La pubblica Amministrazione di Manerba ha inserito nel bilancio comunale 800mila euro per un nuovo centro visitatori

Storia e panorama in vetta alla Rocca

10/04/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s. b.)

La pub­bli­ca Ammin­is­trazione di Maner­ba ha inser­i­to nel bilan­cio comu­nale 800mila euro per un nuo­vo cen­tro vis­i­ta­tori, con annes­so arche­o­logi­co, alla . Lo sper­one roc­cioso dal pro­fi­lo dan­tesco (for­matosi nel Terziario ed eroso e levi­ga­to dalle glaciazioni) è sta­to ogget­to negli ulti­mi anni di inten­si scavi che han­no mes­so in luce le for­ti­fi­cazioni medievali che copri­vano la cima del­la Roc­ca e, a giu­di­care dai resti, dove­vano essere vera­mente impo­nen­ti. Il sito pre­sen­ta valen­ze ambi­en­tali, pae­sis­tiche e stori­co-arche­o­logiche di grande inter­esse. Le sue orig­i­ni sono antichissime; la leggen­da vuole che qui sorgesse un tem­pio ded­i­ca­to a Min­er­va. Nell’alto Medio­e­vo ques­ta fortez­za era una delle più munite di tut­to il lago e qui, nel 776, i si dife­sero stren­u­a­mente per due anni dalle truppe franche di Macario, duca del Friuli. Nel 1313 i Guelfi vi trovarono riparo con­tro i Ghi­belli­ni. In segui­to la Roc­ca passò agli Scaligeri, ai Vis­con­ti ed infine ai veneziani, che nel 1787 decis­ero di radere al suo­lo il castel­lo pos­to sul­la som­mità del­lo sper­one per evitare che ospi­tasse bande di brig­an­ti. Quel che res­ta delle antiche for­ti­fi­cazioni è reso leg­gi­bile al vis­i­ta­tore tramite apposi­ti pan­nel­li infor­ma­tivi. Non c’è bisog­no di alcu­na spie­gazione, invece, per godere del­lo splen­di­do panora­ma che dal­la som­mità del­la Roc­ca si apre su tut­to il Gar­da, pun­to panoram­i­co di grande effet­to e di facile acces­si­bil­ità. Dal­la vet­ta uno stret­to sen­tiero scende attra­ver­so la veg­e­tazione, lun­go un crinale che por­ta al pre­cip­izio sul lago e giunge fino alla spi­ag­gia dove, nel cosid­det­to “Riparo Valte­n­e­si”, sono sta­ti trovati resti di un inse­di­a­men­to col­lo­ca­bile ver­so la metà del V mil­len­nio avan­ti Cristo, prob­a­bil­mente fre­quen­ta­to come stazione sta­gionale per la pesca. In quest’area sono sta­ti rin­venu­ti numerosi reper­ti e una necrop­oli con 6 tombe col­let­tive del II mil­len­nio a.C.

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