Il presepe ricorda oggetti e mestieri antichi e Gesù nasce anche su una vela latina

Parte con un tuffo nel passato la mostra allestita sul lungolago

22/12/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Parte con un «Tuffo nel pas­sato» la Mostra dei pre­sepi allesti­ta alla Barches­sa Ram­bal­di. Sul lun­go­la­go Cipri­ani l’annuncio del­la Nativ­ità arri­va con vec­chi ogget­ti ormai dismes­si e rel­e­gati in sof­fit­ta: il macini­no del caf­fè a mano, il fer­ro da stiro a car­bonel­la, il paio­lo di rame appe­so alla cate­na sul fogo­lare, le vec­chie reti per la pesca. Tut­ti ogget­ti di inven­ti­va per viva­ciz­zare un , antipor­ta del­la ormai clas­si­ca e atte­sa Mostra dei pre­sepi di , man­i­fes­tazione arriva­ta all’edizione numero 17. Una rasseg­na carat­ter­iz­za­ta dagli «angeli fes­tanti», dip­in­ti e rac­colti sul lun­go telo, che dal sof­fit­to calano su Betlemme annun­cian­do la nasci­ta del Mes­sia. Quin­di la rap­p­re­sen­tazione del por­to di Bar­dolino con le barche e il gia­rdi­no dell’hotel Riv­iera entram­bi dell’artista Piero Zorzi; la dol­cez­za del­la mater­nità del­lo scul­tore Gian­ni Mar­ti­naz­zo; la Nativ­ità fuori le mura di Gio­van­ni Pre­v­i­di per arrivare a quel­la dip­in­ta su una vela lati­na, — immag­ine riprodot­ta negli Usa su un Mag­a­zine di grande tiratu­ra — che fa da sfon­do a Gar­da e i suoi palazzi, ambi­en­tazione di San­dro Pasot­ti. A seguire le fig­ure pre­sepi­ali raf­fi­nate in cos­tume sar­do e quelle del­la cul­tura ital­iana del ’700/’800 prove­ni­en­ti da diverse regioni. Ai lati del­la fuga in Egit­to, vista attra­ver­so un por­tale di un ric­co palaz­zo (autori Sposato, Carmi­nati e Lonardel­li) due pregevoli scul­ture in leg­no: quel­la di Alessan­dro Manci­ni di Cal­masi­no in oli­vo con castel­li, mura e Nativ­ità, l’altra di Joe Loro rica­va­ta da un tron­co di piop­po col­pi­to da un ful­mine. Di notev­ole effet­to l’angolo con rag­grup­pati le fig­ure in por­cel­lana dell’estremo Ori­ente con Nativ­ità su di un sam­pan (Dino Peretti), il pre­sepe dell’anno del volon­tari­a­to delle nonne di Bar­dolino, una Nativ­ità ambi­en­ta­ta in cli­ma polare con iglò, foche e pin­gui­ni (Sposato — Carmi­nati) e quel­la rap­p­re­sen­ta­ta in un gia­rdi­no di vil­la vene­ta con affres­chi ori­en­ta­leg­gianti e sta­tu­ine fat­te a mano da Ele­na Mar­i­na­to e Lisi Lonardel­li. Di richi­amo anche il lavoro rica­va­to nel sug­hero da Mirko Franceschet­ti: uno scor­cio del­la Caser­ta vec­chia e le sta­tu­ine in ter­ra­cot­ta. Così quel­lo in coral­lo lavo­ra­to a Torre del Gre­co e la scala eli­coidale che por­ta alla Nativ­ità del garde­sano Augus­to Accoloni. Sug­ges­ti­va la serie di rap­p­re­sen­tazioni su tela: da quel­la fat­ta con la macchi­na da cucire di Giu­lia da Poveg­liano a quel­la del pit­tore Gian­ni Mar­ti­naz­zo, da quel­la del veronese Benedet­ti all’altra a pun­to intaglio di Mir­ka Faraoni, per arrivare ad acquerel­lo di Maria Stel­la Mag­a­li­ni e del­la coor­di­na­trice del­la mostra Lisi Sala Lonardel­li. Nel sop­pal­co la pregev­ole collezione di Mau­r­izio Faraoni, le raf­fig­u­razioni e com­po­sizioni dei bam­bi­ni delle scuole di Cisano, Bar­dolino e Cal­masi­no e degli alun­ni delle scuole ele­men­tari per con­clud­ere con il «dolce» pre­sepe di Giuseppe Chi­a­men­ti, con sul­lo sfon­do le bianche case illu­mi­nate da luce celeste di Pao­lo Mor­ri. All’entrata il pre­sepe girev­ole con Annun­ci­azione, nasci­ta e arri­vo dei re Magi di Ric­car­do Vischioni.

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