L’assessore provinciale Peli illustra i contenuti del piano d’area tra Montichiari e Castenedolo in fase di stesura. Seconda pista per l’aeroporto. «Lo stadio? Il problema è il centro commerciale» «Una società Usa sta studiando gli scenari di crescita de

La Fascia d’Oro detta lo sviluppo

18/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
William Geroldi

«In quel­la zona sti­amo dis­eg­nan­do lo svilup­po futuro dei prossi­mi cinquant’ani. Non pos­si­amo per­me­t­ter­ci errori, sbagli che potreb­bero con­dizionare la cresci­ta eco­nom­i­ca del­la nos­tra provin­cia». Aris­tide Peli, asses­sore provin­ciale con del­e­ga al Ter­ri­to­rio, pun­ta l’indice sul­la grande super­fi­cie intorno alla Fas­cia d’Oro, ster­mi­na­ta pia­nu­ra a cav­al­lo tra Cas­tenedo­lo e Mon­tichiari e negli ulti­mi anni al cen­tro di impor­tan­ti prog­et­ti infra­strut­turali, il cui svilup­po attende la stesura del Piano ter­ri­to­ri­ale d’area. Ma il piano d’area non era già sta­to defini­to dal­la prece­dente giun­ta provin­ciale, asses­sore Peli? «Sì, ma abbi­amo chiesto alla Regione una pro­ro­ga del­la sca­den­za per la redazione del piano al 31 dicem­bre di quest’anno. Ci sono delle novità, come il prog­et­to defin­i­ti­vo dell’alta capac­ità fer­roviaria di cui ten­er con­to». Che cosa con­ter­rà? «Il piano d’area indi­vid­ua quelle che a nos­tro avvi­so sono le pri­or­ità infra­strut­turali: l’aeroporto D’Annunzio, l’alta capac­ità fer­roviaria, il rad­doppio del­la Sp 19, il col­lega­men­to tra Bres­cia e la stazione dell’alta capac­ità fer­roviaria e da qui all’aeroporto. Inser­i­to questo, potremo allo­ra dis­cutere di tut­to il resto». In par­ti­co­lare tro­va con­fer­ma l’ipotesi del col­lega­men­to tra la cit­tà e la stazione dell’alta capac­ità con un bina­rio che cor­rerà per un trat­to par­al­le­lo alla Bres­cia-Par­ma per poi affi­an­car­si alla Sp 19 e all’alta capac­ità fer­roviaria. Del prog­et­to del­lo sta­dio, il Glob­al Cen­ter appe­na pre­sen­ta­to a Cannes non par­la, asses­sore? Peli sor­ride, medi­ta un atti­mo pri­ma di rispon­dere, poi parte il dis­tin­guo. «Lo sta­dio si potrà fare se ci saran­no le con­dizioni; non esistono preclu­sioni di sor­ta, ma…». Ma, asses­sore? «È sul cen­tro com­mer­ciale che le per­p­lessità sono for­ti, quelle dimen­sioni sono incom­pat­i­bili con quan­to pre­vis­to dal piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to. Non vor­rem­mo ritrovar­ci a dover rivedere, ad esem­pio, la che oggi è cal­co­la­ta sul­la base di deter­mi­nate esi­gen­ze, non cer­to quelle del­la cit­tadel­la telem­at­i­ca di cui si sta par­lan­do. Ricor­do che a Mon­tichiari — prende a esem­pio Peli — l’Isola Verde (altro cen­tro com­mer­ciale pre­vis­to nell’ex Valen­ti­ni di Vighiz­zo­lo, ndr) è autor­iz­za­ta a costru­ire per non più di 3800 metri qua­drati; la cit­tadel­la telem­at­i­ca ne prevede più di 115mila…». Il prog­et­to è ormai a buon pun­to però. «Ricor­do che deve essere fir­ma­to un accor­do di pro­gram­ma che vale anche come vari­ante al Piano rego­la­tore; l’accordo deve avere la fir­ma di Provin­cia e Regione, ma sen­za piano ter­ri­to­ri­ale d’area riten­go dif­fi­cile l’adesione. Per noi non ci sono cit­ta­di­ni di serie A e cit­ta­di­ni di serie B. Oggi tut­ta l’area intorno al sed­ime aero­por­tuale di Mon­tichiari e dell’aeroporto mil­itare di Ghe­di è con­ge­la­ta (sot­to­pos­ta a un vin­co­lo edi­fi­ca­to­rio del­la dura­ta di tre anni, ndr); non si può costru­ire nul­la di più di quan­to già non ci sia. È pos­si­bile ristrut­turare, recu­per­are l’esistente, ma sen­za aumentare i volu­mi. Sono tan­ti i prog­et­ti bloc­cati, a tutte ques­ta gente noi dob­bi­amo una rispos­ta che avver­rà dopo l’adozione del piano». Non è un vin­co­lo di poco con­to, vis­to che l’area in ques­tione si estende per cir­ca 40 chilometri qua­drati e per com­pe­ten­ze ammin­is­tra­tive ricade sui pae­si di Cas­tenedo­lo, Mon­tichiari e Ghe­di. Vin­co­lo, tra l’altro, che ha già super­a­to il vaglio del tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo. Nei giorni scor­si infat­ti il Tar di Bres­cia ha respin­to un ricor­so con­tro il man­ca­to rilas­cio a Ro, frazione di Mon­tichiari, di una con­ces­sione edilizia per la costruzione di una palazz­i­na. In giudizio era sta­ta chia­ma­ta, oltre al Comune, anche la Provin­cia in quan­to respon­s­abile del Piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to che con­tiene il vin­co­lo di edi­fi­ca­bil­ità. I giu­di­ci del Tar han­no defini­to cor­ret­to l’atteggiamento volto a dis­in­cen­ti­vare l’insediamento nei pres­si dell’aeroporto. E poi l’edificazione a ridos­so del­lo sca­lo e i cantieri delle altre opere pub­bliche nel­la zona aumenterebbe i con­trasti con i res­i­den­ti. Quin­di meglio evitare di gettare ben­z­i­na sul fuo­co per il momen­to, è il parere dei giu­di­ci ammin­is­tra­tivi. C’è un’altra ril­e­vante novità nel piano ter­ri­to­ri­ale d’area: l’inserimento del­la sec­on­da pista aero­por­tuale per il D’Annunzio, da affi­an­care all’esistente, tra­mona­ta l’ipotesi di una ricon­ver­sione civile del vici­no sca­lo mil­itare di Ghe­di. «Sono sta­to a Roma per incon­trare il min­istro del­la Dife­sa Anto­nio Mar­ti­no — spie­ga Peli — e mi è sta­to det­to che Ghe­di non si toc­ca. A questo pun­to abbi­amo deciso di prevedere la sec­on­da pista per dare più oppor­tu­nità di svilup­po allo sca­lo di Mon­tichiari». I prossi­mi pas­si asses­sore Peli? «Con­vocher­e­mo i Comu­ni inter­es­sati al piano ter­ri­to­ri­ale, Ghe­di, Cas­tenedo­lo e Mon­tichiari per conoscere le loro aspet­ta­tive». E sul­la pro­ce­du­ra di approvazione del piano? «La nuo­va legge regionale prevede che il piano ter­ri­to­ri­ale d’area sia adot­ta­to dal­la giun­ta provin­ciale, trasmes­so alla Regione per un parere e approva­to dal Con­siglio provin­ciale, pas­sag­gio che dovrebbe accor­cia­re i tempi».