Un mese dopo la grandinata che ha colpito vigne e uliveti Visitatori cresciuti del 30%. Ottimismo per la ripresa

La Fiera archivia i disastri

04/09/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Il cam­mi­no dei del­la Valte­n­e­si ver­so l’eccellenza qual­i­ta­ti­va non si deve fer­mare: questo, in estrema sin­te­si, il mes­sag­gio dell’ultima edi­zione del­la Fiera di Pueg­na­go, che ha chiu­so i bat­ten­ti lunedì sera. Lo dicono i tec­ni­ci, gli addet­ti ai lavori, i rap­p­re­sen­tan­ti delle isti­tuzioni ed anche i vis­i­ta­tori, che quest’anno sono cresciu­ti del 30%. Un seg­nale forte quin­di, lan­ci­a­to ad un mese esat­to dal­la ter­ri­bile grand­i­na­ta che il 4 agos­to scor­so ha col­pi­to sen­za pietà vigneti ed oliveti, com­pro­met­ten­do il rac­colto dell’annata in maniera pesante: una ricor­ren­za cer­to non piacev­ole, che comunque cade su un com­par­to ani­ma­to da un’ammirevole voglia di rim­boc­car­si le maniche e tornare al lavoro. E men­tre nel cal­en­dario delle man­i­fes­tazioni del­la Valte­n­e­si tor­na anche quest’anno, nonos­tante tut­to, una man­i­fes­tazione tradizionale come la « del­la Cara­ta» (si ter­rà saba­to e domeni­ca prossi­mi a Polpe­nazze), il sin­da­co di Pueg­na­go trac­cia il bilan­cio di una man­i­fes­tazione che, per gli oper­a­tori del set­tore, è sta­ta una vera iniezione d’energia. «La Fiera è rius­ci­ta a sti­mo­lare l’entusiasmo dei pro­dut­tori, che si prepara­no alla vendem­mia in un’atmosfera com­ple­ta­mente diver­sa da quel­la delle ultime annate, tutte eccezion­ali — dice il sin­da­co -. All’orizzonte c’è un anno non facile, ma ora ci sono anche la voglia e la con­sapev­olez­za di non abban­donare quei per­cor­si di con­quista del­la qual­ità e del mer­ca­to che abbi­amo avvi­a­to ormai da molti anni». Sec­on­do Com­in­ci­oli, la Fiera di Pueg­na­go è sta­ta una specie di grande attes­ta­to di sol­i­da­ri­età. «I vis­i­ta­tori sono cresciu­ti, soprat­tut­to nel­la gior­na­ta del saba­to, qua­si ci fos­se la volon­tà di sostenere il nos­tro com­par­to. I rap­p­re­sen­tan­ti delle isti­tuzioni sono inter­venu­ti dal can­to loro in maniera mai così numerosa, por­tan­do il loro con­trib­u­to ed il loro sosteg­no. Inoltre dagli appun­ta­men­ti tec­ni­ci e dai con­veg­ni è usci­to il pro­fi­lo di una realtà in costante cresci­ta sul fronte del­la qual­ità, ed anco­ra ric­ca di poten­zial­ità da esprimere». Il rifer­i­men­to è al con­veg­no sul Grop­pel­lo, dove il rosso delle colline di Valte­n­e­si si è con­fronta­to con suc­ces­so con altri 18 vini impor­tan­ti del­la peniso­la, e a quel­lo sull’extravergine Gar­da Bres­ciano Dop, che ha vis­to la pre­sen­tazione di uno stu­dio dell’ di su carat­ter­is­tiche organolet­tiche e chimiche delle cul­ti­var, le vari­età di olive dell’area garde­sana. «In entram­bi i casi sono sta­ti mes­si in ampio rilie­vo i pro­gres­si com­piu­ti dai nos­tri prodot­ti negli ulti­mi anni sul fronte del miglio­ra­men­to qual­i­ta­ti­vo — spie­ga Com­in­ci­oli — Ed è sta­to sot­to­lin­eato come sia l’olio che il abbiano anco­ra gran­di poten­zial­ità da esprimere». Insom­ma, dire che la grand­i­na­ta del 4 agos­to è ormai dimen­ti­ca­ta non è pos­si­bile, ma cer­to l’agricoltura di Valte­n­e­si non con­tin­uerà a pianger­si addos­so. «Anche per­ché le isti­tuzioni ci sono vicine — dice Com­in­ci­oli -. In par­ti­co­lare la Regione, che per boc­ca dell’assessore Becca­los­si ha offer­to il suo sosteg­no eco­nom­i­co qualo­ra i fon­di stanziati da Roma per lo sta­to di cala­mi tà non fos­sero suf­fi­ci­en­ti a finanziare la ripresa del nos­tro com­par­to». «All’assessore abbi­amo anche chiesto di pen­sare ad even­tu­ali con­tribu­ti per la riat­ti­vazione del­la dife­sa atti­va — dice Com­in­ci­oli -. Questo per­ché il 4 agos­to chi ave­va le reti ha sal­va­to per­lomeno i tral­ic­ci, met­ten­do al sicuro la vendem­mia 2003, e qual­cuno ha sal­va­to anche parte del rac­colto. Anche sull’olio siamo pron­ti a ricom­in­cia­re: la set­ti­mana prossi­ma sarà ospite in Valte­n­e­si un esper­to del Cnr che con­siglierà le pro­ce­dure per curare le piante di olivo».