Per la vecchia strada la provincia prevede l'azzeramento

Ponale verso la cancellazione

01/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

La vec­chia Ponale è des­ti­na­ta con ogni prob­a­bil­ità a morire per rinascere in cer­to modo dalle pro­prie ceneri. L’ha det­to ieri l’asses­sore Iva Berasi a Fab­rizio Di Sta­sio con­vo­ca­to a Tren­to come rap­p­re­sen­tante del­l’as­so­ci­azione Gia­co­mo Cis (i politi­ci non san­no anco­ra niente: a loro toc­ca atten­dere anco­ra un po’). Dunque, si parte dal­la per­izia Castel­li. Per il geol­o­go i pri­mi 700 metri, dal­l’im­boc­co alla valle del Ponale, non si pos­sono difend­ere, in nes­sun modo. Quin­di la provin­cia sceglie per la , di costru­ire un tun­nel da Riva drit­to fino dalle par­ti del­la casa del­la Tro­ta. Per la Ponale sono state fat­te due ipote­si. Allarga­men­to del tun­nel fino a com­pren­dervi una , poi sali­ta con alcu­ni tor­nan­ti in sin­is­tra del tor­rente fino alla vec­chia stra­da oltre lo Sper­one, in un trat­to giu­di­ca­to sicuro. Di lì avan­ti fino al vec­chio ponte di Pre­gasi­na, attra­ver­sa­men­to e sali­ta poi ver­so Biace­sa dal sen­tiero in destra del tor­rente. Cos­to: 30 mil­iar­di. In alter­na­ti­va la provin­cia can­cel­la com­ple­ta­mente la vec­chia Ponale che non sarà più niente, nè cicla­bile, nè relit­to, nè fore­stale: sem­plice­mente sparirà, sen­za più alcun tipo di manuten­zione, nè ora nè mai: come tut­to il fian­co del monte una vol­ta devi­a­ta nel tun­nel la statale sot­tostante. Sec­on­do l’uf­fi­cio legale, con un muret­to all’inizio e l’ab­ban­dono con­clam­a­to, non dovreb­bero più poter­ci essere respon­s­abil­ità nel caso che uno, tran­si­tan­do lì come farebbe in un bosco qualunque, si pren­desse il sas­so in tes­ta. Man­cano poche ver­i­fiche di tipo legale. Poi iva Berasi ver­rà a Riva a spie­gare a sin­da­co ed asses­sori le prospettive.