Amarcord sul lago: un secolo in un libro, la storia raccontata da chi l'ha vissuta.

Sirmione nel ventesimo secolo”

31/10/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
m.to.

Per i sirmione­si, soprat­tut­to per quel­li con i capel­li anco­ra in tes­ta, c’è un rega­lo in arri­vo. Un libro, scrit­to da Gior­dano Sig­nori, asses­sore comu­nale e gior­nal­ista, arric­chi­to da fotografie rac­colte da Stel­la Rosa, architet­to che riper­corre gli ulti­mi cen­t’an­ni di vita di Sirmione. Con tan­ti inedi­ti e gus­tosi episo­di pazien­te­mente reg­is­trati attra­ver­so le tes­ti­mo­ni­anze di per­son­ag­gi alla soglia dei novan­t’an­ni o degli ottan­ta, la cui lucid­ità ha per­me­s­so di tra­man­dare, a dis­tan­za di mez­zo sec­o­lo e forse più, tante sto­rie e tan­ti per­son­ag­gi che avreb­bero fat­to grande qualche decen­nio più tar­di ques­ta località.Proprio in questo sta il mer­i­to di Gior­dano Sig­nori e di Stel­la Rosa. Il libro, inti­to­la­to per l’ap­pun­to «Sirmione nel ven­tes­i­mo sec­o­lo», ver­rà dis­tribuito gra­tuita­mente il 4 novem­bre al Pala­con­gres­si, in occa­sione del­la pre­sen­tazione alla cit­tad­i­nan­za. I due autori l’han­no cedu­to all’am­min­is­trazione e ques­ta, a sua vol­ta, con una mod­i­ca spe­sa l’ha man­da­ta alle stampe.L’altra sera l’inizia­ti­va è sta­ta pre­sen­ta­ta alla «Vec­chia Lugana», pre­sen­ti, oltre agli autori, il sin­da­co Mau­r­izio Fer­rari e il vice . Da notare che l’at­tuale gestore del locale, Pieran­to­nio Ambrosi, è raf­fig­u­ra­to in una foto nei pan­ni di cal­ci­a­tore-baby nelle file del­l’Us. Sirmione pri­ma di una finalis­si­ma gio­cat­a­si a Bres­cia. Dicono che fos­se una promes­sa, poi è diven­ta­to un pro­fes­sion­ista del­la ristorazione.L’amarcord sirmionese è ric­co di sto­rie e di per­son­ag­gi. Un’an­tepri­ma di Tan­gen­topoli avvenne nel 1918 pro­prio a Sirmione, ad opera del­l’al­lo­ra sin­da­co Gia­co­mo Boari, poi inquisi­to dal Prefet­to per via di 500 lire intas­cate, quin­di rielet­to con uno strat­a­gem­ma (non ne vol­e­va sapere di dimet­ter­si: non è pro­prio cam­bi­a­ta l’I­talia…), infine scom­par­so. Per alcu­ni appalti, il pri­mo cit­tadi­no del pri­mo dopoguer­ra si vide accusato dal­la Polizia, sen­za che rius­cisse a fornire valide spiegazioni.Sfogliando anco­ra le pagine, è ricor­da­ta una maxi-ris­sa tra gio­vani di Colom­bare a di Riv­oltel­la per una vicen­da di donne. Era il 1927 e a rac­con­tare il, fat­tac­cio è Tul­lio Baz­zoli. Dove oggi si tro­va «Non­solo­bar», gesti­to dal­la sig­no­ra Wilma, esiste­va il Salone Ballila con una balera fre­quen­ta­ta dai «gnari» di Sirmione e din­torni. Ebbene, una domeni­ca pomerig­gio si scatenò una zuf­fa furi­bon­da con inter­ven­to dei , costret­ti addirit­tura a sparare in aria per dividere le opposte fazioni. Molti finirono in cella.Dalle tes­ti­mo­ni­anze riferite all’ul­ti­mo dopoguer­ra si apprende che a Sirmione non ci fu cac­cia al fascista. Come non si ebbero vio­len­ze e soprusi da parte delle truppe d’oc­cu­pazione naz­i­fas­ciste, che anzi aiu­tarono molte famiglie povere a scam­pare alla fame. E anco­ra, come non ricor­dare una pag­i­na dram­mat­i­ca che poche set­ti­mane fa abbi­amo rivis­su­to: quel­la del­l’i­non­dazione del Po.Tra il 14 e il 17 novem­bre del 1951, anno in cui ci fu il dis­as­tro del Pole­sine, molti bar­caioli sirmione­si rag­giun­sero, a bor­do di un camion­ci­no scop­er­to, la zona di Rovi­go per prestare soc­cor­so agli sfollati.L’opera di Sig­nori e Rosa è una pic­co­la pietra mil­iare nel­la sto­ria del­la local­ità. Per­ché riper­corre l’ul­ti­mo sec­o­lo, un peri­o­do in cui nes­suno ave­va ten­ta­to di met­tere il naso. Eppure, è questo il sec­o­lo più stra­or­di­nario per Sirmione. Per­ché l’ha proi­et­ta­to sul panora­ma mondiale.

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