L’opera ha fatto discutere a lungo, ma tempo fa è arrivato l’accordo tra Amministrazione e Broletto. La Soprintendenza chiede a Provincia e Comune di monitorare i lavori

La variante? A rischio reperti

10/11/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

L’entroterra del­la riv­iera del Gar­da è fini­to da tem­po nel miri­no di inchi­este del­la mag­i­s­tratu­ra, di petizioni, di reportage gior­nal­is­ti­ci e tele­vi­sivi per quel­lo che viene defini­to uno «scan­da­lo» per come il cemen­to lo stia invaden­do pro­gres­si­va­mente. Poi, ci si met­tono prog­et­ti di costruzione di nuove strade, mag­a­ri comode sot­to il pro­fi­lo del­la , che ne tagliano vigneti ed aree agri­cole e, addirit­tura, i cen­tri stori­ci. E’ il caso di Pueg­na­go dove le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste, come «Vivi­amo Pueg­na­go» e Legam­bi­ente, o forze politiche come «Italia dei Val­ori», e in ulti­mo la Soprint­en­den­za per i Beni Arche­o­logi­ci che intende ved­er­ci chiaro chieden­do atten­zione per even­tu­ali reper­ti che ver­ran­no alla luce, stan­no met­ten­do sot­to accusa la futu­ra vari­ante alla provin­ciale 25 Esen­ta-Cunet­tone. In par­ti­co­lare, il trat­to dal ponte in local­ità Palude fino al cimitero è in sali­ta con una pen­den­za media del 7%, ori­en­ta­ta a nord, quin­di all’ombra perenne con il ris­chio di gelate durante la sta­gione inver­nale. «Altro che mes­sa in sicurez­za», tuo­nano gli ambi­en­tal­isti e i res­i­den­ti. Tra l’altro la nuo­va tan­gen­ziale in attra­ver­sa­men­to del cen­tro di Pueg­na­go cor­rerebbe par­al­lela al maxi-inse­di­a­men­to res­i­den­ziale – si par­la di oltre 19 mila metri cubi — già pre­vis­to dal piano regolatore.Insomma, si trat­terebbe di un «rega­lo» anche se, ad onore del vero, la soci­età lot­tiz­zante si era dichiara­ta pronta a costru­irne una a pro­prie spese, ma il Comune ha nega­to l’autorizzazione non essendo «val­i­da sot­to l’aspetto via­bilis­ti­co». L’associazione “Vivi­amo Pueg­na­go” ricor­da poi il cos­to pre­ven­ti­vo del­la vari­ante, pas­sato dagli iniziali 2 mil­ioni e 600 mila euro agli attuali 3 mil­ioni e 80 mila euro, dei quali due terzi a cari­co del­la Provin­cia ed un ter­zo a cari­co del Comune che dovrà sostenere la spe­sa dei prog­et­ti, del­la pub­bli­ca illu­mi­nazione, del verde e del­la manuten­zione. Sen­za con­tare che il prog­et­to prevede inevitabil­mente grossi sban­ca­men­ti e ter­rapi­eni con muri di sosteg­no alti fino a 10 metri nonché una gal­le­ria lun­ga poco meno di 70 metri pro­prio din­nanzi al cimitero del paese. Un’area a ris­chio idro­ge­o­logi­co, sosten­gono le asso­ci­azioni. E a sosteg­no di ques­ta tesi affat­to cam­pa­ta in aria, ecco arrivare la let­tera del­la Soprint­en­den­za del­la Lom­bar­dia che ha appre­so, fat­to questo anco­ra più inqui­etante e scon­cer­tante per­ché esiste la legge 241 del 1990 e l’istituto delle con­feren­ze dei servizi, «solo dal­la stam­pa che gli enti (il Comune di Pueg­na­go e la Provin­cia, ndr.) han­no recen­te­mente stip­u­la­to un accor­do di pro­gram­ma (il 25 set­tem­bre scor­so, ndr) iner­ente la real­iz­zazione del­la stra­da in ogget­to. Si ricor­da che il ter­ri­to­rio comu­nale di Pueg­na­go – pros­egue il diret­tore dell’organo di tutela, Elis­a­bet­ta Rof­fia — si seg­nala per impor­tan­ti rin­ven­i­men­ti di siti d’interesse arche­o­logi­co in par­ti­co­lar modo d’età romana e medievale. In vista di un’efficace sal­va­guardia di strut­ture e strat­i­fi­cazioni arche­o­logiche, ed al fine di pre­venire ral­len­ta­men­ti dei lavori e mod­i­fiche prog­et­tuali anche di rilie­vo con­seguen­ti a pos­si­bili ritrova­men­ti for­tu­iti ad opere già iniziate, si ritiene indis­pens­abile, nelle aree inter­es­sate dall’intervento, l’esecuzione di una cam­pagna di sag­gi arche­o­logi­ci pre­ven­tivi, inte­si a definire esten­sione e sta­to di con­ser­vazione dei resti di inter­esse arche­o­logi­co». E la Soprint­en­den­za chiarisce anche che gli accer­ta­men­ti dovran­no essere mate­rial­mente effet­tuati da una dit­ta spe­cial­iz­za­ta «con for­male incar­i­co e ad onere dell’ente com­mit­tente i lavori (cioè la Provin­cia, ndr)», non pri­ma di aver rice­vu­to tut­ta la doc­u­men­tazione di prog­et­to. La battaglia per sal­vare la zona dal nuo­vo nas­tro d’asfalto, con­sid­er­a­to «antieco­nom­i­co e inutile», ha intan­to reg­is­tra­to la rac­col­ta di oltre 400 firme. Alla prossi­ma puntata.