L’improvviso pianto di un bimbo suscita la reazione del sacerdote al santuario del Frassino

Il frate: niente neonati a messa

Di Luca Delpozzo

La mes­sa ves­per­ti­na di una domeni­ca di agos­to al san­tu­ario del Frassi­no, gremi­to, come al soli­to, di pel­le­gri­ni; il rit­uale seg­no del­la croce e la breve rif­les­sione di intro­duzione, del­la cap­pel­la delle con­fes­sioni, il viavai di fedeli che attra­ver­sano la chiesa pas­san­do anche davan­ti all’altare. L’improvviso gemi­to di uno dei pic­coli pre­sen­ti e il cel­e­brante ricor­da che il san­tu­ario è un luo­go di preghiera e che durante la cel­e­brazione del­la mes­sa non si per­me­t­tono andiriv­ieni e con­siglia i gen­i­tori a non portare in chiesa i bim­bi di età infe­ri­ore ai sei mesi. Le parole sus­ci­tano sor­pre­sa e una reazione «rumor­osa», un mor­morio col­let­ti­vo che si con­clude con l’uscita di alcune cop­pie e rel­a­ti­va figliolanza.

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