Una società immobiliare di Crema intende trasformare l’ex convento in un centro residenziale. Spesa da 8 milioni di euro ma il sindaco frena: «Nulla di deciso»

Mini-alloggi alle Canossiane

20/01/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

C’è un prob­a­bile futuro res­i­den­ziale per il grande edi­fi­cio che fino ad una deci­na di anni fa ospi­ta­va le monache canos­siane (o Figlie del­la Car­ità) in via Sorat­ti­no, pro­prio nel cen­tro stori­co di Lona­to. Si par­la di una con­sis­tente oper­azione immo­bil­iare, almeno otto mil­ioni di euro, di cui 1,6 per l’acquisto dell’immobile in cui si real­izzereb­bero mini-appar­ta­men­ti. Il sin­da­co Moran­do Peri­ni con­fer­ma che esiste un prog­et­to pre­sen­ta­to da un’immobiliare di Cre­ma e che è all’attenzione del­la Com­mis­sione edilizia. «È decisa­mente presto per par­lare di date di pre­sen­tazione in Con­siglio comu­nale del Piano di recu­pero. Lo vedremo se e quan­do il prog­et­to avrà super­a­to tut­ti i nec­es­sari esa­mi da parte del­la nos­tra com­mis­sione. Il prog­et­to, comunque, è già sta­to vis­to dal­la Soprint­en­den­za ai beni architet­toni­ci che ha espres­so un parere favorev­ole con delle pre­scrizioni, su cui è sta­to imposta­to l’ultimo elab­o­ra­to in dis­cus­sione in Com­mis­sione edilizia. Di più, per ora non pos­so dire». Sta di fat­to che in paese la curiosità è mol­ta, anche per la sto­ria di questo isti­tu­to reli­gioso che fino agli anni set­tan­ta for­ni­va istruzione mater­na ed ele­mentare a centi­na­ia di bam­bi­ni e gio­vani. Poi una parte venne data in affit­to per creare un dis­tac­ca­men­to dell’Istituto per l’agricoltura, che ha la sede cen­trale a Bargnano di Corzano. In segui­to, la scuo­la si trasferì a San Toma­so, alla per­ife­ria di Lona­to e l’abbandono delle Canos­siane divenne totale. Se ne andarono anche le ultime suore e l’imponente strut­tura, che con­tiene un con­sis­tente appez­za­men­to di ter­reno, venne ven­du­ta. Dopo diver­si anni di oblio, di voci e smen­tite sug­li acquiren­ti, ora arri­va ques­ta inten­zione conc­re­ta di recu­pero del pat­ri­mo­nio edilizio nel cuore di Lona­to. Men­tre nel prog­et­to orig­i­nario si parla­va di cir­ca 80 allog­gi, ora, man­te­nen­do la par­ti­tu­ra attuale, cioè pic­cole mod­i­fiche interne, ne uscireb­bero una cinquan­ti­na. La capac­ità teor­i­ca di inse­di­a­men­to oscillerebbe quin­di fra i 120 — 150 abi­tan­ti. Rimane aper­to il dis­cor­so sul­la chiesa dei San­ti Fil­ip­po e Gia­co­mo, con acces­so da via Sorat­ti­no. L’amministrazione ne per­me­tte il recu­pero con des­ti­nazione res­i­den­ziale o com­mer­ciale. Qual­cuno vor­rebbe invece che fos­se spazio pub­bli­co da cedere al Comune per sala incon­tri, let­ture o audi­to­ri­um. La ( dis­cor­so sem­pre com­pli­ca­to a Lona­to per il par­ti­co­lare intrec­cio delle strade del capolu­o­go) rel­a­ti­va al Piano di recu­pero sarebbe des­ti­na­to a grav­itare sul vico­lo Poz­zo e le vie Filzi e Galilei. L’ingresso ai posti macchi­na è sta­to pre­vis­to sul vico­lo Poz­zo sia in entra­ta che in usci­ta. L’ingresso ai posti macchi­na è sta­to pre­vis­to sul vico­lo Poz­zo, sia in entra­ta che in usci­ta. La Soprint­en­den­za avrebbe invece det­to no all’accesso su via Sorat­ti­no (la dor­sale che dal­la piaz­za del Cor­lo con­duce al cen­tralis­si­mo cor­so Garibal­di). A scom­puto degli oneri, l’immobiliare sis­te­merebbe la piazzetta di fronte all’edificio con il recu­pero del­la fontana e la real­iz­zazione di arredo urbano con por­fi­do e gran­i­to. Un inter­ven­to dunque rad­i­cale per l’intera zona, con un recu­pero di val­ore dell’intero com­p­lesso con la creazione di pic­coli allog­gi tra i 40 e i 50 metri qua­drati di super­fi­cie. La pre­sen­tazione del Piano di recu­pero delle Canos­siane dovrebbe comunque avvenire entro l’estate.