Automobili a passo d’uomo da Malcesine a Brenzone con un caldo torrido: tutti sapevano della manifestazione, ma la polizia stradale non era stata avvertita. Il «gruppone» di tedeschi, partito da Monaco di Baviera, raggiunge oggi Verona

Quattrocento ciclisti bloccano la Gardesana

Di Luca Delpozzo
Fabiana Marcolini

Per la «gitarel­la» han­no scel­to la bici­clet­ta, for­ti di quel sano amore per lo sport fat­to di fat­i­ca, sudore e mus­coli tesi, sono par­ti­ti da Mona­co in più di quat­tro­cen­to. E ieri pomerig­gio han­no bloc­ca­to la Garde­sana. Invasa. Chi se li è trovati davan­ti, ignaro di una man­i­fes­tazione annun­ci­a­ta a tut­ti tranne che alla polizia stradale, a pas­so d’uomo, sot­to i 36 gra­di di ieri pomerig­gio, ha imp­ie­ga­to 40 minu­ti per per­cor­rere il trat­to di Garde­sana da Mal­ce­sine a Bren­zone. Una man­i­fes­tazione pen­sa­ta dall’Associazione nazionale dei ciclisti tedeschi (ADFC) che per la pri­ma vol­ta ha orga­niz­za­to un raduno ciclo­tur­is­ti­co a carat­tere non com­pet­i­ti­vo — e quin­di la veloc­ità non rap­p­re­sen­ta la pecu­liar­ità degli atleti — par­ti­to da Mona­co di Baviera il 19 giug­no. Sette le tappe per attra­ver­sare le Alpi e oggi il tour ter­mi­na a Verona. Solo che l’iniziativa, segui­ta dai media, atte­sa dai sin­daci delle varie cit­tà-tappe, con gior­nal­isti al segui­to e con un tes­ti­mo­ni­al d’eccezione, l’attore Han­si Kraus (molto noto in Ger­ma­nia), era sta­ta pub­bli­ciz­za­ta a tut­ti liv­el­li, tant’è che era­no sta­ti accolti in pom­pa magna dal pri­mo cit­tadi­no di Tren­to e la stes­sa cosa accadrà oggi anche nel­la nos­tra cit­tà. Ma la pol­stra­da ieri non sape­va che in piena sta­gione tur­is­ti­ca la stra­da più prob­lem­at­i­ca del­la provin­cia, quel­la su cui il traf­fi­co si bloc­ca anche solo per un tam­pon­a­men­to, sarebbe sta­ta uti­liz­za­ta da oltre 400 ciclisti. Ed è sta­to il caos. Ad onor del vero l’unica comu­ni­cazione uffi­ciale da parte dell’organizzazione prevede­va la scor­ta — oltre che la pre­sen­za di pat­tuglie per rego­la­mentare tem­po­ranea­mente il traf­fi­co — per il trat­to finale, ovvero da Gar­da aVerona. Ma nul­la era sta­to annun­ci­a­to riguar­do a ieri. «Ero anda­to con un ami­co a Riva, ero fer­mo all’incrocio di Mal­ce­sine, quel­lo che por­ta alla funi­via, quan­do li ho visti scen­dere. Uno dopo l’altro. Non rius­ci­vo a cred­er­ci», ride­va anco­ra ieri sera Pino Col­lia, gior­nal­ista che abi­ta a Peschiera e che ieri, a pas­so di ciclista ama­to­ri­ale, ma chiu­so in auto, ha segui­to per 40 minu­ti i 400 ped­ali fino a Bren­zone, quan­do sono sta­ti «bloc­cati» tem­po­ranea­mente dal­la polizia: il traf­fi­co si è decon­ges­tion­a­to e gli agen­ti han­no potu­to gestire lo sci­ame su due ruote. «Dietro ave­vo una fila di almeno due chilometri, il mio ami­co era rius­ci­to a pas­sare ed è arriva­to a Peschiera un’ora e mez­za pri­ma di me. Pre­so dal­lo scon­for­to ho chiam­a­to la polizia stradale di Bar­doli­ni, ho chiesto infor­mazioni, sono sta­ti gen­tilis­si­mi ma non sape­vano nul­la. Per car­ità, bel­la inizia­ti­va, ma mi chiedo solo se era il caso di uti­liz­zare la Garde­sana. Non sarebbe sta­to meglio far­li tran­sitare sul­la Val­dadi­ge?». Già, solo che quel che è accadu­to ieri è comunque una sor­ta di «pro­va gen­erale»: lo scopo del raduno è infat­ti quel­lo di real­iz­zare una gui­da ciclo­tur­is­ti­ca, riv­ol­ta al mon­do delle sue ruote. L’Adfc la dif­fonderà, con tutte le des­ti­nazioni inter­es­sate dal tour — Garde­sana com­pre­sa — in tut­ta la Ger­ma­nia. Ieri è sta­to il battesimo.