Oggi Comuni e Provincia, che però non versa più quote e fondi, rinnovano il consiglio. Mantenere la gestione di collettore e acquedotti o privatizzare tutto?

L’Azienda gardesana servizi al bivio sulla scelta delle strategie

Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Comu­ni lacus­tri e Provin­cia sono chia­mati a nom­inare il nuo­vo Con­siglio di ammin­is­trazione dell’. Un’assemblea quel­la con­vo­ca­ta per questo pomerig­gio alle 17 che nel­lo stes­so tem­po sarà impeg­na­ta a fare chiarez­za sul­la stra­da da seguire per la ges­tione del ciclo inte­gra­to delle acque. Due le filosofie a con­fron­to. Quel­la che è sta­ta perse­gui­ta dal Con­siglio uscente e cioè ori­en­ta­ta alla cos­ti­tuzione di un’azienda di ges­tione del servizio di col­let­ta­men­to del­la fog­natu­ra, di e di dis­tribuzione dell’acqua pota­bile, oper­ante prin­ci­pal­mente nei pae­si garde­sani. Ind­i­riz­zo questo imboc­ca­to da tem­po per arrivare, anche a liv­el­lo di autorità, a cos­ti­tuire quell’ambito ter­ri­to­ri­ale inter­re­gionale otti­male del , in mate­ria di risorse idriche, già sot­to­scrit­to con un pro­to­col­lo d’intesa anco­ra nel 1998 tra le Province di Bres­cia, Man­to­va e Verona. Doc­u­men­to che di fat­to recepi­va quan­to tra l’altro indi­ca­to anche dal­la «Car­ta euro­pea dell’acqua», ossia come la «Ges­tione delle risorse idriche dovrebbe essere inquadra­ta nel baci­no nat­u­rale piut­tosto che entro fron­tiere ammin­is­tra­tive e politiche». Ind­i­riz­zo con­trasta­to da chi invece ritiene al momen­to di las­cia­re le cose come stan­no in atte­sa che i Comu­ni, arriv­i­no grad­ual­mente e sin­go­lar­mente a pri­va­tiz­zare i servizi pub­bli­ci locali. Ma con il ris­chio trat­tan­dosi di pic­coli Comu­ni, che tali servizi — sostiene chi non è d’accordo con ques­ta lin­ea — pri­ma o poi vengano assor­biti da gran­di aziende ex munic­i­pal­iz­zate che oper­a­no al di fuori dell’ambito ter­ri­to­ri­ale. Un busi­ness appetibile in quan­to sul­la spon­da veronese del Gar­da assom­merebbe a qualche cosa come una cinquan­ti­na di mil­iar­di. Tra gli altri prob­le­mi che il neo con­siglio d’amministrazione sarà chiam­a­to a risol­vere è la situ­azione con­tribu­ti­va del­la Provin­cia. Socia al 16 per cen­to, da anni però ha sospe­so ogni ver­sa­men­to, anche delle quote dovute in quan­to cor­rispon­den­ti a inves­ti­men­ti e quin­di a cap­i­tal­iz­zazione azien­dale. «Si pone quin­di sul piano morale una ques­tione di legit­tim­ità», viene det­to nel­la let­tera invi­a­ta dal pres­i­dente del Con­siglio d’amministrazione uscente ai sin­daci lacus­tri e allo stes­so Alear­do Mer­lin. «Finché non chiarisce la pro­pria posizione non sarebbe oppor­tuno», sostiene l’ing. Fab­rizio Zanet­ti, «che la Provin­cia si aste­nesse dal parte­ci­pare a deci­sioni riguardan­ti l’Azienda?» Un mes­sag­gio pre­ciso che chia­ma la Provin­cia a chiarire la pro­pria posizione.