Crescono i disagi per la popolazione dell’alto lago

Ore per aggirare la frana Non resta che il traghett

30/12/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
b.f.

Gian­car­lo Samuel­li abi­ta a pochi chilometri da Gargnano e com­mer­cia in gas e kerosene, all’in­grosso e al det­taglio. La «sua» zona si allarga fino alle Giu­di­carie tren­tine: Con­cei, Bezzec­ca e din­torni. Per arrivarvi, fino a un mese fa, uti­liz­za­va la Garde­sana e risali­va la Valle di Ledro. Tem­po di per­cor­ren­za: un’o­ra o giù di lì. Nei giorni scor­si, per servire i cli­en­ti, ha dovu­to cer­care alter­na­tive, a causa del­la chiusura del­la statale a sud di Riva. Sul traghet­to non lo han­no fat­to salire, poiché trasporta mate­ri­ali infi­amma­bili. Arma­to di pazien­za, ha gira­to il muso del camion ver­so Salò, quin­di ha pros­e­gui­to per Idro e la Valsab­bia, Storo e la Valle di Ledro. Tem­po di per­cor­ren­za? Poco meno di tre ore. Il tragit­to che il com­mer­ciante garde­sano si è trova­to ad affrontare potrebbe divenire abit­uale, per lui e per altre centi­na­ia di automezzi, leg­geri e pesan­ti. E non per un peri­o­do di breve dura­ta. Se ver­ran­no con­fer­mate le pre­vi­sioni del­la Provin­cia di Tren­to, la Garde­sana tornerà — infat­ti — tran­sitabile solo nel­l’es­tate del 2002. Anal­o­go prob­le­ma (a rovescio) andrà a molti­pli­car­si centi­na­ia di volte, tante quan­ti sono i negozi, i bar e gli alberghi bres­ciani che si for­niscono di mer­ce in Trenti­no: giro del lago o del­la Valsab­bia, men­tre i mezzi più pic­coli potran­no uti­liz­zare il traghet­to da Riva a Limone. Questo sce­nario, che va nuo­va­mente a delin­ear­si sul­l’al­to Gar­da, ha già avu­to un severo col­lau­do nel ’99: a segui­to del­la frana cadu­ta dal­la Roc­chet­ta in feb­braio, i col­lega­men­ti tra bres­ciano e Trenti­no ven­nero inter­rot­ti per alcu­ni mesi. Allo­ra emerse la volon­tà di sanare in fret­ta una situ­azione ris­chiosa, e lo si vol­e­va fare (come poi accadde) in modo da affrontare la sta­gione tur­is­ti­ca man­te­nen­dosi all’al­tez­za del­la tradizione limonese e garde­sana. In ques­ta occa­sione, invece, pare­va aleg­gia­re — fino a ieri — un po’ di incertez­za, dovu­ta forse all’­ef­fet­to sor­pre­sa e al par­ti­co­lare momen­to, le feste, in cui il prob­le­ma si è ripro­pos­to. Dopo esser­si ripresi dal­la bot­ta a cal­do, sul­l’al­to lago si stan­no orga­niz­zan­do. Potrebbe trat­tar­si, comunque, di una vicen­da non breve. Come nel­l’in­ver­no 1999, anche i prossi­mi mesi vedran­no frotte di stu­den­ti delle scuole medie e supe­ri­ori atten­dere il bat­tel­lo di buon mat­ti­no, per por­tar­si a Riva e per fare ritorno nel pri­mo pomerig­gio. Un mez­zo di trasporto, il bat­tel­lo, soli­ta­mente uti­liz­za­to per gite sco­las­tiche o viag­gi, tornerà quin­di a trasfor­mar­si nel­l’u­ni­co mez­zo di loco­mozione per i ragazzi limone­si (e di Tremo­sine) che si recano nelle scuole del bas­so Trenti­no, oltre che per gli adul­ti che, nel­la piana tra Riva e Arco, lavo­ra­no in fab­briche, scuole e uffi­ci. E si ripro­por­rà anche il prob­le­ma del­l’as­sis­ten­za san­i­taria e dei ricov­eri. A Limone è effi­ciente un servizio di volon­tari­a­to, che fa capo alla Croce Bian­ca. Ma, in caso di emer­gen­za, non sarà la stes­sa cosa, per un’am­bu­lan­za, coprire i nove chilometri che divi­dono la cit­tad­i­na bres­ciana dagli ospedali tren­ti­ni e, invece, rag­giun­gere Salò (33 chilometri), o Gavar­do (41) o addirit­tura Bres­cia (63). Ma tut­ti si sono resi con­to che sarebbe erra­to pen­sare che il bloc­co del­la statale per un paio di anni, o poco meno, pos­sa creare dis­a­gi solo a Limone. In atte­sa del­la real­iz­zazione del nuo­vo tun­nel da parte del­la Provin­cia di Tren­to nel ven­tre del monte Roc­chet­ta — 1250 metri di gal­le­ria e 75 mil­iar­di di spe­sa -, l’in­tera Garde­sana occi­den­tale e i pae­si che vi si affac­ciano potreb­bero accusare un colpo dalle con­seguen­ze gravis­sime. Ammin­is­tra­tori e oper­a­tori tur­is­ti­ci si stan­no muoven­do, cer­can­do di cor­rere al più presto ai ripari. La Nav­i­gar­da che orga­niz­za sedi­ci servizi di traghet­to al giorno attende indi­cazioni dai comu­ni per even­tual­mente poten­ziare il trasporto via lago.