Le motivazioni dello stop da parte di Icomos: l’organismo Unesco ha chiesto documenti supplementari, esprimendo però giudizi positivi sulle proposte.
Soddisfatto l’assessore Arcai: non si tratta di una bocciatura secca, progetto solo rimandato

Langobardorum, c’è speranza

24/05/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Mimmo Varone

Arrivano le moti­vazioni del «rin­vio a set­tem­bre» del­la Rete «Italia Lan­go­b­ar­do­rum». Ico­mos (Inter­na­tion­al coun­cil on momun­ments and sites), l’organismo con­sul­ti­vo di Unesco che dà parere tec­ni­co sulle nom­i­na­tion, chiede una doc­u­men­tazione sup­ple­mentare e dà tem­po sei mesi (entro gen­naio 2010) per pro­durla. Intan­to, esprime giudizi lus­inghieri sui mon­u­men­ti pro­posti dal­la Rete stes­sa. Non si trat­ta di una boc­ciatu­ra defin­i­ti­va, dunque, e l’iter pros­egue. «È quan­to risponde alla realtà dei fat­ti», com­men­ta l’assessore comu­nale alla Cul­tura Andrea Arcai, che domani mat­ti­na ne riferirà in Giunta.E tan­to per toglier­si un sas­soli­no dal­la scarpa con l’ex sin­da­co Corsi­ni, che ven­erdì ave­va espres­so un giudizio tran­chant sul suo oper­a­to, «lunedì pomerig­gio gli farò avere copia delle moti­vazioni Ico­mos — promette l’assessore -, così almeno avrà mate­ri­ale su cui par­lare con cog­nizione di causa, cosa fon­da­men­tale per ogni buon politico».Al di là delle polemiche, mart­edì scor­so le sette cit­tà del­la Rete si sono riu­nite al Min­is­tero per i Beni e le attiv­ità cul­tur­ali. Per Bres­cia era pre­sente Arcai, e con lui i rap­p­re­sen­tan­ti di Civi­dale del Friuli (capofi­la), Cas­telseprio (Varese), Spo­le­to, Campel­lo sul Cli­tun­no (Peru­gia), Ben­even­to e Monte Stant’Angelo (Fog­gia). Tut­ti quel­li, insom­ma, che fan­no il sito seri­ale «Italia Lan­go­b­ar­do­rum. Cen­tri di potere e di cul­to (568–774 d.C.)», can­dida­to all’iscrizione nel­la Lista del pat­ri­mo­nio mon­di­ale Unesco e per il momen­to bloccato.Durante la riu­nione è sta­to anche anal­iz­za­to il rap­por­to Ico­mos. Ne è venu­to che «per Italia Lan­gob­ado­rum — si legge in un comu­ni­ca­to diram­a­to alla fine — è sta­ta richi­es­ta doc­u­men­tazione supplementare».Le cit­tà del­la Rete s’impegnano a pro­durre la doc­u­men­tazione nec­es­saria entro i prossi­mi mesi.Nel cor­so dell’incontro si è sot­to­lin­eato che «quest’anno l’Icomos ha adot­ta­to un atteggia­men­to restrit­ti­vo nel­la val­u­tazione tec­ni­ca delle can­di­da­ture». Sec­on­do gli espo­nen­ti del­la Rete, il brac­cio oper­a­ti­vo di Unesco avrebbe ritenu­to i mon­u­men­ti «di alta qual­ità architet­ton­i­ca e dec­o­ra­ti­va», nonché «rispon­den­ti ai req­ui­si­ti di con­ser­v­a­tivi e di aut­en­tic­ità richi­esti». E tali da cos­ti­tuire «una tes­ti­mo­ni­an­za esem­plare del­la sin­te­si cul­tur­ale del peri­o­do com­pre­so tra il VI e l’VIII sec­o­lo d.C., momen­to nodale del pas­sag­gio tra mon­do clas­si­co e mon­do cristiano».Si trat­ta di mon­u­men­ti — con­tin­ua il comu­ni­ca­to — che rap­p­re­sen­tano «la quin­tes­sen­za delle soprav­viven­ze del pat­ri­mo­nio dell’Italia lon­go­b­ar­da, e il loro grande rilie­vo artis­ti­co e cul­tur­ale è unanime­mente riconosci­u­to in ambito sci­en­tifi­co inter­nazionale». La scommes­sa con­tin­ua.