La “gardesana d’adozione” Renata Zoppè espone a Pieve d’Alpago (Bl)

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Di Luigi Del Pozzo

Radi­ci ed ali” è il tito­lo del­la mostra espos­i­ti­va di Rena­ta Zop­pè, garde­sana da cir­ca 50 anni, abi­ta a Peschiera del Gar­da, ma bel­lunese di orig­ine pro­prio da Far­ra d’Al­pa­go. Rena­ta non ha mai dimen­ti­ca­to le sue orig­i­ni ed i suoi pae­si tan­to da far spes­so ritorno anche con delle per­son­ali che attrag­gono sem­pre centi­na­ia di vis­i­ta­tori. Un’at­ten­zione che ris­er­va anche al lago di Gar­da e sopratut­to alla sua Peschiera con altret­tante per­son­ali.

All’in­au­gu­razione non pote­vano man­care le autorità locali capeg­giate dal sin­da­co dei comu­ni del­l’U­nione Mon­tana Alpa­go, Umber­to Soc­cal, il quale al ter­mine n del­la cer­i­mo­nia inau­gu­rale ha con­seg­na­to all’artista “alpago­ta” il diplo­ma di “Cit­tad­i­na Artis­ti­ca”.

Nel totem pro­mozionale è scrit­to “Rena­ta Zop­pè nasce a Far­ra d’Al­pa­go (Bel­luno). Pit­trice, inizia da auto­di­dat­ta e fre­quen­ta, poi, l’Ac­cad­e­mia Buonar­roti di Verona. Vive da qua­si cinquan­t’an­ni a Peschiera del Gar­da (Verona), dove sono nate e nascono gran parte delle sue tele, spec­chi fedeli sia del mon­do inte­ri­ore sia del­l’at­tac­ca­men­to vis­cerale alle radi­ci del­la Madre Ter­ra, di cui l’Artista con­tin­ua a fis­sare oriz­zon­ti, campi, rus­cel­li, ma anche l’uo­mo ed il suo duro lavoro, affinché non si per­da trac­cia di un mon­do che tende a scom­par­ire. Uno sguar­do serio e vig­ile quel­lo del­la Zop­pè, ma anche amorev­ole e poet­i­co ver­so la natu­ra. Una dol­cez­za molto par­ti­co­lare dove tut­to, anche e sopratut­to le pic­cole cose o vicende, assumono un’in­ci­si­va pro­fon­dità”.

Par­ti­co­lar­mente inter­es­sante la pre­sen­tazione del­l’artista da parte del­la Crit­i­ca d’arte Lidia Rui e gra­di­tis­si­mi gli inter­ven­ti musi­cali del­la Jes­si­ca Da Re accom­pa­g­na­ta dal chi­tar­rista Fabio Reolon.

La mostra richi­ud­erà il prossi­mo 4 agos­to. (Prossi­ma­mente le nos­tre inter­viste video)

 

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