Il Mincio occupa l’antico alveo «Da 20 anni non si vedeva così»

Non vi sono pericoli per chi abita nella valle del fiume

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

L’elevata piovosità delle ultime set­ti­mane ha alza­to il liv­el­lo del Min­cio ma per il momen­to non sem­bra­no esservi par­ti­co­lari peri­coli. Cer­to il pae­sag­gio è muta­to tra Valeg­gio e Mon­zam­bano lun­go l’asta del fiume che è subito sal­i­to sopra le sponde avvic­i­nan­dosi alla riva alza­ia (occu­pa­ta sul­la destra in direzione Peschiera dal­la ) e cre­an­do così tan­ti pic­coli laghet­ti par­al­leli. Lì dove il fiume è esonda­to, cioè s’è ripreso parte dell’alveo orig­i­nario, e dove ora si sono spostate intere colonie di cig­ni, per for­tu­na non ci sono abitazioni ma solo campi. Sono tran­quille le famiglie inse­di­ate negli imme­diati parag­gi? «Non abbi­amo avu­to pau­ra», affer­ma Gior­gio Galet­to, tito­lare di un locale pro­prio in riva al Min­cio, «per­ché appe­na s’è alza­to il liv­el­lo dell’acqua han­no sis­tem­ato le paratie del­la diga per aumentare il deflus­so nel Diver­si­vo, il canale che scorre a fian­co. L’importante è che il cor­so del fiume sia puli­to com’è adesso se si eccettua la cadu­ta in esso di alcu­ni alberi che sareb­bero da rimuo­vere per evitare prob­le­mi». Anche in con­tra­da Cauc­ci­o­la, al con­fine con Mon­zam­bano, non c’è appren­sione per­ché l’attività agri­co­la ora è fer­ma e soprat­tuto per­ché le case sono suf­fi­cien­te­mente lon­tane dal­la riva, ma si sot­to­lin­ea anche che non si vede­va il Min­cio così gon­fio da più di vent’anni. Pro­prio lì vici­no, nelle aree ora inon­date, c’era l’intenzione di far sorg­ere una strut­tura attrez­za­ta per il tem­po libero prob­a­bil­mente con piscine e area campeg­gio. Il prog­et­to, pre­sen­ta­to in occa­sione dell’ultimo Prg, venne boc­cia­to in Regione anche per l’opposizione degli ambi­en­tal­isti che sot­to­lin­earono l’incongruenza di un inse­di­a­men­to a ridos­so del Min­cio e la conc­re­ta pos­si­bil­ità di detur­parne il pae­sag­gio. In defin­i­ti­va non appare prob­a­bile un “ris­chio Sover­a­to” (la cit­tad­i­na cal­abrese scon­vol­ta per­ché si costruì vici­no ai cor­si d’acqua) ma, in mez­zo al tira e mol­la tra i Comu­ni del Gar­da, che vor­reb­bero aumentare attra­ver­so la diga di Salionze il deflus­so delle acque ver­so il Min­cio per evitare di finire sott’acqua e i Comu­ni man­to­vani a valle che negano ques­ta pos­si­bil­ità, potreb­bero essere pro­prio le zone tra Borghet­to e la diga quelle che ricavereb­bero mag­gior dan­no da un even­tuale innalza­men­to del liv­el­lo del fiume. Alessan­dro Foroni

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