La presentazione dei risultati dell'indagine ieri in municipio a Riva

Sono positivi i risultati dei controllisu un campione di fognature r

19/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
MICHELE COMPER

Quat­tro vir­go­la sei: è il numero che rias­sume una buona, anzi buonis­si­ma notizia che riguar­da il , ovvero la per­centuale di inse­di­a­men­ti abi­ta­tivi del cen­tro stori­co e del lun­go­la­go risul­tati neg­a­tivi al con­trol­lo degli scarichi fog­nari (quin­di, a ris­chio inquina­men­to). Sep­pure rifer­i­to ad un cam­pi­one di 327 inse­di­a­men­ti, che cor­risponde al 10 per cen­to del ter­ri­to­rio comu­nale, il dato colpisce per­ché sen­si­bil­mente infe­ri­ore alla media provin­ciale, il 14 per cento.Il con­trol­lo è sta­to ese­gui­to all’in­ter­no del pro­to­col­lo per la sal­va­guardia delle acque del Gar­da stip­u­la­to fra la Provin­cia Autono­ma di Tren­to, i Comu­ni di Arco, Riva del­Gar­da, Nago-Tor­bole, Ten­no e Moli­na di Ledro. Conc­re­ta­mente, a entrare nelle case, negli uffi­ci e nei locali pub­bli­ci sono sta­ti, tra il set­tem­bre e il dicem­bre del­l’an­no scor­so, i tec­ni­ci del­la coop­er­a­ti­va «Nir­coop» del Con­sorzio Lavoro Ambi­ente, coor­di­nati dal Servizio provin­ciale per la con­ser­vazione del­la natu­ra e la val­oriz­zazione ambi­en­tale e affi­an­cati da quel­li dell’Ags.Analizzato nel det­taglio, il dato del 4,6 per cen­to appare anco­ra più sod­dis­facente: i casi neg­a­tivi in modo sostanziale, cioè conc­re­ta­mente pre­oc­cu­pan­ti, sono 11, di cui solo uno giu­di­ca­to grave. Si trat­ta di uno scari­co di acque nere che finisce nelle acque bianche, e la cui grav­ità tut­tavia è del ter­zo gra­do (il peg­giore è il pri­mo gra­do). La nor­ma­ti­va prevede un inter­ven­to obbli­ga­to­rio e urgente per sanare la situazione.Un prob­le­ma non stret­ta­mente con­nes­so all’in­quina­men­to delle acque è cos­ti­tu­ito dalle acque bianche che van­no a finire nel­la rete delle acque nere: si trat­ta di 320 metri cubi all’an­no che vogliono dire pri­ma di tut­to un alto cos­to di , del tut­to inutile (si sti­ma che coi soli rispar­mi sul­l’inu­tile depu­razione delle acque bianche civili in rete nera, a liv­el­lo provin­ciale si finanzierebbe il 20 per cen­to del­l’at­tiv­ità di ricer­ca e verifica).Attività di ver­i­fi­ca che pros­eguirà: è di questi giorni la con­fer­ma del Servizio con­ser­vazione natu­ra e val­oriz­zazione ambi­en­tale per un suc­ces­si­vo lot­to che inter­esserà il resto del ter­ri­to­rio comu­nale. Un lavoro che impeg­n­erà due squadre di tec­ni­ci provin­ciali per 11 mesi, per un cos­to sti­ma­to in 200 mila euro.«Quello del­la tutela delle acque del Gar­da è un prob­le­ma del­i­ca­to da seguire con atten­zione — dice l’asses­sore Pao­lo Mat­teot­ti — e se è vero che questi dati mi fan­no tirare un sospiro di sol­lie­vo, è anche vero che molto anco­ra si può e si deve fare. Il prob­le­ma nel­la sua glob­al­ità non ha cause ecla­tan­ti, ma tante pic­cole cause che solo un con­trol­lo este­so e pun­tale può aiutare a elim­inare. In prospet­ti­va, il mio sog­no res­ta quel­lo che le uniche acque bianche ad arrivare nel Gar­da siano quelle delle fontane».

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