Ritorna a suonare con il maestro Paolo Pachera nella chiesa dedicata ai santi Martino e Zeno. Stasera concerto inaugurale con lo strumento a 1625 canne

Quattro anni di restauro e l’organo torna in vita

15/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Un con­cer­to d’organo da 1.625 canne: quante ne con­ta com­p­lessi­va­mente il vec­chio Malves­tio com­ple­ta­mente restau­ra­to e ora pron­to per il con­cer­to inau­gu­rale fis­sato per ques­ta sera alle 21 nel­la par­roc­chiale inti­to­la­ta ai san­ti Mar­ti­no e Zeno, diret­to dal mae­stro Pao­lo Pachera, veronese, con oltre 200 con­cer­ti tenu­ti in varie cit­tà ital­iane e straniere, e in pres­ti­giosi fes­ti­val. Inseg­nante al Dall’Abaco di Verona l’organista è anche autore di oltre un centi­naio di com­po­sizioni di vario genere: musi­ca da cam­era, per orches­tra, sacra, per ban­da. Ha vin­to numerosi pre­mi in con­cor­si di com­po­sizione nazion­ali e inter­nazion­ali; ses­san­ta suoi lavori sono pub­bli­cati da diverse case editri­ci. Il pro­gram­ma prevede: musiche di Bach; Donizetti, Bossi, Langlais, nonché un inter­mez­zo canoro del­la Schola Can­to­rum e del coro degli ado­les­cen­ti del­la par­roc­chia. Il vec­chio organo del 1929, com­ple­ta­mente smon­ta­to quat­tro anni or sono all’avvio dei lavori di restau­ro del­la chiesa par­roc­chiale, era sta­to affida­to al lab­o­ra­to­rio di Sil­vio Miche­li di Castel­laro Lagusel­lo per un rad­i­cale restau­ro. Lavori pro­l­un­gatisi nel tem­po in quan­to han­no por­ta­to alla rip­uli­tu­ra dei somieri, la cas­sa che nel­la parte infe­ri­ore riceve l’aria immes­savi dai man­ti­ci e la trasmette (per mez­zo di pis­toni) alle canne dei diver­si reg­istri col­lo­cati nel­la parte supe­ri­ore. La stes­sa man­tice­ria è sta­ta com­ple­ta­mente ricostru­i­ta, in fun­zione anche del­la nuo­va dis­po­sizione dell’intero stru­men­to col­lo­ca­to dietro l’altare mag­giore nel­la zona absi­dale, e poten­zi­a­ta. Rin­no­va­to l’impianto elet­tri­co, con impiego di mate­ri­ale a nor­ma di legge; real­iz­za­ta una nuo­va con­solle in leg­no di noce con pan­ca rego­la­bile; restau­rate le tastiere; nuo­va la ped­aliera e nuo­vo sis­tema di con­trol­lo delle fun­zioni gesti­to da un com­put­er. Un del­i­ca­to lavoro han­no richiesto le canne in met­al­lo con sal­da­ture, ret­ti­fi­ca e ripristi­no delle cur­va­ture delle linguette. Così quelle in leg­no trat­tate con anti­tar­lo e impreg­nante pro­tet­ti­vo. Val­oriz­za­to nel­lo stes­so tem­po il coro lig­neo in noce, sia avan­zan­do­lo dal­la posizione orig­i­nar­ia tan­to da essere ora basa­men­to delle canne di fac­cia­ta che com­ple­tan­do lo zoc­co­lo da per­son­ale di prova­ta espe­rien­za nel cam­po del restau­ro dei mobili antichi. Lavori ese­gui­ti con una scrupolosa e atten­ta inton­azione di tut­ti i reg­istri, segui­ti dall’accordatura com­ple­ta del­lo stru­men­to con val­ori costan­ti. Sta di fat­to che ora l’organo rimes­so a nuo­vo è com­pos­to di 864 canne del­la pri­ma tastiera, 623 del­la sec­on­da e 128 del ped­ale: com­p­lessi­va­mente 1.625 canne.

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