Alla materna Rodari 53 su 99 sono immigrati

Stranieri la metà dei bimbi

Di Luca Delpozzo
Elia Botturi

La scuo­la mater­na Rodari rap­p­re­sen­ta il cuore mul­tiet­ni­co del­la cit­tà aloisiana. Su 99 iscrit­ti, sud­di­visi in 4 sezioni, 53 sono stranieri, e le nazion­al­ità rap­p­re­sen­tate sono 27. Il plesso, che fa parte del­l’Is­ti­tu­to com­pren­si­vo 1 diret­to da Lena Baro­nio, ha undi­ci inseg­nati, tre col­lab­o­ra­tori e due addette alla men­sa, e i bam­bi­ni por­ta­tori di hand­i­cap han­no una maes­tra di sosteg­no e un’as­sis­tente ad per­son­am. L’o­rario di servizio è ampio, dalle 7.30alle 18. «La com­po­sizione degli alun­ni riflette quel­la del­la soci­età cas­tiglionese — spie­ga la fidu­cia­ria, Francesca Mol­len­beck -. Per noi si trat­ta di un arric­chi­men­to, un’es­pe­rien­za molto pos­i­ti­va. Il tut­to si real­iz­za gra­zie alla col­lab­o­razione tra le maestre, un vero e pro­prio spir­i­to di squadra e un con­tin­uo aggior­na­men­to». Sono molti i prog­et­ti del­la Rodari volti all’in­te­grazione. La medi­atrice cul­tur­ale, per esem­pio, che conosce arabo, inglese e francese, e che aiu­ta i bam­bi­ni nel rap­por­to con le inseg­nan­ti, e queste ultime nel dial­o­go con le famiglie. C’è poi l’es­per­to di madrelin­gua inglese per avviare i pic­coli alla conoscen­za del­la sec­on­da lin­gua. Il ‘prog­et­to accoglien­za’, invece, pun­ta all’in­ser­i­men­to dei nuovi arrivati nel­l’am­bi­ente sco­las­ti­co, coin­vol­gen­do le famiglie, men­tre quel­lo sul­la con­ti­nu­ità crea un legame tra asi­lo nido, mater­na e poi ele­men­tari. Per chi non fre­quen­ta la reli­gione cat­toli­ca, c’è l’e­d­u­cazione stradale, e in cuci­na esiste un menù per­son­al­iz­za­to per i musul­mani e per chi pre­sen­ta allergie ali­men­ta­ri. Un’al­tra pro­pos­ta educa­ti­va riguar­da la lin­gua ital­iana, non solo per aiutare gli stranieri, ma anche per raf­forzare il par­la­to degli ital­iani. A tut­ti questi prog­et­ti si aggiun­gono la fre­quen­za in pisci­na e la pro­gram­mazione di base, lega­ta ai fat­ti del ter­ror­is­mo e alla ricer­ca del­la pace nel mondo.Infine la musi­ca: sot­to la gui­da di un esper­to ester­no, i bam­bi­ni stan­no preparan­do un sag­gio per la sera del 20 dicem­bre al Teatro Sociale.“Mano nel­la mano”, il tito­lo, per conoscere le cul­ture straniere e affi­an­car­le alla tradizione cris­tiana occidentale.