Allo studio un incontro di solidarietà tra la città lacustre e il martoriato centro dell’ex Jugoslavia. Il giocattolo creato dagli Archimedi gardesani potrebbe diventare la mascotte

L’automobilina pazza sbarca a Sarajevo

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Di Luca Delpozzo
Massimo Zuccotti

Ha riscon­tra­to un grande suc­ces­so l’iniziativa benefi­ca idea­ta per le fes­tiv­ità dal Dipar­ti­men­to ricerche e stu­di di Peschiera, il sim­po­sio che rac­coglie i vari appas­sion­ati lacus­tri di dis­ci­pline tec­niche e sci­en­ti­fiche. Gli Archimede del Gar­da si era­no pre­fis­si uno scopo: real­iz­zare un super-gio­cat­to­lo natal­izio che sarebbe sta­to gra­tuita­mente mes­so a dis­po­sizione di enti o asso­ci­azioni, per even­tu­ali lot­terie o sot­to­scrizioni benefiche. La loro fan­ta­sia ed abil­ità tec­ni­ca ha dato vita ad un sin­go­lare baloc­co: una mini auto elet­tri­ca supertec­no­log­i­ca com­ple­ta­mente pilota­bile a dis­tan­za ed in gra­do di trasportare comoda­mente un bam­bi­no. La microvet­tura è altresì dota­ta di tele­camere di bor­do, le cosid­dette cam­era car, in gra­do di inviare a dis­tan­za le immag­i­ni riprese dal­l’in­ter­no del­l’abita­co­lo. Un sis­tema radioelet­tri­co usato nelle gare per la teleme­tria, assi­cu­ra un per­fet­to con­tat­to radio tra il passeg­gero ed il box di pilotag­gio a dis­tan­za. Det­to in sol­doni: il bim­bo si siede sull’automobilina men­tre l’adulto lo pilota a dis­tan­za, aven­do nei mon­i­tor la stes­sa visione di chi è a bor­do e poten­do nel con­tem­po chi­ac­cher­are tran­quil­la­mente con lo stes­so passeg­gero. Il pic­co­lo gioiel­lo dell’elettromeccanica è sce­so in cam­po durante le recen­ti fes­tiv­ità, facen­do scor­raz­zare per il cen­tro stori­co di Peschiera il pic­co­lo Pietro di 15 mesi, molto diver­ti­to nel­la parte di col­lauda­tore uffi­ciale. Il mini pilota, vista la lun­ga autono­mia del pic­co­lo automez­zo, ha più volte com­pi­u­to il giro inter­no del­la cin­ta stor­i­ca, fra lo stu­pore ed il diver­ti­men­to dei pas­san­ti che non han­no man­ca­to di immor­ta­lar­lo con tele­camere e mac­chine fotogra­fiche. Molti si sono fat­ti avan­ti per chiedere il curioso gio­cat­to­lo da imp­ie­gare in oper­azioni benefiche, tan­to da ren­dere imbaraz­zante la scelta dell’associazione no-prof­it che avrebbe ben­e­fi­ci­a­to del­la curiosa quan­to sin­go­lare don­azione. I respon­s­abili del Dipar­ti­men­to ricerche e stu­di, per mas­simiz­zare il risul­ta­to dell’operazione, vista la ril­e­van­za dell’investimento nec­es­sario per la real­iz­zazione del­la mini super­car (così è sta­ta bat­tez­za­ta), han­no deciso di esam­inare atten­ta­mente tut­ti i con­tat­ti e prediligere l’iniziativa che avrebbe avu­to un ritorno benefi­co più cospic­uo. A cav­al­lo dell’ è giun­ta una richi­es­ta estrema­mente inter­es­sante. Un’associazione di Peschiera che per ora vuole rimanere ris­er­va­ta, ha deciso di dar vita ad un’operazione benefi­ca che legherà la cit­tad­i­na aril­i­cense con la mar­to­ri­a­ta cit­tà di Sara­je­vo. L’evento sarebbe real­iz­za­to in stret­ta col­lab­o­razione con le più alte cariche mil­i­tari e politiche del capolu­o­go del­la ex Jugoslavia. Da indis­crezioni pare che vi sia la col­lab­o­razione di alti uffi­ciali del­la del­egazione ital­iana dell’Unione Euro­pea nei Bal­cani che dovreb­bero incon­trar­si nei prossi­mi giorni con i rap­p­re­sen­tan­ti di Peschiera. La minicar, potrebbe quin­di diventare la mas­cotte di una grande oper­azione benefi­ca inter­nazionale coor­di­na­ta da due grup­pi di lavoro: uno a Peschiera e l’altro a Sara­je­vo.

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