Al porto vecchio si è rinnovata una tradizionale cerimonia. A San Nicolò la Compagnia che aiutava i poveri del paese

La Madonna protegge il lago e i suoi pescatori

17/10/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
s.b.

Fes­teggia­ta la «Madon­na del Popo­lo», ovvero la Madon­na del Rosario. A Lazise si fes­teggia dal 1950 per inizia­ti­va dei pesca­tori, sul por­to vec­chio, nel­la splen­di­da chieset­ta di San Nicolò, costru­i­ta dal­la classe degli Orig­i­nari nel dec­i­mo sec­o­lo. San Nicolò è ven­er­a­to quale pro­tet­tore dei nav­i­gan­ti e delle scuole. E pro­prio San Nicolò, a Lazise, è il pun­to di rifer­i­men­to da sem­pre dei pesca­tori, di col­oro che eserci­tano l’attività del pescare per pro­fes­sione, per «man­ten­er­si» la vita e la famiglia. Pro­prio sul­la chieset­ta di San Nicolò si affac­cia la Madon­na bizan­ti­neg­giante del taber­na­co­lo ester­no, che sec­on­do don Gio­van­ni Agos­ti­ni è giu­di­ca­ta del dec­i­moter­zo sec­o­lo. È sta­ta scop­er­ta nel 1926 e si tro­va sovrap­pos­ta ad una ben più anti­ca. A ques­ta effige del­la Madon­na i pesca­tori si sono legati in seg­no di «pro­tezione» nei pro­pri perigliosi viag­gi quo­tid­i­ani «per lago» nel gettare le reti per la pesca. E per sen­tir­si mag­gior­mente vici­ni alla pro­tezione mater­na del­la Madon­na del Popo­lo, i pesca­tori ogni anno cel­e­bra­no, assieme al par­ro­co e a moltissi­mi fedeli, una san­ta mes­sa ded­i­ca­ta «al lago». Quest’anno è sta­ta cel­e­bra­ta per la pri­ma vol­ta dal nuo­vo par­ro­co, don Alessan­dro Pasqui­ni, il quale ha ricorda­to che pro­prio a San Nicolò era rad­i­ca­ta la Com­pag­nia del­la Madon­na fin dal quindices­i­mo sec­o­lo. Era provvista di beni, tan­to che durante il sec­o­lo sedices­i­mo imprestò somme ril­e­van­ti allo stes­so comune. Com­pi­va comunque opere di car­ità soc­cor­ren­do i poveri con il cosid­det­to «pane del­la Madon­na». Fu sop­pres­sa nel 1806 dal gov­er­no del Reg­no Ital­i­co. I suoi sac­ri arre­di ven­nero incam­erati. Si salvò sola­mente il ben­efi­cio del­la cap­pel­li­na, rap­p­re­sen­ta­to da cir­ca una venti­na di campi verone­si, che purtrop­po ven­nero alien­ati nei pri­mi anni del sec­o­lo ven­tes­i­mo. Dopo la solenne cel­e­brazione del­la mes­sa, don Alessan­dro ha benedet­to il lago e i pesca­tori uscen­do dal­la chiesa e tran­si­tan­do sul por­to, attiguo alla stor­i­ca . I pesca­tori, i pochi rimasti anco­ra in attiv­ità, non più di tre o quat­tro famiglie, han­no dona­to al par­ro­co una ces­ta ricol­ma di pesca­to del­la gior­na­ta, quale seg­no di attac­ca­men­to ed affet­to al pas­tore del luo­go. Sono sta­ti ricor­dati i tan­ti pesca­tori scom­par­si, fra cui il decano, da poco dece­du­to, Ame­lio Per­inel­li, il quale ha las­ci­a­to un grande vuo­to fra la cat­e­go­ria, ormai ridot­ta al lumicino.

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