Il mitile bivalve fece la sua comparsa nel 1971, probabilmente importato con dei natanti

Specie aliene: la prima fu la Dreissena  

Di Luca Delpozzo
e. s.

Le chia­mano «specie aliene» per­ché non sono tipiche del popo­la­men­to locale. Pos­sono arrivare in maniera acci­den­tale, mag­a­ri attac­cate alla chiglia di un’imbarcazione come si sospet­ta sia accadu­to pro­prio per la «Dreis­se­na poly­mor­pha» che nel 1971 fu seg­nala­ta per la pri­ma vol­ta nel Gar­da. Oppure pos­sono essere immesse in modo volontario.Gli esper­ti sono con­cor­di nel sostenere che l’introduzione di specie lega­ta ad attiv­ità umane al di fuori del loro areale sia una delle prin­ci­pali minac­ce per la bio­di­ver­sità e la sec­on­da causa di estinzione di specie ani­mali. Il Gar­da non sfugge a questo fenom­e­no. Com­in­cian­do pro­prio dal­la «Dreis­se­na», conchigli­et­ta bivalve che ha col­o­niz­za­to il lago in modo mas­si­vo anche a pro­fon­dità ele­vate. Si sono con­tati nel 1976 , nel­la zona di Moni­ga, ben 6.884 indi­vidui in un solo metro quadra­to. La dreis­se­na è sta­ta stu­di­a­ta per le sue capac­ità di fil­trazione dell’acqua e alle pro­pri­età di bioac­cu­mu­lo di met­al­li pesanti.Agli inizi degli anni Duemi­la è sta­ta seg­nala­ta la pre­sen­za del «gam­beret­to killer», un crostaceo conosci­u­to col ter­mine sci­en­tifi­co di «dikero­gram­marus vil­lo­sus». Di dimen­sioni pari a qualche cen­timetro ha rap­i­da­mente col­o­niz­za­to tut­to il litorale garde­sano tan­to da rap­p­re­sentare nel 2004 il 100% del­la popo­lazione di anfipo­di litorali nel­la zona sud ori­en­tale e occi­den­tale del lago sop­pi­antan­do il gam­beret­to autoctono. È denom­i­na­to «killer» per­ché dimostra forte aggres­siv­ità ver­so le sue prede e risul­ta alta­mente vorace. Altri crosta­cei non indi­geni sono il ‘gam­bero amer­i­cano osser­va­to a Peschiera nel 2003 ed il gam­bero rosso del­la Louisiana.Fra il 2002 ed il 2003 è sta­ta seg­nala­ta anche la pre­sen­za, sia a Maner­ba che Peschiera, di un altro mol­lus­co bivalve: la «cor­bic­u­la flminea». Sarebbe arriva­ta nelle acque del lago attorno al 2000, forse attra­ver­so ripopo­la­men­ti itti­ci. Nell’agosto del­lo scor­so anno è sta­ta indi­vid­u­a­ta in local­ità Ronchi di Castel­n­uo­vo del Gar­da (Vr) un altro bivalve: la «cor­bic­u­la fluminalis».Negli ulti­mi decen­ni insom­ma il lago è sta­to inva­so da numerose specie non autoc­tone per le quali sono conosciu­ti com­por­ta­men­ti inva­sivi, capaci di pro­durre numeri ele­vati di indi­vidui e di inter­ferire sug­li equi­lib­ri. Cor­bu­cu­la, gam­beret­to killer, dreis­se­na , gam­bero rosso del­la Louisiana rien­tra­no fra le 100 specie acquatiche inva­sive per l’Europa, specie con le quali si devono fare i con­ti e sono asso­lu­ta­mente inva­sive per il sis­tema.