Tutela dal Comune per i corsi d’acqua

Si studia il «reticolo idrico»

Di Luca Delpozzo
e.dug.

«La rego­la­men­tazione delle com­po­nen­ti ambi­en­tali e ter­ri­to­ri­ali del Comune è una pre­rog­a­ti­va di base e anche un obi­et­ti­vo strate­gi­co dell’amministrazione. In tale direzione sono sta­ti intrapre­si prog­et­ti per la cor­ret­ta definizione degli ambiti ter­ri­to­ri­ali e delle rel­a­tive regole», come ha dichiara­to il sin­da­co Gian­car­lo Alle­gri. Il sis­tema di con­trol­lo e ges­tione ambi­en­tale gen­erale si riferisce alla cer­ti­fi­cazione Iso 14001. Al suo inter­no le diverse com­po­nen­ti ambi­en­tali (acqua, suo­lo, rumore, aria) ven­gono svilup­pate con sin­goli prog­et­ti tesi ad una cap­il­lare definizione degli aspet­ti speci­fi­ci. Per­tan­to, così come è sta­ta avvi­a­ta la pre­dis­po­sizione del­la zoniz­zazione acus­ti­ca, nel­lo stes­so modo, rel­a­ti­va­mente all’acqua, si sta proce­den­do alla definizione del reti­co­lo idri­co minore. Padenghe è parte inte­grante di un ter­ri­to­rio che riveste un impor­tante sig­ni­fi­ca­to ambi­en­tale e sci­en­tifi­co, inser­i­to nell’anfiteatro moreni­co. A segui­to di rilievi ed anal­isi cap­il­lari sui cor­si idri­ci locali (vaso Rì, rio Pos­ser­le, rio Balosse, rio Maguz­zano, fos­so Cro­celle, eccetera) ver­ran­no indi­vid­u­ate fasce di rispet­to all’interno delle quali gli inter­ven­ti dovran­no essere dis­ci­plinati ed autor­iz­za­ti dall’amministrazione comu­nale. Per­tan­to il reti­co­lo idri­co si pone come rifer­i­men­to nor­ma­ti­vo fon­da­men­tale, in relazione al quale oper­are scelte rispet­tose dell’ambiente. La vari­ante al Piano rego­la­tore adot­ta­ta dal con­siglio comu­nale il 30 novem­bre, con­sen­tirà al reti­co­lo idri­co minore di entrare a fare parte del «cor­pus nor­ma­ti­vo» in dotazione agli organi tec­ni­ci del Comune.