L’assessore provinciale: «Perdono tempo». Tomelleri: «Che strana tanta fretta...». Botta e risposta tra Pozzani e i sindaci che hanno incaricato un tecnico per un nuovo tracciato

«Rinunciare alla variante? No, andiamo avanti»

26/02/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Ferro

La loro posizione: «Incar­icher­e­mo un tec­ni­co per stu­di­are una vari­ante al trac­cia­to. Porter­e­mo il nuo­vo prog­et­to a Roma, qual­cosa può cam­biare, c’è anco­ra tem­po per inter­venire». La sua: «Tem­po per­so, quel­la è la trat­ta e non si spos­ta di un metro. ha già deciso e dopo dieci anni di stal­lo ora intende pro­cedere». Da una parte i sin­daci di Sona (Raf­faele Tomel­leri), Som­macam­pagna (Gian­lu­ca Men­gal­li), Peschiera (Bruno Dal­la Pel­le­g­ri­na) e Castel­n­uo­vo (Fer­di­nan­do Emanuel­li), dall’altra solo lui, l’assessore provin­ciale Gilber­to Poz­zani, con tut­ti i prog­et­tisti romani di Alta Veloc­ità, Rfi e min­is­tero dei trasporti: i pri­mi che stringono alleanze e com­pat­ti por­tano avan­ti la loro battaglia, gli altri che in occa­sione del­la Con­feren­za dei Servizi era­no sta­ti chiari: «Questo è il trac­cia­to, a giug­no finirà sul tavo­lo del Cipe per il finanzi­a­men­to». Che le posizioni siano inc­on­cil­i­a­bili vien fuori ogni vol­ta che ce n’è occa­sione. Poche sere fa, durante un’assemblea pub­bli­ca a San Gior­gio in Sali­ci, Poz­zani ha repli­ca­to alle «inten­zioni» dei quat­tro ammin­is­tra­tori smorzan­do sul nascere il loro prog­et­to alter­na­ti­vo: «Fareb­bero meglio a riv­ol­ger­si a qual­cuno per far pre­sen­ti even­tu­ali prob­le­mi e non per stu­di­are nuove soluzioni», ha but­ta­to lì, «la con­tra­ri­età al prog­et­to non serve a nul­la per­ché Alta Veloc­ità passerà, che lo vogliano o no. L’ha deciso il gov­er­no. Scervel­lar­si in nuovi escamo­tage, ripeto, è solo una perdi­ta di tem­po». Un bot­ta e rispos­ta infini­to, sen­za pun­ti di incon­tro, che i «quat­tro» han­no da alcune set­ti­mane deciso di fer­mare com­mis­sio­n­an­do all’architetto Gian­car­lo Poli­meni lo stu­dio di una pos­si­bile vari­ante al per­cor­so. «Siamo tut­ti con­vin­ti che ci siano i mar­gi­ni», ha par­la­to per tut­ti Tomel­leri, «per ridurre i dan­ni che i nos­tri ter­ri­tori dovran­no subire. C’è tem­po e, a vol­er­le pren­dere in con­sid­er­azione, ci sono altre pos­si­bil­ità oltre all’unica che vuole Tav. Per­ché non si può appro­fondire? Per­ché non si può evitare tan­ta vio­len­za sui nos­tri ter­ri­tori?». Tomel­leri va oltre: « C’è tem­po fino a giug­no per il prog­et­to esec­u­ti­vo, per­ché Poz­zani e i tec­ni­ci romani han­no tan­ta fret­ta di chi­ud­ere qui la fase prepara­to­ria, sen­za con­sid­er­are pro­poste, con­sigli e richi­este? Non si trat­ta di una battaglia tra grup­pi, per car­ità, la pos­ta in bal­lo è alta e mi auguro che cias­cuno usi il buon sen­so, quel­lo che dovrebbe spin­gere tut­ti a trovare l’accordo meno neg­a­ti­vo per il ter­ri­to­rio: i super treni arriver­an­no, nes­suno ha la pre­sun­zione di fer­mar­li, ma almeno che il loro pas­sag­gio sia il più dolce pos­si­bile per l’ambiente e per chi ci vive». Infine: «Noi con Poli­meni andi­amo avan­ti per­ché siamo con­vin­ti che mar­gi­ni di manovra ce ne siano anco­ra. L’invito di Poz­zani? Non con­di­vidi­amo la sua fret­ta».

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