L’accusa dei Ds contro l’assessore Alessandro Cè e il direttore Mauro Borelli: «Mancano i famosi 31 milioni promessi per l’intervento». La proposta alternativa: il nosocomio sia riconvertito in polo per la riabilitazione, spazio anche ai privati

«Non c’è un soldo per ristrutturare l’ospedale di Gavardo»

12/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
s.z.

«I sol­di promes­si dall’assessore regionale alla San­ità Alessan­dro Cè e dal diret­tore gen­erale dell’azienda ospedaliera di Desen­zano e din­torni, Mau­ro Borel­li non ci sono. I famosi 31 mil­ioni e mez­zo di euro per l’ampliamento dell’ospedale di Gavar­do non esistono. Abbi­amo chiesto ad alcu­ni par­la­men­tari di cen­trosin­is­tra di effet­tuare una ver­i­fi­ca a Roma, e la rispos­ta è sta­ta neg­a­ti­va». L’annuncio dato dai diri­gen­ti Ds del­la sezione di Salò (il seg­re­tario Vin­cen­zo Zam­bel­li, l’ex asses­sore provin­ciale Giampao­lo Comi­ni, il sin­da­cal­ista Gio­van­ni Delai, ecc.) in una con­feren­za stam­pa che affronta vari argo­men­ti las­cia scon­cer­tati. Alcu­ni mesi fa Cè arrivò sul e in Valle Sab­bia, illus­tran­do le deci­sioni prese: no a una nuo­va strut­tura per acu­ti a Roè Vol­ciano (o in una local­ità vic­i­na), sì all’ampliamento di Gavar­do, che dispone di 135 posti let­to. Questo il prog­et­to, per linee gen­er­ali. Nel­l’in­ter­ra­to dell’attuale edi­fi­cio, col­lo­care i locali tec­no­logi­ci e la riso­nan­za mag­net­i­ca; al piano ter­ra il nuo­vo pron­to soc­cor­so. Quat­tro i liv­el­li sopras­tan­ti, in gra­do di accogliere 120 let­ti, in modo da portare il totale a 230–240, con pos­si­bil­ità di un allarga­men­to gen­erale degli spazi disponibili.«Abbiamo a dis­po­sizione 31 mil­ioni e mez­zo di euro, tra cui i 29 mil­ioni stanziati a suo tem­po dal­lo Sta­to, in base alla legge 67, e gli altri aggiun­ti da noi adesso», assi­curò Cè, e al Pirellone la giun­ta for­mal­iz­zò il cam­bio di rot­ta. «È la vit­to­ria dei cit­ta­di­ni del­l’Al­to Gar­da e del­la Valle Sab­bia – aggiunse Borel­li -. Per real­iz­zare un nuo­vo ospedale a Roè Vol­ciano non sareb­bero bas­ta­ti 60 mil­ioni di euro. Ne ser­vivano qua­si il doppio: cir­ca 110. Una real­iz­zazione impossibile».Ora la doc­cia fred­da, annun­ci­a­ta dai diessi­ni, i quali aggiun­gono di vol­er portare in Valle Sab­bia e sul Gar­da il min­istro del­la San­ità, Livia Tur­co, per ren­der­si con­to del­la situ­azione e «val­utare la pos­si­bil­ità di reperire in futuro i fon­di che non ci sono mai sta­ti». Zam­bel­li, Comi­ni e c. sosten­gono inoltre la neces­sità di ricon­ver­tire il vec­chio fatis­cente ospedale di Salò, rimas­to soltan­to con gli ambu­la­tori, la radi­olo­gia e la comu­nità pro­tet­ta degli psi­co­la­bili. «Noi – pros­eguono — rib­a­di­amo l’idea di trasfor­mare l’edificio di Salò in un polo riabil­i­ta­ti­vo, così come effet­tua­to a Rova­to, Palaz­zo­lo e Leno. All’operazione potreb­bero essere inter­es­sati anche la casa di riposo, Vil­la Gem­ma e Vil­la Bar­bara­no (che apparten­gono al grup­po Bonomet­ti, delle Officine mec­ca­niche rez­za­te­si, ndr). Ma occorre che l’amministrazione comu­nale pren­da atto del­la situ­azione, smet­ten­do di cor­rere dietro ai fantasmi».In pri­mav­era Borel­li lan­ciò l’idea di costru­ire una cit­tadel­la del­la salute nel­la frazione di Bar­bara­no, cre­an­do una Fon­dazione pub­bli­co-pri­va­ta, con 120 posti let­to, poliambu­la­tori e diag­nos­ti­ca. «La zona ha una vocazione tur­is­ti­ca – affer­mano i diessi­ni — Ci sem­bra più gius­to puntare sul recu­pero e la sis­temazione dell’ospedale di Salò».

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