Convegno al Levi, nel libro nero anche gli integratori

Sport senza doping, si può «Cari ragazzi state attenti»

08/05/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Sen­si­bi­liz­zare i gio­vani ai rischi del dop­ing. È il tema del con­veg­no orga­niz­za­to ieri dal Comune e dal pres­i­dente del­la Corte d’appello Fed­erale di Tren­to, Ste­fano Ven­turi. Cen­toven­ti stu­den­ti delle clas­si quarte e quinte del liceo sci­en­tifi­co Pri­mo Levi han­no segui­to per due ore con atten­zione il pre­side Gui­do Fuma­gal­li ed il pro­fes­sore Luca Leone del­la facoltà di Scien­ze moto­rie di Verona. Fuma­gal­li è entra­to nel cuore del prob­le­ma: «Le sostanze dopan­ti cre­ano gravi dan­ni alla salute ma nonos­tante questo sia noto il loro uti­liz­zo è supe­ri­ore ai dati uffi­ciali. Le infor­mazioni sul fenom­e­no ci derivano da stu­di e riscon­tri Nas sui quan­ti­ta­tivi di far­ma­ci usati. I med­i­c­i­nali dopan­ti sono da 200 a 1000 volte supe­ri­ori alla neces­sità di uti­liz­zo per cura med­ica: c’è una grande dis­so­ci­azione tra ven­di­ta e con­sumo per malattia».Il pre­side ha illus­tra­to il dop­ing più usato nelle palestre e nel mon­do sporti­vo: «Ci sono tre filoni di sostanze usate: gli anab­o­liz­zan­ti che agis­cono sul­la forza fisi­ca; la eritropoi­eti­na, conosci­u­ta come epo, che crea resisten­za, adot­ta­ta sopratut­to dai ciclisti; gli inte­gra­tori ali­men­ta­ri, che non sono con­siderati dop­ing ma che sono sicu­ra­mente dan­nosi per­chè cre­ano dan­ni epati­ci e renali ed influen­zano l’autostima». «Il vero grosso prob­le­ma», sot­to­lin­ea Fuma­gal­li, «è quel­lo degli inte­gra­tori ali­men­ta­ri che si trasfor­mano nell’anticamera del dop­ing e del­lo spinel­lo del saba­to sera. Sia far­ma­ci che inte­gra­tori si com­per­a­no in rete, gli inte­gra­tori anche al super­me­r­ca­to, ma sec­on­do uno stu­dio europeo il 12 per cen­to degli inte­gra­tori ven­du­ti con­tiene ormoni steroidei, che sono anab­o­liz­zan­ti. La dif­fu­sione delle sostanze dopan­ti è molto più alta di quel­lo che si pen­sa e si inizia ad usar­li gio­vanis­si­mi, dai 12 anni».Leone ha illus­tra­to la legge che accom­pa­gna il con­sumo di queste sostanze: «La 376 del 2000 vieta il dop­ing, ma come tutte le leg­gi ha luci e ombre. Il decre­to approva­to dal Min­is­tero del­la salute prevede una lista di far­ma­ci, sostanze e pratiche mediche vietate. Ques­ta lista è la stes­sa usa­ta dal­lo sport inter­nazionale e prevede sanzioni di tipo penale: ha il van­tag­gio che scor­ag­gia con una sanzione forte ma è di dif­fi­cile appli­cazione per­chè ha bisog­no di prove certe ed i giu­di­ci han­no pochi stru­men­ti di indagine. La pena, da tre mesi a tre anni, vale anche per chi ha dato in uso la sostan­za dopante, nonchè per l’atleta. La sanzione vale solo per le prestazioni ago­nis­tiche e non per le attiv­ità ama­to­ri­ali, sulle quali quin­di non c’è con­trol­lo. Non c’è l’aggravante del reato per il medico sporti­vo che dis­tribuisce dop­ing e lo spac­cia­tore viene puni­to al pari di uno spac­cia­tore di droghe leggere».

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