All’incrocio tra via Croce e Borgo Cavour chi viene dalle case di San Zeno è costretto a svoltare per Garda

La rotonda fa girare anche la testa

20/12/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una roton­da di polemiche. A calamitare l’attenzione dei bar­do­line­si non è tan­to l’approvazione del­la nuo­va vari­ante al piano rego­la­tore gen­erale, stru­men­to atte­so da ben 14 anni, ma il nuo­vo asset­to viario in fase di ass­es­ta­men­to all’altezza del parcheg­gio Aldo Moro, nell’intersezione tra la Garde­sana, via Croce e Bor­go Cavour. Un’alzata di scu­di che, rara­mente riscon­tra­ta in paese, ha por­ta­to molti cit­ta­di­ni a bus­sare alle porte dell’ufficio tec­ni­co comu­nale o a riv­ol­ger­si all’ Are­na per chiedere lumi sull’intera sto­ria che richia­ma inevitabil­mente alle mente le recen­ti polemiche scat­tate durante la costruzione del­la roton­da di Lazise e Gar­da. Due pae­si che, insieme a Bar­dolino, sono sta­ti inser­i­ti dal­la Regione nel Piano urbano del traf­fi­co (Put) redat­to dall’architetto tori­nese Bruno Gandi­no. Sec­on­do l’intento del leg­is­la­tore, la roton­da ha il com­pi­to di ral­lentare e ren­dere più sicu­ra la cir­co­lazione in cen­tri così den­sa­mente fre­quen­tati d’estate. Una scelta log­i­ca, ver­rebbe da dire; se non fos­se che la nuo­va roton­da ha let­teral­mente stra­volto l’assetto viario cre­an­do situ­azioni a dir poco para­dos­sali. Una su tutte: l’impossibilità per chi esce dal­la zona res­i­den­ziale di San Zeno di arrivare in Bor­go Cavour, appe­na di fronte, o — peg­gio anco­ra — di andare a Cisano. In entram­bi i casi, il mal­cap­i­ta­to auto­mo­bilista è costret­to a girare ver­so Gar­da, a svoltare dopo cen­to metri a sin­is­tra, a imboc­care la stret­ta via Toscani­ni, ad attra­ver­sare il paese e ad uscire da via Madon­ni­na. Il «giro dell’oca» ricor­da l’infelice ordi­nan­za sin­da­cale di fine 1999 che, abro­ga­ta dopo cinque mesi, impe­di­va la svol­ta ver­so Gar­da per chi scen­de­va da via Madon­ni­na. Il divi­eto venne allo­ra rego­lar­mente dis­at­te­so, così come avviene in parte anche oggi, soprat­tut­to per chi proviene da via Croce e desidera entrare in paese. Sull’intera vicen­da s’è mosso anche il grup­po di mino­ran­za “ oltre il duemi­la” por­tan­do una mozione all’attenzione del con­siglio comu­nale. «Anco­ra in tem­pi non sospet­ti», scrivono le oppo­sizioni, «ave­va­mo soll­e­va­to il prob­le­ma del­la roton­da invi­tan­do gli uffi­ci com­pe­ten­ti a vol­er appro­fondire gli aspet­ti neg­a­tivi e pos­i­tivi del nuo­vo asset­to viario pre­sen­tan­doli all’amministrazione comu­nale per una even­tuale nuo­va con­fer­ma del­la scelta. Oggi che i lavori sono già avan­ti risul­ta chiaro a tut­ti che la nuo­va roton­da obb­ligherà a riv­o­luzionare la per ovviare o a un prog­et­to o a una scelta sbagli­a­ta aggiun­gen­do ulte­ri­ore dan­no a quel­li già creati con la roton­da soprat­tut­to per i cit­ta­di­ni di via San Zeno e via Croce». La mozione si chi­ude con «l’invito all’amministrazione a sospendere i lavori e a rivedere il prog­et­to met­ten­do a con­fron­to il redat­tore del­lo stu­dio esec­u­ti­vo e il pro­fes­sion­ista che ha appronta­to il Piano urbano del traf­fi­co, e trarne le dovute con­seguen­ze e deci­sioni, anche se queste dovessero prevedere lo sman­tel­la­men­to di quan­to ese­gui­to fino ad oggi». Non del medes­i­mo parere, ovvi­a­mente, i rap­p­re­sen­tan­ti del grup­po di mag­gio­ran­za e lo stes­so uffi­cio tec­ni­co che difende la bon­tà del prog­et­to dopo aver pre­cisato che il divi­eto di imboc­care Bor­go Cavour per le auto che arrivano da San Zeno è sta­to impos­to dall’Anas. Dal palaz­zo munic­i­pale viene poi dato come ipo­tiz­z­abile il cam­bi­a­men­to del­la via­bil­ità con il prospet­ta­to acces­so in paese da via Madonnina.

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