28 marzo 1848

Il saccheggio di Pozzolengo

02/03/2015 in Storia
Di Luca Delpozzo
Silvio Stefanoni

All’alba del 28 mar­zo 1848 una colon­na di cir­ca 2.500 aus­triaci, scac­cia­ta da Milano dopo le cele­ber­rime cinque gior­nate, è diret­ta ver­so la Fortez­za di Peschiera del Gar­da, una delle fortezze del famoso “Quadri­latero”. Giun­ta nei pres­si del ponte dell’Irta, una delle quat­tro entrate di Poz­zolen­go, il manipo­lo si tro­va davan­ti a una bar­ri­ca­ta pre­sidi­a­ta da cir­ca ottan­ta per­sone mala­mente armate.

Chi li gui­da, un cer­to Pozzi, ave­va com­bat­tuto sot­to le inseg­ne di Napoleone Bona­parte e, temer­ari­a­mente, sale sul­la bar­ri­ca­ta e inti­ma agli aus­triaci la resa. Ovvi­a­mente, le sue parole sono accolte da una scar­i­ca di fuci­le­ria da parte degli aus­triaci: inizia così il “sac­cheg­gio di Poz­zolen­go” del 28 mar­zo 1848. Gli aus­triaci, demoli­ta la bar­ri­ca­ta, se ne trovano davan­ti un’altra all’entrata del paese, demoli­ta anche quel­la si river­sano nel paese sparan­do e abbat­ten­do porte o osta­coli sul loro cam­mi­no. Ucci­dono un cer­to sign­or Maler­ba, che sta lavo­ran­do su un pagli­aio, sac­cheg­giano la far­ma­cia del paese. Pres­so Palaz­zo Brighen­ti (dove oggi c’è il parcheg­gio delle poste in piaz­za San Mar­ti­no), una ragaz­za di nome Gel­trude Brighen­ti è affac­cia­ta a una fines­tra e tiene in brac­cio un bam­bi­no, vici­no a lei lo zio prete, don Lui­gi Brighen­ti. Un solda­to le spara (pare che la ragaz­za tenesse nell’altra mano una sco­pa che il solda­to avrebbe scam­bi­a­to per un fucile, ma la cosa non è cer­ta). Il proi­et­tile sfio­ra il col­lare del prete e colpisce in fronte Gel­trude. Ver­so sera, gli aus­triaci avver­ti­ti che si sta­va avvic­i­nan­do una colon­na di sol­dati ital­iani, las­ciano Poz­zolen­do e se ne van­no ver­so la Fortez­za di Peschiera del Gar­da. Gli ital­iani sono gui­dati dal famoso gen­erale Longhena e dal pure famoso prete di Ser­le, don Boifa­va. L’intervento del gen­erale Longhena era sta­to richiesto da Pozzi, a cui era lega­to da un forte rap­por­to di ami­cizia. Purtrop­po, il gen­erale Longhena giungerà trop­po tar­di, sen­za rius­cire a impedire il sac­cheg­gio del paese e la morte di due per­sone.