La Giunta Galan anticipa il decreto di scioglimento del governo nominando i commissari ad acta che si dovranno occupare della liquidazione

Le Comunità montane al capolinea

27/11/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Sta arrivan­do la paro­la fine per le comu­nità mon­tane verone­si. È già fir­ma­to dai min­istri Raf­faele Fit­to (Rap­por­ti con le Regioni) e Giulio Tremon­ti (Econo­mia e Finanze) e sarà con­trofir­ma­to a giorni dal pres­i­dente del Con­siglio, Sil­vio Berlus­coni, il decre­to di sciogli­men­to. Avrà effi­ca­cia appe­na pub­bli­ca­to sul­la Gazzetta ufficiale.In pre­vi­sione di questo, nell’ultima giun­ta regionale di mart­edì si è provve­du­to a delib­er­are la nom­i­na di com­mis­sari ad acta, «per tutte le comu­nità mon­tane venete», spie­ga l’assessore veronese Mas­si­mo Gior­get­ti, «per­ché nel riordi­no pre­vis­to dal­la finanziaria 2008 non ci sono solo sciogli­men­ti, ma anche accor­pa­men­ti ed esclu­sioni. Per ques­ta ragione, per le comu­nità che restano in vita, la giun­ta ha pre­vis­to di nom­inare com­mis­sari i pres­i­den­ti in car­i­ca, men­tre per quelle abo­lite saran­no resi noti a giorni i nomi dei fun­zionari region­ali incaricati».Dunque spariscono dall’elenco degli enti mon­tani veneti le comu­nità verone­si di e Lessinia, quelle tre­vi­giane (Grap­pa e Pre­alpi tre­vi­giane) una bel­lunese (Bel­luno-Ponte nelle Alpi) e tre vicen­tine (Asti­co-Brenta; Agno-Chi­ampo; Leogra-Timonchio).Ne restano in vita undi­ci, otto bel­lune­si (Fel­t­ri­na, Alpa­go, Val Boite, Comeli­co e Sap­pa­da, Cen­tro Cadore, Cadore-Lon­garonese-Zoldano, Agor­di­na e Val Bel­lu­na) e tre vicen­tine (Sette Comu­ni, Alto Asti­co-Posi­na, Brenta).Non è servi­ta a nul­la, allo­ra, la memo­ria pre­sen­ta­ta in extrem­is dal­la Comu­nità mon­tana del­la Lessinia, che dimostra­va come quat­tro cen­tes­i­mi di area mon­tana (0,9 ettari), rica­vati dal Comune di Veste­nano­va, facessero rien­trare l’ente fra quel­li salv­abili in base ai para­metri pre­visti dal­la finanziaria 2008?«Troppo tar­di: non la si pre­sen­ta tre giorni pri­ma del­la fir­ma e questo, se ce n’era bisog­no», affon­da il colpo Gior­get­ti, «è anco­ra una dimostrazione del­la totale inef­fi­cien­za, inca­pac­ità e dell’assoluta incon­sis­ten­za polit­i­ca e ammin­is­tra­ti­va di chi dove­va even­tual­mente atti­var­si, se ritene­va di avere le carte per far­lo: bas­ta­va andare a Roma, con­testare i dati e portare le pro­prie ragioni».Ma anche la Regione avrebbe potu­to delib­er­are per tem­po, come han­no fat­to tutte le altre Regioni del nord: «Non abbi­amo legifer­a­to», spie­ga l’assessore veronese di An, «per­ché non rite­ni­amo legit­ti­ma la nor­ma nazionale che can­cel­la gli enti mon­tani, giac­ché la mate­ria è pret­ta­mente di com­pe­ten­za regionale. C’è infat­ti in atto un ricor­so alla Corte cos­ti­tuzionale pro­mosso dal­la Regione che si ritiene scav­al­ca­ta dal­lo Sta­to su una mate­ria di sua competenza».Ma ci vor­ran­no anni pri­ma che la Corte si pro­nun­ci e intan­to? «Intan­to lavo­riamo per ricostru­ire. Dopo la nom­i­na dei com­mis­sari, il pri­mo provved­i­men­to da fare sarà di inserire nelle norme di bilan­cio di pre­vi­sione un col­le­ga­to alla finanziaria regionale che sta­bilis­ca chi sia l’ente gestore del Par­co del­la Lessinia e che stru­men­ti abbia per con­tin­uare a garan­tire il fun­zion­a­men­to dell’ente», pre­cisa l’assessore Giorgetti.Il Par­co, che non viene aboli­to, ma cos­ti­tu­ito in ente autonomo, avrà un suo com­mis­sario per gli atti ordi­nari e stra­or­di­nari, dis­tin­to da quel­lo del­la Comu­nità mon­tana. Si dovrà cos­ti­tuire un con­siglio di ammin­is­trazione di cui faran­no parte obbli­ga­to­ri­a­mente i 15 Comu­ni che han­no mate­rial­mente porzioni di ter­ri­to­rio all’interno del Par­co e pre­cisa­mente: Dol­cè, Fumane, Mara­no, Sant’Anna d’Alfaedo, Grez­zana, Erbez­zo, Boscochiesan­uo­va, Roverè, Velo, Sel­va di Prog­no, Veste­nano­va, San Gio­van­ni Ilar­i­one, Ron­cà e i due vicen­ti­ni Altissi­mo e Crespadoro.Quanto ai fon­di di sosteg­no per la mon­tagna, Gior­get­ti tran­quil­liz­za: «I finanzi­a­men­ti ordi­nari legati al fat­to di essere aree mon­tane restano, tan­to per Can­cel­lo, in Comune di Verona, come per Boscochiesan­uo­va», spie­ga l’assessore, «non arriver­an­no più invece i fon­di trasfer­i­ti dal­lo Sta­to per le strut­ture e che comunque sono des­ti­nati a sparire per­ché già ridot­ti del 70 per cer­to».

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