La Comunità del Garda si fa capofila di un progetto per la gestione del trasporto pubblico. Il lago serve a coprire il deficit di quelli di Como e Maggiore

Navigazione, unica società

Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Il pres­i­dente del­la , Aventi­no Frau, ha fat­to il pun­to con i rap­p­re­sen­tan­ti delle ammin­is­trazioni locali, sul­la strate­gia mes­sa in atto per ottenere una pub­bli­ca inter­re­gionale del Lago di Gar­da. Gli è sta­ta con­feri­ta defin­i­ti­va­mente la del­e­ga da tut­ti i sin­daci del Gar­da, di tutte e tre le sponde lacuali, di pas­sare all’azione nei con­fron­ti di Gov­er­no, Regioni e Province, per cos­ti­tuire una soci­età uni­taria che gestis­ca il trasporto su acqua sull’intero ter­ri­to­rio garde­sano. Fino ad ora se ne era sem­pre par­la­to e dis­cus­so, ma da questo momen­to gli enti locali han­no deciso di pas­sare dalle parole ai fat­ti, con capofi­la la Comu­nità del Gar­da, uni­co organ­is­mo ad oggi, a rap­p­re­sentare uni­tari­a­mente il Gar­da. Infat­ti han­no ader­i­to all’iniziativa anche tut­ti i Comu­ni che era­no usci­ti o non fan­no parte del­la Comu­nità. «Un risul­ta­to impor­tante, che sot­to­lin­ea la forte volon­tà polit­i­ca di tut­ti i pae­si, di muover­si con coe­sione per un obi­et­ti­vo uni­co e con­di­vi­so», spie­ga il sin­da­co di Tor­ri e vicepres­i­dente del­la Comu­nità, , all’imbarco del traghet­to Mader­no-Tor­ri, che in mezz’ora lo ha ripor­ta­to a pie­di dall’altra parte del lago. Bas­ta solo questo a spie­gare quale ruo­lo nel­la mobil­ità di mil­ioni di tur­isti e garde­sani, potrebbe assumere un trasporto mod­er­no ed eco­com­pat­i­bile su acqua per il Lago di Gar­da. La mes­sa a pun­to del per­cor­so trac­cia­to da Frau, non è dei più sem­pli­ci, ma la deter­mi­nazione duran­ter l’incontro non è cer­to man­ca­ta: «Dob­bi­amo avviare al più presto il proces­so», ha spie­ga­to il pres­i­dente Frau. «Per pri­ma cosa si vede chiedere l’autonomia ges­tionale del Gar­da, svin­colan­do­lo dal­la Ges­tione dei Tre Laghi, che vede coin­volti anche quel­lo di Como e il lago Mag­giore, nel­la quale sostanzial­mente il Gar­da serve a coprire i deficit degli altri due laghi. Bisogna poi for­mal­iz­zare l’iniziativa anche con le Province, con­sid­er­a­to che se quel­la bres­ciana parte­ci­pa atti­va­mente, quel­la di Verona sem­bra lati­tante. Ter­zo svol­gere un’azione polit­i­ca forte sulle Regioni, che sono i veri enti isti­tuzion­ali di rifer­i­men­to, poichè sono esse che han­no la com­pe­ten­za in mate­ria. Chiedi­amo innanz­i­tut­to la region­al­iz­zazione del­la nav­igazione sul Gar­da e dici­amo un no deciso all’idea che sem­bra aver avan­za­to la , di pas­sare la ges­tione dei laghi lom­bar­di e quin­di anche del Gar­da, alle Fer­rovie Nord di : se così fos­se, sarebbe come affon­dare defin­i­ti­va­mente il trasporto pub­bli­co sul lago».«È incon­cepi­bile che la », ha pros­e­gui­to Frau, «dis­cu­ta con i sin­da­cati delle ipote­si avan­zate dal­la Lom­bar­dia e non con i sin­daci che sono i rap­p­re­sen­tan­ti di tut­ti i cit­ta­di­ni. Questo traval­i­ca un prin­ci­pio fon­da­men­tale: le ammin­is­trazioni comu­nali non pos­sono essere igno­rate». A quan­to pare, dunque, le isti­tuzioni devono muover­si più che in fret­ta per­chè c’è il ris­chio effet­ti­vo di perdere l’ultimo treno: per questo la Provin­cia di Bres­cia si è già mossa ed ha siglato un accor­do con la Comu­nità del Gar­da per finanziare la real­iz­zazione di un prog­et­to di fat­tibil­ità, volto a creare un trasporto region­al­iz­za­to con un uni­co gestore. In prat­i­ca si trat­ta di creare una Soci­età mista, con soci la Comu­nità, i Comu­ni, le Regioni, le Province e gli investi­tori pri­vati che inten­dano parte­ci­pare all’operazione. Nul­la di stra­no, se si pen­sa che il trasporto pub­bli­co è nor­male attiv­ità in tutte le provin­cie o cit­tà; l’anomalia è nel caso del lago, dove il trasporto è gesti­to dal Gov­er­no nazionale.«A questo pun­to», ha pre­cisato Frau, «bisogna tenere dis­tinte due fasi: pri­mo stu­di­are il prob­le­ma con un prog­et­to di fat­tibil­ità; sec­on­do met­tere insieme le tre Regioni per la ques­tione del­la ges­tione. Per­chè quin­di puntare ad una soci­età? Per­chè le due Regioni prin­ci­pali, Vene­to e Lom­bar­dia, han­no due leg­gi diverse e men­tre la pri­ma par­la di soci­età di cap­i­tali, la sec­on­da par­la di Con­sorzi, però ambedue preve­dono l’istituzione di soci­età di ges­tione». Per­al­tro in Lom­bar­dia, da tre anni, i Comu­ni riv­ieraschi han­no già avvi­a­to delle ges­tioni con­sor­tili, una per i demani del Gar­da e l’altra per la nav­igazione pub­bli­ca sul lago di Iseo, gra­zie al recepi­men­to del trasfer­i­men­to delle com­pe­ten­ze, anche in mate­ria di nav­igazione inter­na, dal­lo Sta­to alle Regioni, che la Lom­bar­dia ha effet­tua­to. Trasfer­i­men­to non anco­ra effet­ti­vo, invece nel Vene­to e nel Trenti­no, fino a quan­do non sarà risana­to il deb­ito del­la ges­tione del­la Nav­igazione dei Tre Laghi. In parole povere il Vene­to dice: noi accetti­amo la ges­tione solo se lo Sta­to ci con­seg­na un ente risana­to eco­nomi­ca­mente. Da qui anche l’ipotesi del­la Lom­bar­dia di pas­sare il trasporto dei suoi laghi all’Ente Fer­rovie Nord, notizia che ha fat­to sob­balzare sul­la sedia tut­ti i sin­daci lacus­tri, inclusi quel­li lombardi.Il pres­i­dente del­la Comu­nità ha con­clu­so l’incontro a Gar­done sot­to­lin­e­an­do come si sia già mosso qual­cosa anche a liv­el­lo gov­er­na­ti­vo: «Ho avu­to col­lo­qui con i min­istri di rifer­i­men­to, anche con Pec­o­raro Scanio, per ottenere un finanzi­a­men­to final­iz­za­to al riconosci­men­to di unità ambi­en­tale del Gar­da, fat­tore pre­de­ter­mi­nante per ottenere poi anche il riconosci­men­to eco­nom­i­co-ammin­is­tra­ti­vo. Rag­giun­gere l’obiettivo è una sfi­da dif­fi­cile, ma adesso o mai più e, se ci rius­ci­amo, i risul­tati saran­no così impor­tan­ti per la realtà sociale ed eco­nom­i­ca del ter­ri­to­rio, che non ci sono dub­bi sull’azione da intrapren­dere».