Circa cinquanta metri cubi di roccia e terriccio hanno sfondato le reti di protezione poco dopo la galleria di porto S. Nicolò. Litoranea chiusa cinque ore per la bonifica della parete e lo sgombero

Ore 8, frana sulla strada tra Riva e Torbole

26/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Una cinquan­ti­na di metri cubi di grosse pietre e ter­ric­cio. Una frana di notevoli dimen­sioni, insom­ma, quel­la abbat­tutasi sul­la litoranea tra Riva e Tor­bole ieri mat­ti­na attorno alle 8 e che, solo per un caso, non ha provo­ca­to dan­ni a cose o per­sone. Il mate­ri­ale, parzial­mente trat­tenu­to dalle reti, è fini­to sul­l’u­ni­ca rien­tran­za di quel trat­to di stra­da, vici­no alla gal­le­ria di por­to S. Nicolò.E così, il grosso del­lo smot­ta­men­to è rimas­to a lato del­la car­reg­gia­ta, all’in­ter­no dell’ angus­ta striscia di pra­to. Sul­la stra­da sono arrivate “solo” alcune pietre di dimen­sioni ridotte men­tre quelle più grosse sono state provvi­den­zial­mente “imbrigli­ate” dai tronchi di due dei quat­tro gran­di pini mari­ni che sor­gono ai pie­di del­la parete.La for­tu­na mag­giore, però, è rap­p­re­sen­ta­ta dal fat­to che nel momen­to in cui i mate­ri­ale è arriva­to a ter­ra — nonos­tante a quel­l’o­ra il traf­fi­co sia soli­ta­mente abbas­tan­za inten­so — sul­la stra­da non sta­va tran­si­tan­do alcun mez­zo. Subito è scat­ta­to l’al­larme e sul pos­to sono arrivati gli uomi­ni del Servizio Strade del­la Provin­cia, una pat­tuglia del­la e una dei di Riva.Dopo un rapi­do sopral­lu­o­go, i tec­ni­ci han­no deciso di chi­ud­ere com­ple­ta­mente la stra­da al traf­fi­co e in pochi minu­ti le han­no provve­du­to a dis­porre la seg­nalet­i­ca a por­to S. Nicolò, all’in­cro­cio con via Brione, e a Tor­bole, all’in­cro­cio con via Lin­fano. Era pur vero che una car­reg­gia­ta non era sta­ta inter­es­sa­ta dal­lo smot­ta­men­to, ma alcu­ni fram­men­ti di roc­cia era­no rimasti peri­colan­ti lun­go la parete del Brione e, pri­ma di dare il via alle oper­azioni di sgombero, occor­re­va bonifi­care il ver­sante. Per com­piere ques­ta oper­azione sono sal­i­ti gli uomi­ni del­la dit­ta spe­cial­iz­za­ta Dal­lapé di Pietra­mu­ra­ta che, pro­prio in questi giorni e pro­prio su quel trat­to di parete, sta­vano por­tan­do a ter­mine una rad­i­cale bonifi­ca e il raf­forza­men­to delle reti metal­liche di con­teni­men­to, messe costan­te­mente a dura pro­va dal­la fri­abil­ità del­la roccia.Operazione, ques­ta, che si era resa nec­es­saria anche alla luce di recen­ti cadute di mate­ri­ale roc­cioso. Gli operai-sca­la­tori si sono mes­si subito all’­opera e ver­so le 11 il loro lavoro, almeno per le più imme­di­ate esi­gen­ze di sicurez­za, pote­va dirsi con­clu­so. Il tem­po di rip­ulire la sede stradale e, ver­so le 12 e 30, la statale è sta­ta ria­per­ta al traf­fi­co. Nei prossi­mi giorni, tem­po per­me­t­ten­do, la dit­ta Dal­lapé pros­eguirà nel­l’­opera di dis­gag­gio che si pre­an­nun­cia assai lun­ga. La con­for­mazione “a plac­che” di quel fronte di parete a stra­pi­om­bo neces­si­ta di un inter­ven­to rad­i­cale e appro­fon­di­to che rid­u­ca sen­si­bil­mente il peri­co­lo — elim­i­narlo del tut­to sem­bra un’u­topia — di dis­tac­co di mate­ri­ale che incombe su uno dei trat­ti di stra­da più bel­li e panoram­i­ci d’I­talia. Fenom­e­no che ulti­ma­mente, invece, soprat­tut­to dopo qualche ora di piog­gia, s’è fat­to trop­po frequente.