I Cospa (i comitati spontanei dei produttori nati dalle ceneri dei Cobas del latte) tornano in piazza e in Italia si preannuncia un’estate calda, anzi bollente

Il ritorno di Mucca Carolina

11/06/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Carlo Cassamali

I Cospa (i comi­tati spon­tanei dei pro­dut­tori nati dalle ceneri dei Cobas del lat­te) tor­nano in piaz­za e in Italia si pre­an­nun­cia un’estate cal­da, anzi bol­lente. Un pri­mo assag­gio si è avu­to ieri, con centi­na­ia di trat­tori che han­no inva­so le strade di Lom­bar­dia, Vene­to, Emil­ia Romagna e Piemonte. La protes­ta era annun­ci­a­ta da tem­po, ma a riscal­dar­la anco­ra di più è sta­ta l’autorizzazione, con­ces­sa ques­ta set­ti­mana dal min­istro delle Politiche agri­cole, Alfon­so Pec­o­raro Scanio, all’invio delle multe per le ultime due annate (la cam­pagna ’97–98 e ’98–99), con sanzioni per 907 mil­iar­di a cari­co di oltre 32 mila stalle. Gli all­e­va­tori con­tes­tano — e minac­ciano inizia­tive di protes­ta clam­orose già dai prossi­mi giorni — anche la deci­sione del Tar del Lazio che ha rimes­so la ques­tione sul paga­men­to delle sanzioni pre­viste per le cam­pagne tra il 1995 e il 1997 alla Corte inter­nazionale di gius­tizia dell’Unione euro­pea: «Questo sig­nifi­ca — denun­ciano i Cospa — che le annate in con­tenzioso, accu­mu­late fino­ra, potreb­bero diventare anche di più, con­sid­er­a­to che l’iniziativa del Tar, di fat­to, bloc­ca ogni deci­sione legale sui ricor­si pre­sen­tati anche per il bien­nio suc­ces­si­vo e autor­iz­za gli indus­tri­ali a trat­tenere i sol­di del pre­sun­to spla­fon­a­men­to». In Lom­bar­dia le man­i­fes­tazioni si sono con­cen­trate a Varese — decine di mezzi han­no inva­so Piaz­za Monte Grap­pa, nel cuore del­la cit­tà — e soprat­tut­to a Bres­cia e a nei pres­si dell’aeroporto di Linate. Almeno quat­tro­cen­to trat­tori (bres­ciani, man­to­vani e cre­mone­si) han­no par­al­iz­za­to il traf­fi­co nel cuore del­la «Leones­sa», pri­ma di con­fluire nel­la zona del Pala­ten­da per un’assemblea gen­erale. Un centi­naio di mezzi pesan­ti, invece, è tor­na­to sul­la Paullese, pri­ma di con­fluire nel parcheg­gio a poche centi­na­ia di metri dal­lo sca­lo milanese dove 3 anni fa ci fu il pri­mo pre­sidio del­la protes­ta con­tro le quote lat­te e le multe. «È fini­to un peri­o­do e ne com­in­cia un altro — ha sot­to­lin­eato il leader dei Cobas Gio­van­ni Robusti -. Siamo nelle stesse con­dizioni del ’96: abbi­amo dato al gov­er­no la pos­si­bil­ità di risol­vere la situ­azione, ma nul­la è sta­to fat­to». Robusti ha ricorda­to anche i risul­tati del­la Com­mis­sione d’inchiesta del gov­er­no: «Ave­va sta­bil­i­to che le quote da noi con­tes­tate era­no sbagli­ate: ci siamo fer­mati per due anni per con­sen­tire la ver­i­fi­ca di quei dati e oggi li vedi­amo rib­a­di­ti. L’ap­pa­ra­to ha truc­ca­to i numeri pri­ma e oggi lo fa di nuo­vo». Centi­na­ia di trat­tori in stra­da anche in Emil­ia, nel Vene­to e in Piemonte dove gli all­e­va­tori si sono con­cen­trati al Foro Boario di Car­mag­no­la: nel pomerig­gio una carovana di almeno 400 mezzi agri­coli ha sfi­la­to in cor­teo. «Le quote lat­te — ha sot­to­lin­eato Anto­nio Bedi­no, pres­i­dente dell’associazione di cat­e­go­ria Cos­plat — non han­no più sen­so. Se l’impresa vuole crescere non c’è alter­na­ti­va: deve andare fuori quo­ta. Come per tut­ti gli altri com­par­ti pro­dut­tivi». In ser­a­ta, il min­istro ha fat­to sapere che ha già chiesto all’Aima di ver­i­fi­care la rego­lar­ità dei cal­coli con cui si è giun­ti alla definizione delle multe delle ultime due annate. Ma Pec­o­raro Scanio ha anche ril­e­va­to che l’invio delle multe era sta­to sol­lecita­to da molti pro­dut­tori. Solo conoscen­do l’entità delle multe, infat­ti, è pos­si­bile aver dirit­to alle com­pen­sazioni ottenute con la quo­ta aggiun­ti­va con­ces­sa all’Italia lo scor­so anno da Brux­elles. Car­lo Cas­samali

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