Ripristinata la storica manifestazione dedicata al celebre vino bianco. Battaglia all’ultima bottiglia tra aziende bresciane e veronesi

Risplende la stella del Lugana

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Di Luca Delpozzo
( a.p. )

La Stel­la del Gar­da bril­la sul­la Lugana e sul suo . La stor­i­ca man­i­fes­tazione vini­co­la ded­i­ca­ta al bian­co del trat­to più a sud del lago è sta­ta ripristi­na­ta dopo qualche anno di oblìo dal Con­sorzio di tutela del Lugana. Con un rego­la­men­to alta­mente selet­ti­vo: per con­quistare la Stel­la in una delle tipolo­gie pre­viste dal dis­ci­pli­nare di pro­duzione occorre che in un quin­quen­nio una can­ti­na otten­ga per almeno tre anni il giudizio pos­i­ti­vo da parte pri­ma di una com­mis­sione di enotec­ni­ci e poi d’u­na iper­crit­i­ca giuria di gior­nal­isti spe­cial­iz­za­ti. Insom­ma non è per niente facile fre­gia­r­si di questo sim­bol­i­co, ma ambitis­si­mo tito­lo. Com’è anda­ta la pri­ma edi­zione del­la Stel­la nuo­va ver­sione? «Molto bene», dice entu­si­as­ta il pres­i­dente del con­sorzio, Pao­lo Fabi­ani , «per­ché il rig­ore dimostra­to dalle due com­mis­sioni, quel­la dei tec­ni­ci e quel­la dei gior­nal­isti, è una garanzia. La Stel­la del Gar­da è impor­tante per il Lugana: arti­colan­dosi su più anni, serve a fare il pun­to sul­la situ­azione pro­dut­ti­va e a delin­eare i pos­si­bili per­cor­si di ulte­ri­ore cresci­ta del nos­tro vino». Un vino, il Lugana, un po’ veronese e un po’ bres­ciano. O meglio, l’area di pro­duzione del Lugana è per un pezzetti­no soltan­to in provin­cia di Verona, nel ter­ri­to­rio comu­nale di Peschiera, men­tre la parte pre­pon­der­ante è nel Bres­ciano, fra Poz­zolen­go, Lona­to, Desen­zano e Sirmione. E in nome del­la «par condi­cio» geografi­ca, le com­mis­sioni d’as­sag­gio han­no lavo­ra­to a Sirmione, men­tre le pre­mi­azioni si sono svolte a Peschiera, pres­so l’enoteca dell’ex caser­ma d’artiglieria. Pur numeri­ca­mente svan­tag­giati, i pro­dut­tori d’area vene­ta si sono comunque «dife­si» alla grande nel­la ritrova­ta ker­messe enoica. Nel­la cat­e­go­ria dei Lugana 2001 il match è fini­to in par­ità, con la seg­nalazione con­quis­ta­ta da Ottel­la e Zena­to sul fronte vene­to e da Brunel­lo di Poz­zolen­go e Vis­con­ti di Desen­zano in riva lom­bar­da. Nel­la tipolo­gia Lugana Supe­ri­ore è sta­to un dominio bres­ciano: final­isti sono sta­ti i vini dell’azienda Cà Lojera di Sirmione, delle Can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana di Moni­ga del Gar­da e delle can­tine Marang­o­na di Poz­zolen­go, ma di nuo­vo un risul­ta­to di par­ità lo si è avu­to nel Lugana affi­na­to nel leg­no, con la giuria che ha seg­nala­to l’azienda agri­co­la Cà dei Frati di Sirmione e l’azienda vitivini­co­la Zena­to di Peschiera del Gar­da. Par­ità anche nel­la spuman­tis­ti­ca: se fra le bot­tiglie prodotte col meto­do clas­si­co si sono imposte quelle bres­ciane di Cà dei Frati e Vis­con­ti, nel­la tipolo­gia char­mat è sta­to dominio veronese, con Ser­gio Zena­to che ha rac­colto la terza nom­i­na­tion. «Ma qui non con­ta», sot­to­lin­ea Fabi­ani, « l’essere verone­si o bres­ciani. Quel che impor­ta è fare otti­mo Lugana, con­tin­uare l’im­peg­no sul­la stra­da del­la qual­ità, per dare sem­pre nuove prospet­tive al nos­tro vino». Un vino che, tra l’altro, risco­pre anno dopo anno la sua iden­tità stor­i­ca. Gli stu­diosi del set­tore stan­no dimostran­do che il treb­biano di Lugana ha carat­ter­is­tiche tali da indi­vid­uar­lo come un vit­ig­no autoctono, tipi­co ed esclu­si­vo delle morene del Gar­da.

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