Il Garda è ormai al minimo mercoledì sindaci a raccolta

La situazione sempre più grave, si corre ai ripari

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il liv­el­lo delle acque del Gar­da con­tin­ua a scen­dere inesora­bil­mente. Ieri mat­ti­na ha toc­ca­to il min­i­mo sta­gionale: + 23 sul liv­el­lo idro­met­ri­co di Peschiera. Un mese fa si era a + 40. «E’ una situ­azione di grande dif­fi­coltà — dice il seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità, -, tan­to che abbi­amo deciso di con­vo­care tut­ti i sin­daci del lago mer­coledì 10 agos­to, ore 11, a Mon­zam­bano. Da lì sarà pos­si­bile effet­tuare un sopral­lu­o­go a Salionze». Dove si trovano le chiuse che regolano il deflus­so lun­go i canali delle cam­pagne man­to­vane. Nel 2003, l’an­no del­la grande sic­c­ità, il 29 luglio il liv­el­lo era + 34 cen­timetri, undi­ci più di adesso. Allo­ra il calo fu costante, tan­to che a metà set­tem­bre venne rag­giun­to il pun­to di appe­na 8 cen­timetri! Record neg­a­ti­vo, almeno per quan­to riguar­da i tem­pi recen­ti. Poichè il calo attuale è di un cen­timetro al giorno, se non qual­cosa di più, prob­a­bile che a Fer­ragos­to si scen­da sot­to zero. Ricor­diamo che il min­i­mo sta­bil­i­to dal Min­is­tero dei lavori pub­bli­ci una quar­an­ti­na di anni fa è + 15, con la pos­si­bil­ità (in caso di magre eccezion­ali) di derog­a­re fino a — 5. Che è poi il lim­ite più bas­so di tut­ti i tem­pi, rag­giun­to nel lon­tanis­si­mo 13 feb­braio 1922. A valle, lun­go il Min­cio, gli agri­coltori stan­no strin­gen­do la cinghia, vis­to che ora prel­e­vano meno del con­sen­ti­to: 69 metri cubi al sec­on­do, equiv­alen­ti a cinque mil­ioni e 962 mila metri cubi nel­l’ar­co delle 24 ore, cioè qua­si sei mil­iar­di di litri, con­tro gli 88 mc. mas­si­mi pre­visti da un vec­chio accor­do stip­u­la­to a liv­el­lo inter­min­is­te­ri­ale (dal 15 agos­to dovreb­bero scen­dere a 68, e nel peri­o­do autun­nale e inver­nale a 22). Ma è chiaro che, in man­can­za di piogge, le prospet­tive sono nere. Sia per i tur­isti in vacan­za sul lago che per le col­ture da irri­gare. Al momen­to la dei bat­tel­li si svolge rego­lar­mente. Stes­so dis­cor­so per la bal­neazione o le attiv­ità sportive (surf, immer­sioni). Del resto il Gar­da, con una super­fi­cie di 370 chilometri qua­drati, e una pro­fon­dità media di 135 metri, non va in crisi per un metro in meno di acqua. Ma gli effet­ti sec­on­dari sono ben vis­i­bili: putre­fazione delle alghe nei bassi fon­dali, tubi fog­nari scop­er­ti (non tut­ti i liqua­mi entra­no nel col­let­tore uni­tario, per cui alcu­ni tronchi scar­i­cano diret­ta­mente a lago), zan­zare in aggua­to (aumen­to delle “pun­ture” e neces­sità di ricor­rere alle cure mediche). A fine giug­no, in un incon­tro svoltosi a Gar­done Riv­iera, i sin­daci han­no invi­ta­to le Regioni del­la Lom­bar­dia, del Vene­to e la Provin­cia autono­ma di Tren­to a far­si cari­co del prob­le­ma, per «affrontare in modo uni­tario la ques­tione del­la qual­ità e quan­tità delle acque del lago, al fine di ver­i­fi­care pun­tual­mente adduzioni ed emu­ng­i­men­ti, anche in con­fron­to con l’Enel e i Con­sorzi, nel­la prospet­ti­va del­la ridis­cus­sione dei con­tenu­ti delle con­ces­sioni per il pre­lie­vo, in sca­den­za». Quali le linee-gui­da? Elim­inare gli attuali sprechi a valle, medi­ante la razion­al­iz­zazione dei sis­te­mi di irrigazione, il riordi­no delle uten­ze, l’in­tro­duzione di nuove vol­ture che richiedano un minor quan­ti­ta­ti­vo di acqua; ele­vare il liv­el­lo min­i­mo dagli attuali 15 cen­timetri a 30, con la con­seguente riduzione del­l’es­cur­sione (già nel ’97, con una mozione approva­ta da numerosi con­sigli, i comu­ni riv­ieraschi han­no inutil­mente chiesto di alzare a tale liv­el­lo la quo­ta min­i­ma); appli­care il prin­ci­pio di pro­porzion­al­ità, rap­por­tan­do le erogazioni per le cam­pagne del man­to­vano alle effet­tive disponi­bil­ità. Alla riu­nione di mer­coledì 10 agos­to il pres­i­dente del­la , , ha invi­ta­to i sin­daci, gli ammin­is­tra­tori provin­ciali e il Con­sorzio del Min­cio, che rap­p­re­sen­ta le aziende agri­cole. Inter­ver­ran­no gli ingeg­neri Lui­gi Mille e Sal­va­tore Riz­zo, del­l’A­gen­zia inter­re­gionale del Po. «La situ­azione è grave — con­clude Cere­sa -, e impone adeguate misure».