Parla la voce storica del Wwf. Amadio: «Non serve vederlo per accertarne il passaggio»

Ricerche in corso. Ma l’orso errante resta appartato

24/07/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
F.AR.

L’orso non si vede ma se ne par­la: sul , a Fer­rara o a Bren­zone, a Spi­azzi o a Mal­ce­sine, la pre­sun­ta migrazione del cuc­ci­o­lo di planti­gra­do arriva­to dall’Adamello res­ta argo­men­to di estrema attual­ità anche se — al di là di qualche rumor cui non cor­rispon­dono apprez­z­abili riscon­tri — l’ultimo avvis­ta­men­to resterebbe quel­lo del 26 giug­no scor­so. Ma l’ipotesi è tutt’altro che pel­le­g­ri­na, come sostiene uno che qualche dimes­tichez­za con la fau­na — non solo delle nos­tre zone — ce l’ha: Aver­ar­do Ama­dio, ambi­en­tal­ista del­la pri­ma ora nonché fonda­tore del Wwf veronese, è con­vin­to che si trat­ti di «un orso errati­co. el resto», aggiunge, «gli orsi viag­giano da soli, non in grup­po. Con­sigli? Il nos­tro orso bruno è un ani­male paci­fi­co. Con­siglio di non avvic­i­nar­si a even­tu­ali cuc­ci­oli per­ché se la mam­ma fos­se nei parag­gi potrebbe arrab­biar­si. Ma non è sem­plice incro­cia­r­lo. L’orso è un ani­male elu­si­vo che tende ad allon­ta­nar­si quan­do vede l’uomo. Ha un fiu­to notev­ole e ne riconosce l’odore anche a 400 metri di dis­tan­za. Di fat­to lo si può avvic­inare solo se si è sot­toven­to. Comunque non si trat­ta di situ­azioni da pren­dere sot­togam­ba. È bene che se ne occu­pino le guardie fore­stali provin­ciali e regionali».Amadio era tra quel­li che, nel 1983, seguirono per mesi le trac­ce di due esem­plari a spas­so per le mon­tagne nos­trane. Nes­sun dub­bio che, anche quel­la vol­ta, i planti­gra­di ci fos­sero: «Non è nec­es­sario avvistare l’orso per accer­tarne la pre­sen­za», spie­ga ora. «Dalle orme e dalle fat­te che sem­i­na per stra­da, per esem­pio, si pos­sono ricavare indizi chiaris­si­mi del­la sua presenza».Nell’83, ricor­da lui, «c’erano due ani­mali: uno sul Bal­do e l’altro in Lessinia. Seguii il loro vagabondag­gio parte­ci­pan­do in pri­ma per­sona alla vicen­da, tra la gen­erale incredulità degli altri. Se ne era­no dette e sen­tite di tut­ti i col­ori ma gli orsi c’erano. L’Adamello? No, quel­li era­no esem­plari all­e­vati in cat­tiv­ità e rilas­ciati da qualche scri­te­ri­ato veronese all’imboccatura del­la Val di Ronchi».La Provin­cia cre­dette alle seg­nalazioni e l’assessore Vald­is Salar­di partì sulle trac­ce dell’animale arriva­to sul Bal­do. «Quel­la spedi­zione (che io chi­amerei puni­ti­va) spinse l’orso a morte sicu­ra. Sen­ten­dosi brac­ca­to infat­ti l’animale prob­a­bil­mente finì in un bur­rone ver­so le pale che stra­pi­om­bano sul lago. L’altro orso? Da infor­mazioni non con­trol­la­bili l’avrebbero ucciso e man­gia­to alcu­ni cac­cia­tori del­la Lessinia occidentale».

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