La Pteris vittata vive di fronte alla villa degli Albertini e assorbe l’arsenico. È una pianta subtropicale molto rara nell’area mediterranea

Scoperta la felce mangia veleno

13/01/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Sul lun­go­la­go c’è una pianta man­gia-veleno. Le piace l’arsenico. Lo prende, lo assorbe, lo rende innocuo. È una felce. Il nome sci­en­tifi­co è Pteris vit­ta­ta. L’ha scop­er­ta un biol­o­go garde­sano, Daniele Zani­ni. Ne par­la sul ven­tes­i­mo numero del­la riv­ista Il Gar­da. L’ambiente, l’uomo edi­ta dal Cen­tro stu­di per il ter­ri­to­rio bena­cense di Tor­ri del Bena­co. La Pteris vit­ta­ta, dice Zani­ni, «è una specie raris­si­ma sia per l’Italia con­ti­nen­tale che per la regione mediter­ranea». A Gar­da ce n’è una colo­nia nel par­co di vil­la degli Alber­ti­ni, nei gia­r­dinet­ti pub­bli­ci anti­s­tan­ti il palaz­zo e addirit­tura fra le pietre del molo. «Con mol­ta prob­a­bil­ità», scrive il biol­o­go, «era sta­ta pianta­ta nel par­co dei con­ti Alber­ti­ni». Ma la cosa non è cer­ta, per­ché gli esem­plari ritrovati sulle mura di recinzione prossime al lago — una deci­na in tut­to — sicu­ra­mente non sono sta­ti mes­si a dimo­ra dai gia­r­dinieri. Men­tre potreb­bero esser­lo state le fel­ci che si trovano accan­to alla fontana dietro all’abitazione. Ma è fuori dal par­co che la rara felce ha trova­to il suo habi­tat migliore. «La popo­lazione più abbon­dante, cir­ca 150 piante, si tro­va», anno­ta Zani­ni, «di fronte alla vil­la, sui muret­ti che delim­i­tano la stra­da Garde­sana e lun­go la strut­tura perime­trale del por­to di Gar­da, qua­si a con­tat­to con l’acqua, sem­pre sui ver­san­ti cal­di esposti a sud-ovest». Potrebbe in ogni caso trat­tar­si di pre­sen­ze rel­a­ti­va­mente recen­ti. Non se ne tro­va infat­ti trac­cia nelle descrizioni del­la zona redat­te dai botani­ci del pas­sato. Non ne ha par­la­to il tor­re­sano Gre­go­rio Rigo, e nep­pure Agosti­no Goiran, che nel 1906 ha invece seg­nala­to in zona un’altra vari­età di felce, la Pteris cret­i­ca, oggi pre­sente solo nel Bres­ciano. È vero che la felce non è una specie molto appariscente, ma la pre­sen­za del­la Pteris vit­ta­ta a Gar­da dif­fi­cil­mente sarebbe pas­sa­ta inosser­va­ta ad occhi esper­ti come quel­li dei due mag­giori stu­diosi del­la zona fra Otto­cen­to e Nove­cen­to. In ogni caso, non se l’è fat­ta scap pare adesso Daniele Zani­ni, che con­tin­ua nel­la sua puntigliosa ricer­ca sulle carat­ter­is­tiche del­la flo­ra e del­la fau­na del­la regione garde­sana. In Italia, si dice­va, ques­ta felce è abbas­tan­za rara. È sta­ta seg­nala­ta in Sicil­ia, in Cal­abria, sul­la peniso­la di Sor­ren­to e in alcune local­ità del­la Lig­uria. È una specie trop­i­cale o sub­trop­i­cale. Vive in Asia, Medio Ori­ente, Africa, Mada­gas­car. Aus­tralia, Amer­i­ca. In area mediter­ranea la si tro­va soprat­tut­to in Spagna e a Cre­ta. Nel 2001 un team del dipar­ti­men­to di ricer­ca sul suo­lo e sull’acqua dell’ del­la Flori­da ha scop­er­to una curiosa carat­ter­is­ti­ca del­la Pteris vit­ta­ta: la capac­ità, cioè, di accu­mu­la­re nei suoi tes­su­ti una quan­tità eccezionale di arseni­co. «È per ora», osser­va Daniele Zani­ni, «l’unica pianta conosci­u­ta al mon­do capace di rip­ulire il ter­reno da questo veleno». Ovvio che si spera che ques­ta sua virtù non sia mai costret­ta a dimostrar­la sul Gar­da: una con­t­a­m­i­nazione da arseni­co sarebbe fac­cen­da seris­si­ma, anche aven­do “l’antidoto” in casa. Ma soprat­tut­to, adesso che le è sta­ta data noto­ri­età, è oppor­tuno che nes­suno vada a strap­par pianti­celle sul lungolago.

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