Il barbiere di Piovezzano neo insignito del grado di Ufficiale OMRI – Onore e Merito Repubblica Italiana

05/10/2018 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Giancarlo Borgognoni, il barbiere di Piovezzano, per oltre un decennio presidente dell’AVIS di Pastrengo-Piovezzano è stato insignito del grado di Ufficiale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel giugno 2005 era stato nominato Cavaliere. Un riconoscimento più che mai meritato per un uomo che ha dedicato davvero una intera alla donazione del sangue sia a titolo personale che nell’azione di proselitismo e crescita della schiera dei donatori nel comune di Pastrengo.

“La prima donazione l’ho compiuta nel marzo del 1967, a soli venti anni, presso il centro trasfusionale di Bussolengo – spiega Giancarlo Borgognoni – e sono arrivato fino ad ottanta. Motivi di salute mi hanno impedito di proseguire nelle donazioni ma non ho mai smesso di essere avisino, di promuovere la donazione, convinto più che mai che donare è un atto di generosità ma soprattutto di necessità per salvare vite umane.”

Il neo Ufficiale è entrato nel consiglio direttivo di Avis di Piovezzano-Pastrengo il 25 aprile del 1990 quale consigliere, assumendo man mano la carica di vicepresidente del sodalizio  nel 1999 e di presidente nel 2002.

E’ stato uno dei promotori, assieme al consiglio direttivo, della collocazione della fontana del donatore, nell’ottobre 2005, nell’area delle opere parrocchiali di Piovezzano.  Nella ricorrenza del quarantacinquesimo di fondazione del gruppo dei donatori, nell’autunno del 2012 , sempre a Piovezzano viene inaugurato il monumento al Donatore di sangue nella piazza del Donatore a Piovezzano, disegnato da Giancarlo castelletti e realizzato dai fratelli Bernardi.

“Ho iniziato a lavorare giovanissimo andando in bicicletta a “tagliare i capelli”  nei paesi limitrofi – spiega Borgognoni – perché era un lavoro che mi appassionava. Ma ho sempre voluto fare qualche cosa per gli altri. Ho iniziato proprio donando il sangue. Ho cessato di operare nel marzo 2017, esattamente cinquanta anni dopo la prima donazione, con grande rammarico e tristezza.  Ma questa famiglia che ho tantissimo amato resterà per me sempre un grandissimo riferimento morale, di amicizie, di ritrovo identitario.  Questa importante onorificenza mi gratifica immensamente e la dedico con tutto il cuore a chi ha lavorato e collaborato con me in tutto questi anni convinti che donare è un gesto nobilissimo e più che mai necessario.”

 

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