprechi inutili: a par­tire dal buf­fet delle colazioni, fino all’uso del­la biancheria».

 

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