In caso di nuovi acuazzoni potrebbe creare problemi

Gli alpini e il sindaco in prima linea per dare una ripulita al fosso

13/10/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Garda

C’è un fos­so da sis­temare e che potrebbe provo­care guai in caso di nuovi acquaz­zoni. E’ quel­lo di via dei Piop­pi, alle spalle delle case popo­lari di via Poiano. «Ci siamo mes­si in con­tat­to con il Genio civile, ma non abbi­amo rice­vu­to rispos­ta », dice il sin­da­co,« e allo­ra abbi­amo pen­sato di risol­vere il prob­le­ma in casa». Già, per­ché oggi (oppure, se piovesse, il 20), a rip­ulire il prog­no ci penser­an­no gli di Gar­da insieme con gli operai del Comune. Quel fos­so in fin dei con­ti è una memo­ria stor­i­ca. Ci sono sta­ti tem­pi in cui le acque dei riv­o­li e dei tor­ren­ti che scor­rono in quel­la che era la cam­pagna di Gar­da offrivano sosteg­no a due attiv­ità pro­dut­tive scom­parse ormai da sec­oli. Una era l’arte moli­to­ria: c’era un’intera valle famosa sul lago e nell’entroterra per i suoi muli­ni, su cui con­vergevano da tut­ta la zona granaglie da macinare: era appun­to la Val dei Moli­ni. L’altra pro­duzione ali­men­ta­ta dall’acqua dei «prog­ni» era quel­la del riso. Già, a Gar­da s’è colti­va­to il riso almeno dal­la fine del Cinque­cen­to alla metà del Sei­cen­to. C’è addirit­tura una local­ità che si chia­ma anco­ra Ris­are. Poi venne la peste (quel­la del 1630, nar­ra­ta anche dal Man­zoni) e ci fu chi pen­sò che a dif­fondere il mor­bo fos­sero state le acque stag­nan­ti delle risaie. La comu­nità garde­sana chiese di bonifi­car­le. E la pro­duzione risi­co­la cessò. I fos­si invece sono in gran parte tut­to­ra esisten­ti, anche se spes­so sono sta­ti inter­rati. E uno di questi minus­coli alvei sarà dunque al cen­tro del­la gior­na­ta eco­log­i­ca che l’Amministrazione comu­nale ha orga­niz­za­to per oggi. Gli alpi­ni e una squadra di operai del Comune, gui­da­ta per­sonal­mente dal sin­da­co Davide Bendinel­li e dall’assessore all’ecologia Ste­fano Fran­ca, puli­ran­no il prog­no. L’aveva ripristi­na­to qualche anno fa il Genio civile, ma poi nes­suno ha cura­to la manuten­zione, per cui oggi è inva­so da erbac­ce e ster­pi. Se fa un acquaz­zone c’è il ris­chio di eson­dazioni. E dunque la gior­na­ta eco­log­i­ca cercherà di met­tere rime­dio. «Quel che mi piace met­tere in rilie­vo», dice Bendinel­li, « sono l’impegno e la sol­i­da­ri­età anco­ra una vol­ta dimostrati dalle asso­ci­azioni locali, dagli alpi­ni, in questo caso, che si prestano a dare una mano all’Amministrazione comu­nale». Ma la gior­na­ta eco­log­i­ca presterà cura anche ad un altro pun­to di inter­esse: il pic­co­lo colle del­la Madon­na del Pign, lun­go il sen­tiero che sale alla Roc­ca di Gar­da. Su quel rilie­vo, pro­prio alle spalle del­la chiesa par­roc­chiale, dopo la guer­ra venne col­lo­ca­ta una stat­ua del­la Vergine come ex voto dei garde­sani per lo scam­pa­to peri­co­lo del bom­bar­da­men­to del paese. Da lassù si gode di un bel panora­ma sul­la cit­tad­i­na: è il pun­to di sos­ta ide­ale per chi sale alla Roc­ca. Il prob­le­ma è che alla fine del­la sta­gione tur­is­ti­ca l’area di soli­to è male in arnese un po’ per i rifiu­ti las­ciati dai fre­quen­ta­tori, un po’ per le ster­paglie che si sono allargate sul­la piaz­zo­la. La stes­sa piaz­zo­la dove gli alpi­ni cel­e­bra­no ogni anno la loro mes­sa al cam­po. Fig­u­rar­si se non era­no pron­ti a met­ter­si a dis­po­sizione per sistemarla.

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