Pochi mesi fa l’accordo: all’amministrazione di Garda la sommità e l’area archeologica, il resto a un privato. Tutto pare sfumato

Salesiani irritati col Comune«Venderemo ad altri la Rocca»

15/11/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

I Sale­siani dell’Istituto Tusi­ni di Bar­dolino «ne han­no piene le tasche» di aspettare che il sin­da­co di Gar­da, Davide Bendinel­li si deci­da ad acquistare la Roc­ca. E dalle parole inten­dono pas­sare ai fat­ti, venden­do la stor­i­ca col­li­na a un pri­va­to. Il sin­da­co di Gar­da, a fine mag­gio, ave­va dichiara­to: «Abbi­amo trova­to l’accordo pieno su tut­to: presto ver­rà for­mal­iz­za­ta l’intesa col diret­tore dell’istituto sale­siano, don Romano Bet­tin. Gar­da così potrà acquistare l’area intorno alla som­mità del­la Roc­ca, sede di ritrova­men­ti arche­o­logi­ci. Al colti­va­tore pri­va­to, invece rimar­ran­no i ter­reni del pianoro som­mi­tale, che potrà uti­liz­zare esclu­si­va­mente per la piantu­mazione di ulivi. Così la Roc­ca resterà acces­si­bile a tut­ti, con prati curati e non incolti come ora e si potrà pro­cedere col prog­et­to del ».Parole che ave­vano dato per fat­to il pas­sag­gio di pro­pri­età. Ma la for­mal­iz­zazione dell’atto non c’è sta­ta. Don Romano Bet­tin spie­ga: «Noi Sale­siani vogliamo lib­er­ar­ci del­la Roc­ca, per­chè è una respon­s­abil­ità per la sicurez­za che non vogliamo più. Dopo anni di trat­ta­tive col Comune, non siamo anco­ra a una con­clu­sione. Il 30 mag­gio sem­bra­va si fos­se sbloc­ca­ta la situ­azione, quan­do nell’incontro con Bendinel­li, era sta­ta rag­giun­ta un’intesa, con cui il pianoro del­la Roc­ca veni­va las­ci­a­to in affit­to al pri­va­to per la colti­vazione dell’ulivo e l’area inter­es­sa­ta da scavi arche­o­logi­ci dona­ta invece dai Sale­siani al Comune. L’agricoltore si impeg­na­va a man­tenere le aree boschive e non veni­vano poste recinzioni alle zone affit­tate per las­cia­re lib­era cir­co­lazione a tutti».«Ci siamo las­ciati», con­tin­ua don Romano, incred­u­lo, «cor­dial­mente e con sod­dis­fazione di tut­ti. Due giorni dopo mi arrivano una tele­fona­ta dal comune e il 15 giug­no una rac­co­man­da­ta, in cui mi si comu­ni­ca che l’accordo è sospe­so, per­chè il Comune vuole acquistare l’intera super­fi­cie del­la Roc­ca. Nel­la let­tera mi si antic­i­pa anche, che all’ordine del giorno del 28 giug­no, il Con­siglio avrebbe vota­to una delib­era per l’acquisto del­la stor­i­ca col­li­na. Una comu­ni­cazione del tut­to diver­sa da quan­to con­corda­to, tan­to che era già sta­to stip­u­la­to un con­trat­to d’affitto per 15 anni col colti­va­tore diret­to, che in quan­to tale ha anche prelazione di acquis­to sul­la ven­di­ta dei ter­reni. Pri­va­to che ci ha offer­to il doppio di quan­to pat­tuito col Comune e che si è reso disponi­bile a cedere l’area arche­o­log­i­ca e man­tenere i prati, ora incolti».«Io non riesco a capire», pros­egue il diret­tore sale­siano: «Quan­do si pren­dono impeg­ni, van­no rispet­tati. Non ave­va­mo sot­to­scrit­to nes­sun impeg­no for­male che ci imponesse di vendere la Roc­ca al Comune, ma solo dato la nos­tra disponi­bil­ità con una let­tera, in cui si dice­va che erava­mo inten­zionati a vender­gli la Roc­ca a 30 mila euro. Dal 1998 sti­amo offren­do a Gar­da la pos­si­bil­ità di acquis­tar­la: nel 2005 abbi­amo mes­so nero su bian­co la «disponi­bil­ità all’alienazione del­la Roc­ca, per 0,5 euro al metro quadra­to per 63.765 metri a un val­ore scon­ta­to di 30 mila euro». «Sti­amo aspet­tan­do», con­tin­ua Bet­tin, «di for­mal­iz­zare gli atti.Il Comune non ha dato segui­to, così dopo 30 anni i Sale­siani vogliono lib­er­ar­si di un peso di respon­s­abil­ità del­la Roc­ca, dove si radunano grup­pi di gio­vani, si ubri­a­cano, fan­no fuochi, si trovano sir­inghe, col peri­co­lo che qual­cuno cada dal­la col­li­na, «Abbi­amo così deciso di affittare ad un colti­va­tore per 15 anni, con l’impegno di vender­gli i ter­reni, qualo­ra decidesse di acquis­tar­li. Cosa dove­va­mo fare? Ora dopo che era sta­to siglato l’accordo, ci dicono che non è più vali­do: a questo non siamo obbli­gati a ren­dere con­to al comune, siamo cit­ta­di­ni come tut­ti. Ci abbi­amo mes­so la buona volon­tà, ora o il Comune ci da quel­lo che offre il pri­va­to, o ci rite­ni­amo liberi di vendere al miglior offerente».L’area arche­o­log­i­ca res­ta a dis­po­sizione in don­azione e i 30 mila euro che il Comune così risparmierebbe, potran­no essere usati per la manuten­zione boschi­va. «Il pri­va­to ci paga il doppio del Comune e solo per la zona ester­na all’area stor­i­ca». I Sale­siani met­tono le carte in tavola, e la pal­la pas­sa al Comune. Che rischia di ved­er sfu­mare l’opportunità di acquisire la Roc­ca, sim­bo­lo delle gen­ti garde­sane, su cui sono emerse­le trac­ce mil­lenar­ie del­la loro storia.

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