Monica Rizzai: "trovatala quadra per tutelare i cittadini nel rispetto della norma statale"

Sanità Lombardia: manovra ticket, la “ricetta” di Regione Lombardia

20/07/2011 in Attualità, Sanità
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Di Luca Delpozzo

Con l’introduzione del tick­et in finanziaria non si può più bluf­fare: da adesso  tutte le Regioni sono respon­s­abi­liz­zate sul­la ges­tione del­la pro­pria spe­sa san­i­taria. Ciò pre­mes­so, pos­si­amo dire che quel­la approva­ta dal­la Giun­ta regionale è una soluzione con­di­visa  e dimostra la volon­tà di tute­lare i nos­tri cit­ta­di­ni e i nos­tri ter­ri­tori pur nel doveroso rispet­to delle leg­gi del­lo Sta­to”.   Com­men­ta così l’assessore bres­ciano di Mon­i­ca Rizzi il provved­i­men­to adot­ta­to oggi dal­la Giun­ta regionale per rispon­dere all’introduzione del tick­et di 10 euro pre­vista nel­la manovra del Gov­er­no. La delib­era prevede in par­ti­co­lare la rimod­u­lazione del tick­et per le prestazioni di spe­cial­is­ti­ca ambu­la­to­ri­ale sul­la base del val­ore del­la sin­go­la ricetta.   “Regione Lom­bar­dia – sot­to­lin­ea l’assessore —  è obbli­ga­ta per legge  a chiedere il paga­men­to del tick­et. Tut­tavia oggi in Giun­ta abbi­amo trova­to la quadra per evitare di gravare indis­crim­i­nata­mente sulle tasche dei cit­ta­di­ni. Abbi­amo infat­ti scel­to di per­cor­rere l’unica pos­si­bile alter­na­ti­va offer­ta dal­la legge, ovvero quel­la di rimod­u­lare i tick­et di 10 euro per le prestazioni di spe­cial­is­ti­ca  ambu­la­to­ri­ale sul­la base del val­ore del­la sin­go­la ricetta. In prat­i­ca, invece che far pagare 10 euro per cias­cu­na prestazione, indipen­den­te­mente dal val­ore del­la stes­sa, abbi­amo lega­to il tick­et al val­ore del­la sin­go­la ricetta: man mano che si sale il tick­et aumen­ta. Non ci è infat­ti par­so gius­to che con una ricetta di poco val­ore si pagh­i­no 10  euro”.   “Ques­ta manovra – pre­cisa e con­clude l’assessore Rizzi – si applicherà a par­tire dal 1 agos­to e riguar­da comunque solo ed esclu­si­va­mente il 30 per cen­to dei cit­ta­di­ni Lom­bar­di, ovvero quel­li attual­mente non esen­ti”.

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