L'ingegner De Col assicura: non è la solita promessa

Il tunnel entro luglio? Si può

07/02/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

La nos­tra sto­ria è costel­la­ta di tan­ti esem­pi di opere provvi­sorie che poi sono durate anni e decen­ni, che res­ta dif­fi­cile accettare l’idea che a fine luglio, e dunque fra cinque mesi e mez­zo, si potrà davvero tran­sitare in un tun­nel nuo­vo, lun­go 1200 metri, dal­la Grot­ta Azzur­ra alla valle del Ponale, oltre lo Sper­one. Eppure l’ingeg­n­er De Col, respon­s­abile provin­ciale del set­tore , spaz­za via dub­bi e ten­ten­na­men­ti. «Sap­pi­amo bene quel che andi­amo affer­man­do. Il prog­et­to c’è. Lo abbi­amo sot­to­pos­to e dis­cus­so con un cer­to numero di imp­rese, quelle con cui siamo soli­ti lavo­rare, ed abbi­amo trova­to solo con­ferme». Lavo­ran­do su quat­tro fron­ti, da nord, da sud e nelle due direzioni dal pun­to cen­trale del futuro tun­nel, ogni fronte deve avan­zare di tre­cen­to metri. Con le tec­niche disponi­bili oggi, non è impos­si­bile. «La scelta del­l’im­pre­sa, con una pro­ce­du­ra di appal­to accel­er­a­ta, richiederà una quindic­i­na di giorni, e prevede l’in­vi­to ad una quindic­i­na di imp­rese con­cor­ren­ti. Ci man­ca solo il via lib­era dai politi­ci. Ci sono anche tut­ti i sol­di che ser­vono». Ed a propos­i­to di via lib­era, balzano fuori in tut­ta evi­den­za i van­tag­gi del­l’au­tono­mia. Il pres­i­dente del­la giun­ta trenti­na, Loren­zo Del­lai dovrebbe provvedere in tem­pi stret­tis­si­mi, anco­ra entro ques­ta set­ti­mana, a fir­mare la dichiarazione di som­ma urgen­za che con­sente di saltare l’ap­pal­to europeo, risparmian­do cir­ca sei mesi. Però dal­l’al­tra parte i lom­bar­di seg­nano il pas­so: non è anco­ra nem­meno imposta­ta dal Gov­er­no la dichiarazione di grave peri­colosità. Il prog­et­to di inter­ven­ti per una mes­sa in sicurez­za defin­i­ti­va del­l’ar­te­ria è di là da venire: ed è anco­ra l’Anas che deve com­mis­sion­arlo, approvar­lo, finanziar­lo e real­iz­zar­lo. Sarebbe davvero il col­mo se la provin­cia autono­ma spendesse una bar­ca di mil­iar­di in dife­sa del­l’e­cono­mia di Limone e poi non si potesse viag­gia­re ver­so Cam­pi­one. Sulle pareti del­la Roc­chet­ta sono in cor­so i dis­gag­gi. «Sol­di but­tati al ven­to, affer­ma De Col, per­chè non ci con­sen­ti­ran­no alla fine di met­tere in sicurez­za la stra­da». Per l’ingeg­n­er De Col res­ta impro­poni­bile sot­to il pro­fi­lo tec­ni­co l’ipote­si di una aper­tu­ra a spizzi­co, a ore. «Invochi­amo la som­ma urgen­za sul­la base di una con­cla­ma­ta, riconosci­u­ta, cer­ti­fi­ca­ta som­ma peri­colosità di quel trat­to di stra­da: questo esclude che pos­sa essere con­ces­so qualunque tran­si­to pri­va­to. Sarebbe una con­trad­dizione. Che cosa accadrebbe se qual­cuno, per dis­grazia, dovesse restar­ci sotto?».