Nell’edizione 2001 la storia della città

Il nuovo «Lunario» del Paola Di Rosa

28/11/2000 in Avvenimenti
Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Anche quest’anno, gli stu­den­ti di quar­ta del Liceo ped­a­gogi­co e lin­guis­ti­co dell’Istituto Pao­la Di Rosa di Lona­to han­no real­iz­za­to il loro «Lunario»: è l’ottava edi­zione. L’opera è frut­to del­la cre­ativ­ità dei ragazzi sup­por­t­a­ta dagli inseg­nan­ti Maria Gioia Casagrande (docente di dis­eg­no e sto­ria dell’arte) e Ste­fa­nia Pozzi (let­tere), e dal­la col­lab­o­razione del fotografo Mau­ro Pez­zot­ta. E con ques­ta edi­zione, gli autori han­no volu­to rap­p­re­sentare la tradizione mil­lenar­ia del­la cit­tà di Lona­to. Un lunario stori­co, quin­di, che riprende nei dis­eg­ni edi­fi­ci e mon­u­men­to legati a par­ti­co­lari avven­i­men­ti. Sce­nario di vari even­ti stori­ci, Lona­to assis­tette al pas­sag­gio di diverse popo­lazioni — Celti, Romani, — che han­no las­ci­a­to tes­ti­mo­ni­anze indelebili. In età medievale il paese divenne una cit­tà fortez­za, e le mura incor­ni­ciano anco­ra oggi il colle su cui sorge. Il momen­to di mag­giore svilup­po si ebbe durante il Rinasci­men­to, gra­zie alla pre­sen­za milanese e soprat­tut­to a quel­la vene­ta. «La tradizione lonatese — spie­gano gli autori — vede fonder­si ele­men­ti lom­bar­di con carat­teri più stret­ta­mente veneti, riconoscen­do comunque la pri­or­ità a questi ulti­mi. La sede del Podestà del­la Serenis­si­ma con­ser­va anco­ra veneziano che impugna un libro aper­to, e lo stes­so stem­ma raf­figu­ra anche un altro leone con le chi­avi del­la cit­tad­i­na». «Cen­tro di impor­tan­za ril­e­vante nel­la pia­nu­ra moreni­ca — con­tin­u­ano gli esten­sori del Lunario — non potè sfug­gire all’epidemia di peste che nel 1630 causò lo ster­minio di buona parte del­la popo­lazione. Ma gli abi­tan­ti trovarono la forza per riemerg­ere, e ciò si tradusse con l’ultimazione del­la fac­cia­ta del Duo­mo da parte dell’architetto Pao­lo Sorat­ti­ni». Poi, nei sec­oli suc­ces­sivi, il ter­ri­to­rio cir­costante divenne teatro del­la Sec­on­da guer­ra di indipen­den­za, come tes­ti­mo­nia Gio­van­ni Fat­tori nel suo dip­in­to «Assalto a Madon­na del­la Scop­er­ta», che rap­p­re­sen­ta real­is­ti­ca­mente gli esi­ti del­lo scon­tro. Infine, il ven­tes­i­mo sec­o­lo ha por­ta­to enor­mi inno­vazioni tec­no­logiche e indus­tri­ali, facen­do di Lona­to una cit­tà a pieno tito­lo. Il cal­en­dario, gra­zie all’aiuto del Comune e di alcune imp­rese, ver­rà stam­pa­to in 5000 copie. Il nuo­vo «Lunario» del Pao­la Di Rosa Lona­to, appun­ti per dod­i­ci mesi Nell’edizione 2001 la sto­ria del­la cit­tà Anche quest’anno, gli stu­den­ti di quar­ta del Liceo ped­a­gogi­co e lin­guis­ti­co dell’Istituto Pao­la Di Rosa di Lona­to han­no real­iz­za­to il loro «Lunario»: è l’ottava edi­zione. L’opera è frut­to del­la cre­ativ­ità dei ragazzi sup­por­t­a­ta dagli inseg­nan­ti Maria Gioia Casagrande (docente di dis­eg­no e sto­ria dell’arte) e Ste­fa­nia Pozzi (let­tere), e dal­la col­lab­o­razione del fotografo Mau­ro Pez­zot­ta. E con ques­ta edi­zione, gli autori han­no volu­to rap­p­re­sentare la tradizione mil­lenar­ia del­la cit­tà di Lona­to. Un lunario stori­co, quin­di, che riprende nei dis­eg­ni edi­fi­ci e mon­u­men­to legati a par­ti­co­lari avven­i­men­ti. Sce­nario di vari even­ti stori­ci, Lona­to assis­tette al pas­sag­gio di diverse popo­lazioni — Celti, Romani, Lon­go­b­ar­di — che han­no las­ci­a­to tes­ti­mo­ni­anze indelebili. In età medievale il paese divenne una cit­tà fortez­za, e le mura incor­ni­ciano anco­ra oggi il colle su cui sorge. Il momen­to di mag­giore svilup­po si ebbe durante il Rinasci­men­to, gra­zie alla pre­sen­za milanese e soprat­tut­to a quel­la vene­ta. «La tradizione lonatese — spie­gano gli autori — vede fonder­si ele­men­ti lom­bar­di con carat­teri più stret­ta­mente veneti, riconoscen­do comunque la pri­or­ità a questi ulti­mi. La sede del Podestà del­la Serenis­si­ma con­ser­va anco­ra il leone veneziano che impugna un libro aper­to, e lo stes­so stem­ma raf­figu­ra anche un altro leone con le chi­avi del­la cit­tad­i­na». «Cen­tro di impor­tan­za ril­e­vante nel­la pia­nu­ra moreni­ca — con­tin­u­ano gli esten­sori del Lunario — non potè sfug­gire all’epidemia di peste che nel 1630 causò lo ster­minio di buona parte del­la popo­lazione. Ma gli abi­tan­ti trovarono la forza per riemerg­ere, e ciò si tradusse con l’ultimazione del­la fac­cia­ta del Duo­mo da parte dell’architetto Pao­lo Sorat­ti­ni». Poi, nei sec­oli suc­ces­sivi, il ter­ri­to­rio cir­costante divenne teatro del­la Sec­on­da guer­ra di indipen­den­za, come tes­ti­mo­nia Gio­van­ni Fat­tori nel suo dip­in­to «Assalto a Madon­na del­la Scop­er­ta», che rap­p­re­sen­ta real­is­ti­ca­mente gli esi­ti del­lo scon­tro. Infine, il ven­tes­i­mo sec­o­lo ha por­ta­to enor­mi inno­vazioni tec­no­logiche e indus­tri­ali, facen­do di Lona­to una cit­tà a pieno tito­lo. Il cal­en­dario, gra­zie all’aiuto del Comune e di alcune imp­rese, ver­rà stam­pa­to in 5000 copie. Rober­to Dar­ra

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