Manifestazione enogastronomica fino al 1 dicembre in occasione dell’antica fiera di Castelletto Uno sposalizio che viene innaffiato dai Lugana e dal Soave classico spumante

Pesci più buoni con l’olio di Santa Caterina

24/11/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Brenzone

«A San­ta Cate­ri­na ci no à stupinâ stupì­na». Quel­lo che sem­bra un incom­pren­si­bile scioglilin­gua è invece un modo di dire dell’Alto Gar­da. O meglio, era. Per­ché lo si usa­va in pas­sato, sino alla pri­ma guer­ra mon­di­ale, quan­do sul­la riv­iera si pro­duce­vano i limoni, esportati in mez­za Europa. Sig­nifi­ca­va che il 25 novem­bre, giorno di San­ta Cate­ri­na d’Alessandria, chi non ave­va anco­ra provve­du­to a chi­ud­ere per bene anche le con­nes­sure delle serre dei limoni (l’operazione è det­ta in dialet­to «stupinâr» ) dove­va affret­tar­si a far­lo, per­ché il gelo incombe­va. La ricor­ren­za di San­ta Cate­ri­na ha sem­pre avu­to un rilie­vo fon­da­men­tale nel cal­en­dario con­tadi­no dell’area garde­sana, e non solo per la fac­cen­da dei limoni. A Castel­let­to di Bren­zone, ad esem­pio, si face­va la fiera del bes­ti­ame, da non molto rien­tra­to dall’alpeggio sul monte (tradizional­mente, le vac­che las­ciano le mal­ghe il 29 set­tem­bre, giorno di San Michele). Col tem­po, la sagra di Castel­let­to è anda­ta assumen­do una nuo­va con­no­tazione nel nome dell’olivicoltura: oggi è la fes­ta dell’olio. E quest’anno, su inizia­ti­va del Comune e del­la Pro loco per Bren­zone, l’antica fiera è diven­ta­ta anche occa­sione di un’inedita man­i­fes­tazione enogas­tro­nom­i­ca. S’intitola «L’o­lio, il lago e il mare», per­ché pro­pone il del­i­ca­to extravergine del­la zona in abbina­men­to col pesce d’acqua sia dolce che sala­ta. «L’inizia­ti­va che abbi­amo assun­to quest’anno», dice il vicesin­da­co Giampao­lo Brighen­ti, «mira da un lato a val­oriz­zare la pro­duzione olearia del nos­tro Comune e dal­l’al­tro anche a pre­sentare l’offerta del­la nos­tra ris­torazione al di fuori del­la sta­gione tur­is­ti­ca esti­va». In effet­ti, il sot­tile frut­ta­to dell’olio bren­zonese ben si sposa con la cuci­na itti­ca, sen­za sovrac­cari­car­la di sapori, ma anzi esaltan­do la mate­ria pri­ma. Uno spos­al­izio, questo, che ha due tes­ti­moni d’eccezione: il Lugana, o meglio, i Lugana, al plu­rale, in ver­sione base e nel­la tipolo­gia supe­ri­ore, dell’ di Sirmione e il Soave clas­si­co spumante dell’azienda agri­co­la soavese Cof­fele. Quan­to all’o­lio, quel­lo viene dalle due impor­tan­ti entità con­sor­tili che riu­nis­cono le centi­na­ia di olivi­coltori locali: l’oleificio Pic­coli Pro­dut­tori di Castel­let­to e la coop­er­a­ti­va Uliveti di Bren­zone. E la cuci­na? Nel­la sezione «L’olio e il lago», si pre­sen­tano i ris­toran­ti Alla Fas­sa e da Umber­to di Castel­let­to e il Rely di Bren­zone, men­tre per «L’olio e il mare» sono di sce­na il Sole di Castel­let­to e il Mar­i­an­na di Assen­za. Nel­la car­ta «lacus­tre» offrono piat­ti come il luc­cio in sal­sa di sarde e olio d’o­li­va, la zup­pa di pesce con cros­ti­ni all’olio, la mousse di lavarel­lo all’olio, i filet­ti di per­si­co in vel­lu­ta­ta di limone, men­tre nel­l’in­ter­pre­tazione «mari­nara» pre­sen­tano ad esem­pio le code di gam­bero fritte con sal­sa di limone e olio o gli spaghet­ti alle von­gole veraci con l’ex­travergine. C’è anche qualche escur­sione fuori dal tema itti­co, con piat­ti fra tradizione e inno­vazione come la rus­ti­ca «pas­ta e fasoi co ‘na crôs de òio del nòs» o i tortel­li di ricot­ta del Bal­do all’olio e timo. Il tut­to sino al 1 dicembre.