L’Autorità di Bacino del Po ufficializza la rinascita dell’organismo

Livelli, dopo una lunga assenza la commissione torna a riunirsi

Di Luca Delpozzo
m.to.

Dopo un’assen­za dura­ta parec­chi anni, ritor­na la Com­mis­sione per la rego­lazione dei liv­el­li del lago di Gar­da. L’Au­torità di Baci­no del Po, pre­siedu­ta dal seg­re­tario gen­erale Rober­to Passi­no, ha sanci­to con un atto uffi­ciale la nasci­ta del­l’im­por­tante ed atte­so organ­is­mo, fis­san­do anche la sua com­po­sizione. La com­mis­sione sarà quin­di rap­p­re­sen­ta­ta dal min­is­tero dei Lavori pub­bli­ci, dal­l’au­torità di Baci­no del fiume Adi­ge, dalle regioni Lom­bar­dia e Vene­to, quin­di dal­la Provin­cia autono­ma di Tren­to e dalle tre province di Bres­cia, Verona e Man­to­va. Inoltre, la delib­era del­la seg­rete­ria gen­erale ha anche deciso di inserire, quali mem­bri del­la com­mis­sione, un rap­p­re­sen­tante dei Comu­ni riv­ieraschi lom­bar­di e di quel­li veneti. In questi giorni stan­no giun­gen­do all’Au­torità del Po i nom­i­na­tivi dei rap­p­re­sen­tan­ti delle varie ammin­is­trazioni. Per i Comu­ni verone­si del Gar­da è sta­to des­ig­na­to , sin­da­co di Peschiera e par­la­mentare del­la Lega recen­te­mente ricon­fer­ma­to alla Cam­era. I liv­el­li del più grande lago ital­iano, non è cer­to una novità, han­no fat­to le bizze troppe volte nel­l’ul­ti­mo decen­nio. Sen­za che si rius­cisse, però, ad intavolare un min­i­mo di dial­o­go o di ten­ta­tivi per risol­vere i prob­le­mi. Che sono poi quel­li del­la minac­cia con­tin­ua di inon­dazioni ed allaga­men­ti, di dis­a­gi nei por­ti dema­niali e di dan­ni all’e­co­sis­tema lacus­tre. La com­mis­sione sul­la car­ta c’era (è sta­ta cre­a­ta nel lon­tano 1955), ma nel­la realtà non era più in vita per man­can­za di rap­p­re­sen­tan­ti, di una sede oper­a­ti­va, di potere deci­sion­ale. Adesso i com­pi­ti che atten­dono la neona­ta com­mis­sione sono di esam­inare «la rego­la di ges­tione del lago di Gar­da attual­mente in uso, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to alle riper­cus­sioni sui liv­el­li del lago di Gar­da, sul­la qual­ità delle acque, sul­la pro­lif­er­azione di macrof­ite, sul­l’u­ti­liz­zo dele risorse idriche da parte delle popo­lazioni di valle, sul­la lam­i­nazione delle piene del­l’im­mis­sario Sar­ca, sul­la sicurez­za idrauli­ca del­la cit­tà di Man­to­va, sulle riper­cus­sioni sul regime idro­ge­o­logi­co del Po e sulle inter­con­nes­sioni in caso di piena con i baci­ni dei fiu­mi». A cood­inare la com­mis­sione è sta­to incar­i­ca­to lo stes­so Passi­no. I lavori che atten­dono il nuo­vo organ­is­mo sono estrema­mente del­i­cati e com­p­lessi. Nel 1999, per esem­pio, venne isti­tu­ito pres­so il Baci­no del Po un tavo­lo di coor­di­na­men­to per la definizione del pro­gram­ma per arginare il fenom­e­no delle «erbe gal­leg­gianti», poi nel gen­naio scor­so la Regione Vene­to pose all’at­ten­zione del Comi­ta­to tec­ni­co del­la stes­sa Autorità del Po alcu­ni prob­le­mi legati alla ges­tione del­la diga di Salionze, che rego­la il Min­cio, emis­sario del lago di Gar­da. La diga di Salionze riveste impor­tan­za strate­gi­ca nel com­p­lesso sis­tema idri­co ed idroviario del Gar­da-Min­cio-Man­to­vano, per­chè oltre a scopi irrigui ed indus­tri­ali, la diga serve come dife­sa dalle temi­bili piene del Gar­da (e del Min­cio) dei ter­ri­tori a valle. Da ulti­mo, l’at­tuale ges­tione del­la diga è sta­ta resa dif­fi­coltosa dal­l’in­ter­feren­za tra il mag­is­tra­to per il Po ed il mag­is­tra­to alle Acque, due gran­di organ­is­mi creati in epoche lon­tane ma i cui com­pi­ti e materie sono state, di recente, fram­men­tate se non addirit­tura del­e­gate o trasferite agli enti locali. Adesso, si atten­dono due pas­sag­gi fon­da­men­tali dal­la com­mis­sione dei liv­el­li: che si appron­ti e si definis­ca il piano dei liv­el­li (la si è fat­ta cari­co già da anni di uno stu­dio e c’è anche un esper­to da ascoltare: il pro­fes­sor Adal­ber­to Da Cas­to di Salò) e si riesca ad ottenere dei fon­di finanziari per gestire la struttura.