Multe più salate, fino a 500 euro, e denunce penali in vista, ma il topless resta ancora tollerato.Giro di vite del Comune dopo le proteste dei residenti a Brancolino

Nudismo vietato in spiaggia

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Di Luca Delpozzo
(g.m.)

Cos­tu­mi da bag­no ben sal­di in vita anche sul­la spi­ag­gia di local­ità Bran­col­i­no, al con­fine tra Tor­ri e Gar­da. A impor­lo, spie­ga il coman­dante Domeni­co Ten­ca, saran­no i vig­ili di Tor­ri che aumenter­an­no i con­trol­li «dopo reit­er­ate proteste di bag­nan­ti, eser­centi e abi­tan­ti di quel­la zona». Tra Pun­ta San Vig­ilio, poco dopo la Baia delle Sirene nel ter­ri­to­rio comu­nale di Gar­da, e local­ità Bran­col­i­no esiste un trat­to di cos­ta pieno di anfrat­ti, roc­cioso e piut­tosto imper­vio da rag­giun­gere, per la veg­e­tazione che lo sep­a­ra dal­la stra­da Garde­sana. Cir­ca 300 metri in tut­to sui quali da anni, spe­cial­mente nei fine set­ti­mana, arrivano gli aman­ti del­la tintarel­la inte­grale. Quan­do questi nud­isti, in gran­dis­si­ma mag­gio­ran­za uomi­ni, sono in numero piut­tosto esiguo, si con­cen­tra­no nel­la parte cen­trale del­la zona, quel­la più pro­tet­ta dal­la veg­e­tazione che impedisce la vista ai curiosi. Quan­do però il numero dei natur­isti aumen­ta, è facile che «scon­fini­no» in ter­ri­to­rio meno nascos­to, a sud ver­so la rino­ma­ta Baia delle Sirene e, a nord, ver­so la fre­quen­ta­ta local­ità Bran­col­i­no. In queste zone, però, ha sus­ci­ta­to reit­er­ate proteste la pre­sen­za di bag­nan­ti sen­za cos­tume: c’è un lido, con tan­to di sdraio e ombrel­loni, fre­quen­ta­to da famiglie con bam­bi­ni. In pas­sato si è arrivati anche a denunce penali e a pro­ces­si e spes­so in zona sono dovute inter­venire le forze dell’ordine, chia­mate su seg­nalazione di chi chi si sen­ti­va offe­so. «Durante la sta­gione esti­va», com­men­ta il coman­dante del­la polizia munic­i­pale, «ci arrivano quo­tid­i­ane proteste, let­tere e tele­fonate per seg­nalare non solo il nud­is­mo in sè, ma anche e soprat­tut­to atti osceni in luo­go pub­bli­co». Anche lo scor­so anno la polizia munic­i­pale di Gar­da ha denun­ci­a­to alcune per­sone, che dovran­no ora affrontare un pro­ced­i­men­to giudiziario. «I nud­isti ven­gono qui anche da cen­tri vici­ni e non solo da Verona», affer­ma un res­i­dente in zona. «Evi­den­te­mente ques­ta è sta­ta seg­nala­ta da qual­cuno come “spi­ag­gia per nud­isti”, ma non lo è. Non è una zona dove sia per­me­s­so stare nudi, per con­sue­tu­dine o per esplici­ta con­ces­sione, come accade in certe isole del­la Gre­cia. Inoltre, e questo è più grave anco­ra, è già cap­i­ta­to che delle per­sone facessero all’aperto esplic­i­ti atti ses­su­ali. La zona è fre­quen­ta­to anche da famiglie, da bam­bi­ni. Non si può più tioller­are ques­ta situ­azione». La polit­i­ca di «toller­an­za zero» decisa dal Comune dovrebbe scor­ag­gia­re i nud­isti. È sta­ta aggior­na­ta, per quan­to riguar­da le penali, l’ordinanza numero 27 del Comune di Tor­ri, emana­ta a fine 2006: ora mostrar­si nudi può costare da 75 fino a 500 euro di mul­ta, sen­za con­tare la denun­cia penale, con le sue più scabrose con­seguen­ze, fino al proces­so. L’ordinanza si limi­ta a imporre di indos­sare «indu­men­ti atti a coprire i gen­i­tali maschili o fem­minili». Insom­ma, almeno il top­less è sal­vo. «Fare­mo cer­ta­mente anche con­trol­li e blitz sulle spi­agge», han­no assi­cu­ra­to dal­la polizia munic­i­pale «per­ché quel trat­to di cos­ta del nos­tro Comune non è ris­er­va­to ai nud­isti». Qualche prob­le­ma potrebbe nascere dal­la dis­par­ità di trat­ta­men­to con la zona con­fi­nante: anche Gar­da intende adottare una polit­i­ca di «toller­an­za zero» o chi­ud­erà un occhio? A scan­so di equiv­o­ci, per­ché nes­sun nud­ista scop­er­to in fla­gran­za pos­sa dire «non lo sape­vo», in Comune fan­no sapere che seg­naler­an­no il divi­eto di nud­is­mo per chi­unque entri nel litorale di Tor­rion. «Met­ter­e­mo dei cartel­li per avvis­are in mer­i­to», dicono i vig­ili Intan­to però su vari siti inter­net la spi­ag­gia di Bran­col­i­no, defini­ta come quel­la «alla destra di San Vig­ilio», viene iden­ti­fi­ca­ta come luo­go dov’è pos­si­bile il natur­is­mo e viene accosta­ta a quel­la sot­to la del Gar­da, nel Bres­ciano, molto più nascos­ta e scarsa­mente rag­giun­gi­bile. Addirit­tura è cita­ta anche in un sito di gay dove si chiedono e con­ce­dono appun­ta­men­ti galan­ti, alla luce rossa del calar del sole lacus­tre. Lavoro stra­or­di­nario in vista per i vigili.

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