Terminato il restauro delle tre grandi tele, degli affreschi dell'abside e delle cinque lunette. Il recupero è costato 300 mila euro. Raccolti finora 180 mila euro

Risorgono le opere del Celesti

28/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Le opere di Andrea Celesti tor­nano a nuo­va vita. E’completato, e sarà inau­gu­ra­to uffi­cial­mente domani, giovedì, alle 21 l’intervento di recu­pero nel­la chiesa di Toscolano Mader­no. Ieri mat­ti­na, in occa­sione del­la set­ti­mana di fes­teggia­men­ti per la fine dei lavori, il par­ro­co don Faus­to Pran­del­li, i rap­p­re­sen­tan­ti dell’associazione che por­ta il nome del pit­tore (Anto­nio Foglio, Giuseppe Zam­bi­asi, Clau­dio Sta­bili), l’assessore Comu­nale alla cul­tura Patrizia Toma­cel­li e il restau­ra­tore Gian Maria Casel­la han­no illus­tra­to in antepri­ma l’intervento, e pre­sen­ta­to il vol­ume del­la Grafo ded­i­ca­to ai cap­ola­vori recu­perati. I lavori si sono con­cen­trati sulle tre gran­di tele, da 30 metri qua­drati cias­cu­na («La cadu­ta di Simon Mago», «Cristo che con­seg­na le chi­avi a San Pietro», «Il mar­tirio dei san­ti Pietro e Pao­lo»), sug­li affres­chi del­l’ab­side e sulle cinque lunette, che rap­p­re­sen­tano gli evan­ge­listi (Luca, Gio­van­ni, Mat­teo, Mar­co) e l’eu­cares­tia. Effet­tua­to sot­to il con­trol­lo del­la Soprint­en­den­za per i beni stori­ci e artis­ti­ci di Man­to­va, l’intervento è costa­to 300 mila euro, di cui 180 mila già rac­colti (da fedeli, enti pub­bli­ci, banche, imp­rese). «Nel 1708 — han­no ricorda­to Foglio e Zam­bi­asi- la con­fra­ter­ni­ta del san­tis­si­mo Sacra­men­to paga­va 24 lire all’an­no, per la “scop­padu­ra del­la pol­vere” delle tele del coro e degli inter­colum­ni, da eseguire a , a Pasqua e a S.Pietro. Da allo­ra, nul­la è sta­to fat­to per il man­ten­i­men­to del grandioso com­p­lesso pit­tori­co, che ver­sa­va in un pre­cario sta­to di con­ser­vazione». Solo nel 1990, a più di tre sec­oli dal­la sua real­iz­zazione — han­no con­tin­u­a­to i due -, è sta­to pos­si­bile provvedere al recu­pero di una pri­ma opera, la «Vocazione di Pietro e Andrea». Il dip­in­to, defor­ma­to in più pun­ti, pre­sen­ta­va tagli, buchi e cadute di col­ore. La deci­sione più cor­ag­giosa venne pre­sa alla fine degli anni Novan­ta quan­do il nuo­vo par­ro­co, don Faus­to, pro­pose il restau­ro del trit­ti­co absi­dale. Una sfi­da davvero impeg­na­ti­va per la chiesa di Toscolano. E non solo a questo si è lim­i­ta­to. Ha infat­ti volu­to com­pletare l’in­ter­ven­to con le cinque lunette, gli affres­chi e i cor­ni­cioni. Ora le opere sono state ricol­lo­cate, e chi­unque le può ammi­rare. Ma il lavoro non è con­clu­so. Con l’es­pe­rien­za acquisi­ta e il sup­por­to del­la comu­nità, c’è tut­ta l’intenzione pros­eguire su ques­ta stra­da, per riportare la chiesa allo splen­dore che meri­ta. Gli «Ami­ci di Luseti», luo­go incan­tev­ole all’in­ter­no del­la valle del­la cartiere, gui­dati da Loris Locatel­li (nipote di Ugo, l’u­ni­co cal­ci­a­tore ital­iano ad avere vin­to sia le Olimpia­di a Berli­no nel 1936, sia i Mon­di­ali­in Fran­cia nel 1938) han­no finanzi­a­to il restau­ro di due pale nel lab­o­ra­to­rio Fontani­ni — Mar­che­t­ti: «La cro­ci­fis­sione», sem­pre del Celesti, e «La madon­na con S.Cristoforo e S.Antonio» di Pace Pase. Un pri­va­to si è invece pre­so cura di un’al­tra tela: «S.Giuseppe in glo­ria». Gra­zie alla prodi­gal­ità dei cit­ta­di­ni, del Comune, di banche, imp­rese e asso­ci­azioni varie, la chiesa sta piano piano rinascen­do. Ma c’è anco­ra molto da fare. L’organo, ad esem­pio, non suona più, è diven­ta­to flebile. Il mae­stro Ger­ar­do Chi­mi­ni, nel provar­lo, ha scos­so mal­in­coni­ca­mente la tes­ta. Poi si dovrebbe com­pletare il restau­ro del transet­to del­l’ab­side, e, soprat­tut­to, del­la stra­or­di­nar­ia tela da 40 metri quadri sit­u­a­ta all’in­gres­so: «La strage degli inno­cen­ti». Il cam­mi­no è appe­na cominciato.

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