Pellegrini per fede e per promessa Hanno rifatto il cammino del 1975

Sono partiti in cinque per il Giubileo.

02/09/2000 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La sod­dis­fazione mag­giore? L’han­no vis­su­ta il 30 agos­to, quan­do l’au­to del Papa è pas­sa­ta a un paio di metri da loro. Attorno 50 mila per­sone ad applaudire il Pon­tefice in piaz­za San Pietro. In un istante, il grup­pet­to di garde­sani, pel­le­gri­ni piut­tosto orig­i­nali che ave­vano scel­to di rag­giun­gere la cap­i­tale a pie­di per il Giu­bileo, ha dimen­ti­ca­to il cal­do e la fatica.Erano par­ti­ti per Roma la mat­ti­na del 19 agosto:cinque podisti e un automez­zo di appog­gio. E se appro­dare nel­la Cit­tà etema a pie­di in occa­sione del Giu­bileo di quest’an­no è sta­ta un’im­pre­sa com­pi­u­ta anche da molti altri, i garde­sani han­no almeno potu­to vantare una sin­go­lar­ità: il nucleo stori­co del grup­po bena­cense ave­va per­cor­so la stes­sa stra­da (626 chilometri) anche nel 1975, sem­pre in occa­sione del­l’An­no santo.«Torneremo a pie­di a Roma nel Duemi­la», ave­vano promes­so 25 anni fa. E così, del grup­po scat­ta­to dal sagra­to del­la chiesa di di Navaz­zo alle 5 di mat­ti­na, face­vano parte anche Elio For­ti, 48 anni, geome­tra, e Mau­r­izio Bertan­za, 41 anni, idrauli­co: i reduci dal la sgam­bata di un quar­to di sec­o­lo fa. Con loro, in ques­ta occa­sione, c’er­a­no Mau­ro Castelli­ni, pen­sion­a­to 54enne, Ser­gio Dal­la­guar­di, 28enne imp­ie­ga­to comu­nale, e l’u­ni­ca don­na del grup­po: Mar­i­an­gela Bon­tem­pi, casalinga.Tutti si sono tenu­ti costan­te­mente in allena­men­to, anche se qualche car­tuc­cia in più l’ave­vano in ser­bo Dal­la­guar­di (il più gio­vane) e Castelli­ni (il più in for­ma). Sul mez­zo d’ap­pog­gio si sono alter­nati Clau­dio Tavem­i­ni — operaio in Cartiera — e Giacem­mo Samuel­li, mae­stro ele­mentare. For­ti e Bertan­za han­no man­tenu­to quin­di la promes­sa di tornare fat­ta 25 anni fa.Non c’è invece rius­ci­to Aure­lio Bon­tem­pi (fratel­lo di Mar­i­an­gela), all’e­poca fres­co diplo­ma­to all’Is­ti­tu­to Magis­trale: adesso gui­da un’im­pre­sa edile, e l’im­peg­no pro­fes­sion­ale non gli ha con­sen­ti­to di cimen­ta­r­si nuo­va­mente nel­la fatica.Forti ave­va 23 anni nel­l’agos­to di allo­ra, men­tre Bertan­za ave­va da poco fini­to la scuo­la media. Coprirono i 626 chilometri in meno di dieci giorni. Par­ti­ti il pri­mo agos­to da Navaz­zo (ovvi­a­mente alle 5 di mat­ti­na e dal sagra­to del­la chiesa), ven­nero fotografati davan­ti al colon­na­to del Berni­ni a mez­zo­giorno in pun­to del 10 agos­to. La macchi­na d’ap­pog­gio (una vec­chia Fiat 500) era gui­da­ta da darà Pace, da pochi mesi sposa­ta con Forti.Il per­cor­so di allo­ra è sta­to ripetu­to con qualche vari­ante. In alcu­ni trat­ti — rac­con­tano — le strade sono diven­tate tan­gen­ziali, e i Tir sfrec­ciano veloci e vici­ni. Nove giorni e mez­zo non sono sta­ti suf­fi­ci­en­ti ques­ta vol­ta, ma non ci sono volute nep­pure le 13 tappe messe in pre­ven­ti­vo: la dis­tan­za è sta­ta cop­er­ta in dieci giorni e mez­zo (Navaz­zo-Olgia­ta), cui va aggiun­ta un’al­tra fati­co­sis­si­ma mez­za gior­na­ta per por­tar­si dal­la per­ife­ria al cen­tro del­la cap­i­tale, in mez­zo a traf­fi­co e caos.Sul diario di viag­gio han­no anno­ta­to tut­to. Le gior­nate sono state scan­dite da una tap­pa in mat­ti nata (parten­za alle 6) che con­sen­ti­va di per­cor­rere 32–33 chilometri. Il pomerig­gio ripren­de­vano il cam­mi­no alle 4, scarpinan­do per altri 15–20 chilometri. I prob­le­mi prin­ci­pali? Il cal­do e l’as­fal­to bol­lente, che provo­ca­va vesci­che e gon­fiori dei pie­di. Al ter­mine del­la fat­i­ca, la chiusura in bellezza:trovano i bigli­et­ti e entra­no a San Pietro. E il Papa pas­sa pro­prio lì, a due metri.

Parole chiave: